Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo

Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo
Garibaldi, pioniere dell'Ecosocialismo (clickare sull'immagine)

venerdì 30 gennaio 2026

DE OFFICIIS (CIO' CHE E' GIUSTO FARE)

 



La cronaca di questi giorni purtroppo ci mostra episodi cruenti legati a vari servizi di Polizia, ne abbiamo già parlato per quanto riguarda le forze dell'ICE in America e abbiamo chiaramente manifestato la nostra opposizione a che siano presenti in Italia, di supporto alle nostre Forze di Polizia che sono già dotate di una grande professionalità unita ad uno straordinario spirito di sacrificio..ma fino a che punto questo giova?

La domanda giunge spontanea osservando un fatto recente della nostra cronaca, accaduto a Rogoredo nei pressi di Milano. Un poliziotto descritto come “di grande esperienza”e persino encomiato per le sue azioni di contrasto allo spaccio di droga nella periferia di Milano, si è trovato a dover intervenire in una situazione inaspettata perché “il servizio non stava dando buon esito”, evidentemente in una operazione di contrasto allo spaccio e al traffico di droga.

Giunto in loco, trova i suoi colleghi che hanno arrestato un presunto spacciatore. Decide così di fare un giro di perlustrazione nel boschetto adiacente, per verificare se vi siano altri suoi complici nelle vicinanze. Sa di correre un rischio notevole, perché è conosciuto in zona proprio per avere messo a segno altre operazioni di contrasto al narcotraffico. Quindi prudentemente si cala il cappuccio, che però limita la visuale. Nella penombra si muovono due persone da identificare, una scappa, l'altra sembra fuggire, ma torna indietro e si ferma. L'agente sa di essere in pericolo, lo separano una decina di metri dal malvivente, si qualifica gridando “fermo Polizia!” Ma l'altro, invece di alzare le mani, estrae una pistola e la punta minacciosamente contro di lui, a questo punto egli estrae prontamente la sua arma e fa fuoco, mosso evidentemente dalla necessità di neutralizzare la minaccia e di proteggere la sua vita. L'individuo, già noto, per vari reati alle Forze dell'Ordine, cade colpito a morte. Questa la dinamica dei fatti, secondo le testimonianza del poliziotto e di chi era con lui in loco. Tutto regolare? No, la pistola del malvivente, si scopre che era una copia perfetta delle armi in dotazione alle nostre Forze di Polizia, a salve, priva di tappo rosso.

Chiunque sa che puntare una pistola verso qualcuno, finta o vera che sia, anche dotata di tappo rosso, con fare minaccioso costituisce reato penale. In questo caso il poliziotto non era tenuto a chiedere se la pistola fosse finta o vera né aveva modo di proteggersi, se la pistola fosse risultata autentica, per cui la sua reazione appare pienamente legittima, specialmente dopo che aveva intimato a quell'individuo di arrestarsi e si era qualificato come poliziotto.

Ebbene, nonostante le indagini sul campo condotte dalla stessa polizia abbiano dato riscontri tali da confermare la versione del poliziotto, che sicuramente, data la sua grande esperienza, sapeva cosa stava facendo e cosa stava rischiando, lo stesso poliziotto è stato messo sotto indagine per “omicidio volontario”

Ora, anche senza conoscere bene la giurisprudenza, sappiamo che spesso in questi casi, l'indagine è un “atto dovuto” anche per cautelare chi si suppone abbia commesso un reato, ipotesi per altro inverosimile dato il compito che il poliziotto aveva, la tipologia degli omicidi però include anche quello preterintenzionale e quello colposo

L'omicidio volontario comporta la volontà di uccidere, che non è affatto ipotizzabile in questo caso, al massimo si può presupporre che essa possa essere una conseguenza di una azione volta solo a difendere la propria incolumità e che abbia preso una piega inaspettata, essendo stata colpita la vittima alla testa e non ad una spalla. Ma evidentemente in circostanze del genere, si agisce più d'istinto che non ponderatamente prendendo la mira. Perché nel caso di minaccia reale con una arma vera, ripetiamo, non distinguibile in questo caso da una finta, un solo attimo di esitazione può costare la vita. Quindi se l'indagine per omicidio “preterintenzionale” o “colposo” ci può stare, volendo proprio verificare tutti gli elementi che possono portare ad una eventuale archiviazione, quella di “omicidio volontario” non sussiste per nulla, perché manca la “deliberata volontà di uccidere”

Un agente in servizio d'Ordine, mettiamolo bene in chiaro, in Italia, il quale svolge regolarmente il suo lavoro, non ha MAI la deliberata volontà di uccidere, per questo le nostre Forze di Polizia sono migliori di quelle americane, che hanno dimostrato palesemente questa deliberata volontà contro persone inermi, senza essere minacciate da armi vere o finte. Per questo non abbiamo affatto bisogno di chi pensa di surclassare le nostre Forze di Polizia introducendone altre da altri Paesi

Noi abbiamo semplicemente bisogno di dotare le nostre Forze dell'Ordine dei mezzi di indagine e di tutela più avanzati, abbiamo bisogno di incrementare la loro professionalità con strumenti sempre più sofisticati, e soprattutto di sostenerle nel loro difficile e rischioso compito quotidiano

Non sappiamo cosa abbia mosso un Pubblico Ministero a muovere una accusa così grave ad un nostro concittadino impegnato professionalmente nell'adempimento del suo dovere, sappiamo solo che non solo l'evidenza dei fatti riscontrati ma anche le testimonianze raccolte, appaiono escludere ogni elemento di volontarietà nell'uccidere. Quella del poliziotto non è stata una esecuzione ma semplicemente una legittima difesa.

Sappiamo altresì che la nuova norma sulla legittima difesa prevede che, rispetto alla normativa precedente che comportava il fatto che ci si potesse difendere solo non potendo scappare o non potendo chiamare la Polizia o i Carabinieri, in situazioni cioè di rischio estremo per la propria vita e in modo proporzionale all'offesa, ora invece, con la legge numero 39/219, si è introdotto il principio di presunzione di proporzionalità, in situazioni di pericolo imminente per la propria incolumità e quella dei propri cari conviventi.

Secondo la riforma, chi si trova in pericolo imminente all’interno della propria abitazione o del proprio esercizio commerciale può reagire senza dover giustificare la proporzionalità della difesa, riconoscendo l’impatto emotivo che un’aggressione può causare. Tuttavia la distinzione tra l'eccesso di difesa e quella legittima resta a discrezione del Pubblico Ministero

Quindi permangono elementi di criticità, però abbiamo assistito ad un caso di un giovane che si è difeso dall'aggressione di un ladro penetrato in casa con un coltello, uccidendolo e che non risulta sia stato nemmeno indagato.

Che cosa vuol dire questo? Che forse un membro delle Forze dell'Ordine nell'esercizio del suo dovere è meno tutelato di un comune cittadino, o che l'arbitrarietà nel valutare tali situazioni è talmente varia da determinare esiti diametralmente opposti?

Tutti siamo d'accordo nel voler tutelare la libertà della Magistratura e nel dover rispettare il suo difficile e complesso lavoro, per questo ogni strumentalizzazione politica di casi del genere è non non solo illecita, ma anche ignobile

La Magistratura, secondo la nostra Costituzione esercita una funzione che deve essere garantita nella sua indipendenza ed imparzialità, ma non esercita un potere come nel caso del Parlamento e del Governo, essa assicura soltanto che le leggi emanate dal Parlamento e rese esecutive dal Governo vengano applicate scrupolosamente e senza divergenze o parzialità

Perché evidentemente ad ogni libertà, ad ogni forma di indipendenza, corrisponde una responsabilità sul proprio operato. Colui che agisce infatti con libertà ma senza responsabilità, lo fa con arbitrio, mentre colui che è solo responsabile e non libero, è soggetto a servitù

Una società libera e responsabile è l'unica dotata di vera civiltà umana, ed quella in cui i cittadini si danno liberamente le regole per essere poi responsabili nella loro applicazione

Chi sbaglia deve essere messo di fronte alla sua responsabilità non pretendere di essere al di sopra della legge o tutelato da chi come lui, dovrebbe farla rispettare, mentre invece gli riserva impunità e privilegi

Un Paese civile, libero e soprattutto credibile è quello in cui il sistema giudiziario funziona bene, è solerte, efficiente, e imparziale. Solo così chi vuole investire in questo Paese ha sufficienti garanzie per farlo. Se invece il sistema giudiziario appare parziale, inefficace contraddittorio, o addirittura incomprensibile ed autoreferenziale, tutto il Paese stesso perderà di credibilità

Un sistema giudiziario  efficace non può pretendere di azzerare una intera classe politica o di condannarne una parte salvandone un'altra, un sistema giudiziario che funziona bene, controlla tutto il territorio e mette ciascuno che lo amministra nella seria condizione di assumersi le sue responsabilità, punisce chi sbaglia, con l'intento di rieducarlo. Ma è pronto anche a rispondere dei suoi errori, in maniera limpida, e tale da punire chi sbaglia nel suo settore, senza parzialità, o protezioni politiche di alcun genere

Allo stato attuale dei fatti, noi abbiamo ancora una bellissima Costituzione, purtroppo non del tutto applicata i cui principi fondamentali vanno difesi fino a costo della propria vita. Purtroppo però abbiamo anche un sistema giudiziario non sempre pienamente efficiente e all'altezza dei suoi compiti, per questo delle riforme sono necessarie, nello scrupoloso rispetto della Magistratura, ed è giusto che queste riforme non le faccia la Magistratura stessa ma chi l'Organo Costituzionale ha deputato a legiferare e a governare, rispondendo scrupolosamente soltanto alla sovranità popolare.

Siamo di fronte ad un referendum con cui il popolo è pienamente chiamato ad esercitare direttamente la sua sovranità, senza nemmeno che ci sia un quorum a limitarla.

Quindi, io non dirò votate in un modo o nell'altro, non dirò seguite le indicazioni del vostro partito, e nemmeno quelle dei vostri amici, più o meno competenti

Dirò semplicemente esercitate la vostra sovranità che vi distingue dall'essere sudditi, perché in democrazia repubblicana non si è soggetti ad altro che alla volontà popolare

Vi dirò semplicemente, informatevi con tutti i mezzi che avete (e oggi sono tanti), e VOTATE, in questo caso è un imperativo categorico, in cui la libertà riconosce ciò che è assolutamente giusto e necessario per tutti.

Un esempio di popolo che vota in massa potendo esercitare la sua sovranità, è sempre un grande esempio di civiltà, la migliore


Carlo Felici

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