Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo

Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo
Garibaldi, pioniere dell'Ecosocialismo (clickare sull'immagine)

giovedì 28 settembre 2023

VATTELAPPESCA

 


Lo spot che tanto piace alla Meloni ha suscitato varie critiche e prese di posizioni. Di per sé esso presenta due genitori separati che hanno una bambina la quale sfugge alla mamma, in un supermercato, mettendola in ansia, per prendere una pesca che nasconderà e darà al papà, dicendogli, mentendo, che gliela manda la mamma.

La premier lo ha trovato “molto bello e toccante”, Ercolani ha rimarcato che “Non poteva esserci modo migliore, di questi tempi, che decretare attraverso una pubblicità che siamo felicemente alla frutta...”

Sallusti rimarca il fatto che è meglio avere due genitori separati piuttosto che conflittuali, e vari esponenti della sinistra commentano dicendo che lo spot è una mancanza di rispetto per la bambina che viene usata per scopi commerciali oppure che non c'è riguardo per il consumatore che, in giorni assai magri come questi, magari non riesce a permettersi nemmeno una pesca

La pubblicità, è noto, si basa sulle indagini di mercato. Gli analisti semplicemente osservano l'andamento del costume e della società, le tendenze dei comportamenti, con un unico scopo: attrarre l'attenzione del consumatore per trarne profitto mediante le vendite.

Nella sterminata agorà mediatica in cui viviamo immersi quotidianamente e che ci invade persino il palmo della mano, è praticamente impossibile sottrarsi al Peithṓ , così veniva definita anticamente dai Greci quella divinità che personificava la “persuasione” specialmente nelle relazioni amorose, poi diventata con i Romani Suada, da qui la parola italiana suadente per definire un qualcosa che attrae e convince al tempo stesso, a prescindere dal suo valore morale, dal fatto che sia buono o cattivo.

Oggi, si può dire che assistiamo al trionfo di Suada, in ogni campo, economico, affettivo, famigliare , scolastico e soprattutto mediatico

Suada veicola il profitto e il profitto è l'ultimo deus ex machina che domina il mondo odierno globalizzato, spinto da Suada, fino anche a farci persuasi che una guerra possa essere “giusta”, ovviamente con tutte le morti che essa può produrre in nome della “suadente” leva di un patriottismo che, guardando la Terra solo da una distanza satellitare, appare tanto ridicolo quanto anacronistico.

Ma, tornando allo spot, l'unica cosa che davvero colpisce è la bimba, per la tenerezza che suscita nello spettatore, il quale non può che fare il tifo per lei, soprattutto in una realtà demenziale in cui i genitori ammazzano i coniugi e alla fine si suicidano, magari scrivendo poesie nei loro blog, tanto è lo scollamento tra la loro fantasia e la realtà che devono vivere, con i suoi contrasti, le sue delusioni, ma anche le sue speranze e la voglia di realizzarsi. Il contrasto tra le notizie dei telegiornali e spot come questi che tendono a dare una immagine edulcorata e consolatoria dei contrasti famigliari è dunque tanto dirompente quanto significativa di come il mondo pubblicitario possa essere narcotizzante e illusorio

Si sa da sempre che ogni coppia è un caso a parte e che le separazioni e i divorzi sono all'ordine del giorno anche per una sorta di “pensiero debole”, il quale, con buona pace del grande filosofo recentemente scomparso, se ha il merito di avere aperto nuovi orizzonti di emancipazione e una pluralità di fermenti nella cultura e nel costume popolare, ha anche aperto gli abissi della disperazione, soprattutto per chi nella vita per una sua debolezza intrinseca non solo di pensiero, ma soprattutto psicologica, non riesce a “navigare a vista” affrontando con la necessaria resilienza i marosi e gli tsunami della vita che la pubblicità abilmente nasconde sempre o non presenta mai con la loro autentica crudezza.

E' inutile quindi perdersi nei falsi moralismi, considerando quello spot che tende a celebrare il supermercato come la cattedrale della consapevolezza dove una bimba, mediante una pesca raggiunge l'illuminazione, condannando o incensando le buone intenzioni sottese, e la voglia della bimba di avere una famiglia riconciliata. Perché la realtà, anche se non vogliamo vederla perché non ci piace, è che in famiglia ci si ammazza più che con la mafia, pur di non riconciliarsi

E questo non significa essere pessimisti, ma solo realisti. Forse dunque dovremmo dedicarci di più ad altri spot della serie..pubblicità e progresso..affinché Suada riporti la gente dove un tempo la portava una religione e dei sacerdoti più credibili, e meno inquinati anche loro da scandali, anche quelli debitamente occultati. Ma, si sa, nessuno vuole “lo Stato etico”, e tutti sono sempre pronti a scaricare colpe su scuola e famiglia, pur essendo entrambe una componente fondamentale dello Stato.

Chi ci persuaderà dunque su come comportarci, in mancanza di riferimenti etici che siano seriamente presi in considerazione e condivisi? I mercati? E' molto probabile di sì, solo che “si vende” di più a gente separata che consuma separatamente, piuttosto che a famiglie che praticano una sana economia famigliare nell'interesse di tutti.

Di qui una marea di films e telenovelas con genitori single o separati e se provi per caso a fare il contrario, magari vieni immediatamente criticato perché vuoi fare l'apologia del matrimonio

Il fatto è che ormai non ci sta più nulla da propagandare, tanto meno valori etici e morali, perché appunto Suada va da sé, spinta dal profitto e tutto ciò che non porta profitto Suada lo manda al macero.

Torna così alla mente la omofonia tra pésca e pèsca. Due parole che si scrivono nello stesso modo ma hanno significati diversi, una rappresenta un frutto, l'altra una pratica e una intenzione, quella di portare a casa qualcosa di buono.

Così bisogna riconoscere che nello spot in questione i due significati tendono a confondersi, la pesca frutto diventa infatti “esca” per quello che la bambina vorrebbe “pescare”, magari una impossibile riconciliazione, e noi siamo portati ad ammirarla e magari a emularla.

Vedremo dunque supermercati affollati di bimbi che sfuggendo ai genitori arraffano cetrioli, carciofi, zucchine e magari qualcuno più robusto anche un cocomero (meglio evitare i pomodori con i quali si corre qualche rischio) da regalare al papà o alla mamma separati dicendo che glielo manda l'ex coniuge? Sperando che il tutto non si concluda in un frullatore, non ci resta che uno sconsolato ma eloquente... “Vattelappesca..”

Carlo Felici