Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo

Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo
Garibaldi, pioniere dell'Ecosocialismo (clickare sull'immagine)

giovedì 4 gennaio 2018

Il trenino dello spirto immortal








Un tempo si diceva “prendere due piccioni con una fava”..ahimé, tempi andati..oggi non c'è più penuria di piccioni ma di fave...la nuova legge elettorale infatti le ha rimpicciolite non poco, e dunque nella prossima tornata elettorale avremo la saga delle favette o dei pisellini...se si preferisce.
Lo sbarramento al 3% e la corsa all'elettore “perduto” hanno spinto i coltivatori diretti delle liste elettorali ad una semina forsennata da cui non si sa proprio cosa possa nascere, sicuramente anche qualche specie transgenica, se non addirittura qualche cyborg.
Specialmente la cosiddetta sinistra è in fase di convulsione acuta..e anche molto “popolare”. Cavalli imbizzarriti sono lì che smaniano di fare le loro mosse, manco avessero come capolista l'imperatore Caligola in persona (con cui sicuramente almeno un seggio senatorio lo conquisterebbero), pronti a tutto anche alla capriola cavallina con triplo salto mortale carpiato esordendo che quello non è un partito e tanto meno di sinistra, il che detto da uno che era in Rifondazione Comunista, con accanto un cattolico e un ex generale dei carabinieri, fa sembrare il tutto l'ippodromo dei cavallucci marini..che se non altro sono rimasti rossi.
Però il popolo non si poteva certo accontentare di un ippocampo...ci voleva chi reclamasse direttamente il suo potere..e che siamo pazzi? Ebbene sì. Chi sono io per regalarti una bella lista del popolo col potere stellare? Babbo Natale? Anche lui ovviamente rigorosamente rosso? No...JE SO' PAZZO! Quante ne volite? Programma: di Tutto e di più? Accattatevillo!!! Ultimi esemplari!!! Ultimi pezzi del Socialismo e del Comunismo rimasti..pezzi autentici che non ne faranno più!!! Approfittatene!!! A buon intenditor...
Nell'altro versante “sinistro” cosa abbiamo invece..se la matematica non ci inganna e nemmeno l'insiemistica, abbiamo una lista che si chiama INSIEME dove però 2+2 non fa 4 ma fa 3. Eh..alla faccia della matematica “conformista”...Già, perché in quella lista avrebbero dovuto convergere tutti i partiti laici con una illustre e gloriosa tradizione e soprattutto,udite, udite! Cultura politica alle spalle!
Ah...dimenticavamo..caro lettore..si scrive lista ma si legge trenino elettorale, se non lo avessi capito e avessi per caso confuso il cavalluccio a dondolo con la pista polistil...no..qui si tratta del carissimo tradizionalissimo e antichissimo trenino..
Ma torniamo al trenino insieme, cioè volevo dire che si chiama...INSIEME, perché in quello lì tutti non ci entriamo, anzi da quello, pare sia più facile uscire che entrare, infatti PSI e VERDI più CIVICI e RADICALI, non fa QUATTRO ma fa TRE...anzi TRE TRE GIU' GIU' GIU' perché non pochi dopo la decisione della Bonino di sbattere decisamente la porta del trenino e andarsene, sono alquanto giù di corda e tuttora si interrogano su cosa possa avere folgorato la decana dei radicali che da sempre hanno professato cultura laica e socialista. Cosa la abbia spinta a cercare asilo nel convento di Tabacci? Avrà forse preso i voti? (No magari quelli se li sogna) Vorrà forse salvarsi l'anima? Sarà per caso convinta di essere l'emula di Madre Teresa di Calcutta a cui, con il tempo, sembra assomigliare sempre di più, misericordiosamente e miracolisticamente in aiuto di un PD in caduta verticale?
Sono i misteri delle Ferrovie Elettorali...dove tutti i trenini arrivano puntualmente a destinazione solo dopo che il capobast..ops..volevo dire il capostazione ha concordato e stabilito collegi, collegiali e collegiande..
Nel frattempo s'ode a destra uno squillo di tromba..dato che tutto il centrodestra, trombettieri in testa, pare si sia compattato ancora però non si sa bene intorno a chi, se stretto alle bende della mummia del Berluska oppure avvighiato alla barba di Salvini che appunto vorrebbe essere premier in barba a Berlusconi. Perché lui ovviamente non ce lo vuole come premier, quindi il bauscia si sta dando tanto da fare per avere anche solo un voto in più di Forza Italia per la sua Lega, che non solo ha tolto Nord dal simbolo, così ora lo puoi girare in tutti i sensi orari e antiorari appare sempre e solo lui...Salvini premier, ma batte anche come un forsennato tutto lo stivale e tutto il web che ormai lo puoi veder spuntare sia da un immondezzaio campano che dal tuo browser come app in offerta gratuita.
A sinistra abbiam già visto che risponde una squillo, dato che le varie liste, in fondo, hanno tutte come obiettivo quello di fare il loro prezzo con il PD...ovviamente sempre da liberi nell'offerta e da uguali nell'intento.
D'ambo i lati calpesto rimbomba l'eco del Vaffanculo grillino, il quale, in perfetta, straordinaria e magnifica solitudine, si appresta a conquistare la maggioranza relativa ma non il relativo premio di maggioranza per il 40%, e che quando sarà il primo partito non si sa se dovrà accendere un cero alla Madonna di Pompei oppure pregare il sangue liquefatto di S. Gennaro (con tutto il rispetto per Santi e Madonne che probabilmente se la ridono più dei satanassi i quali, oggi come oggi, sono bombardati dalle piogge acide dei peccatori indefessi e non sanno più dove metterli) per potere governare con qualcuno disposto a farlo con loro, ovviamente essendo poi marchiato a vita come un appestato.
Come finisce poi la poesia? Ah..ecco..
“siam fratelli; siam stretti ad un patto
maledetto colui che lo infrange,
che s'innalza sul fiacco che piange,
che contrista uno spirto immortal.
Inutile dire chi è il fiacco che piange..o lo spirto immortal.
Come non lo hai capito? Ma sei tu povero elettore..fiacco che per l'ennesima volta giocherai con il ciuf ciuf dei nominati.. o elettore, dall'immortal spirto democratico che pensi basti solo giocare col trenino per essere libero, antifascista e antitotalitario..non ti contristare troppo...tu gioca..gioca col trenino.

Almeno finché paghi la bolletta della luce..

C.F.

domenica 24 dicembre 2017

Così umano come Gesù soltanto Iddio stesso



                                              


                                             Leonardo Boff

Il Natale ci ricorda  le nostre origini umili. Il Figlio di Dio non volle nascere in un palazzo, con tutto quello che gli appartiene, in pompa e gloria. Non scelse un tempio, con i suoi riti, incensi, candele accese e canti. Nemmeno trovò una casa per lo meno decente. E’ nato là dove gli animali mangiano, e messo a riposare in una greppia. I genitori erano una casalinga e un falegname, in viaggio a causa di un censimento voluto dall’imperatore di Roma.
                Questa scena ci rimanda alla situazione presente in Brasile e nel mondo: milioni e milioni di poveri, molti affamati, altrettanti milioni di bambini i cui occhi quasi sporgono dalle orbite a causa della fame e della stanchezza. La maggioranza muore prima dei tre anni. Essi attualizzano per noi la condizione scelta dai figli di Dio.
                Scegliendo coloro che socialmente non esistono e coloro che sono ritenuti invisibili, il Figlio di Dio volle inviarci un messaggio: c’è una dignità Divina in tutti questi sofferenti. Nei loro confronti dobbiamo mostrare solidarietà e com-passione, non come pena interiore, ma come forma di partecipare alla loro sofferenza. Sempre avremo poveri in questo mondo, lo dice la Bibbia. Una ragione in più per riprendere sempre la solidarietà e com-passione. Se qualcuno fa lo stesso cammino e spezza il pane insieme tende la mano e aiuta ad alzarsi chi è caduto, ancor di più se qualcuno si fa amico voglio dire quello che spezza il pane, la sofferenza diventa minore e la croce più leggera.

giovedì 21 dicembre 2017

In un momento della storia, al centro di tutto ci sta una donna Leonardo Boff*


Leonardo Boff*

              La festa del Natale è tutta concentrata sulla figura del Bambino Divino (puer aeternus), Gesù, il Figlio di Dio che decise di abitare tra di noi. La celebrazione del Natale va oltre questo aspetto. Se ci limitiamo soltanto a Lui, cadiamo nell’errore teologico del cristomonismo (solo Cristo conta) dimenticando che esistono anche lo Spirito e il Padre che sempre operano insieme.
              Occorre mettere in risalto la figura di sua madre, Miriam di Nazareth. Se lei non avesse detto il suo “Si”, Gesù non sarebbe nato e non ci sarebbe il Natale.
              Siccome tutti noi siamo ancora ostaggi dell’era del patriarcato, questo ci impedisce di comprendere e valorizzare quello che dice il Vangelo di Luca rispetto a Maria: “Lo Spirito Santo verrà sopra di te e l’energia (dìnamis) dell’Altissimo farà una tenda sopra di te. Per questo che il Santo generato sarà chiamato Figlio di Dio“( Luc 1,35).
              Le traduzioni comuni che risentono di una lettura mascolina, dicono “La potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra”. L’originale greco non è questo che ci suggerisce. Letteralmente si afferma : “L’energia (dinamis) dell’Altissimo pianterà la sua tenda su di te (episkiàsei soi)”. Si tratta di un modismo linguistico ebraico per significare “Abitare non in modo passeggero ma definitivamente” su di te, Maria. La parola che si usa è skené che significa tenda. Piantar la tenda su qualcuno (epi-skiàsei), come afferma il pezzo, significa: a partir da adesso Maria di Nazareth sarà portatrice permanente dello Spirito. Lei è stata “spiritualizzata”, vale a dire lo Spirito fa parte di Lei.

lunedì 18 dicembre 2017

GUERRA CIBERNETICA NUOVE FORME DI GUERRA





Leonardo Boff*

Conosciamo le forme classiche di guerra, un tempo ingaggiate tra eserciti e, dopo Hitler, (con la sua “totaler Krieg” = guerra totale) di popoli contro popoli. Sono state inventate bombe nucleari così potenti che potrebbero distruggere tutto ciò che è vita sulla Terra. Si dice che erano armi di dissuasione. Non importa. Chi ha per primo l’iniziativa, vince la guerra che durerebbe pochi minuti. Il problema è che sono talmente letali che possono uccidere tutti, anche quei primi che le hanno lanciate. Sono diventate armi spauracchio. Ma attenzione, la sicurezza non è mai totale e non è impossibile che qualcuna di queste esploda sotto l’azione degli hackers mettendo a rischio gran parte dell’umanità.
Ultimamente è stata inventata un’altra forma di guerra che le grandi maggioranze non ci badano nemmeno: la guerra cibernetica, chiamata anche guerra informatica, guerra digitale e cyberguerra.
Questa poggia su uno sfondo che merita di essere considerato: esiste un eccesso di accumulazione di capitale al punto che le grandi corporazioni non sanno dove investirlo. L’agenzia di politiche dello sviluppo, Oxfam, presente in 94 paesi, e assessorata da scienziati del MIT, ci ha fornito per quest’anno 2017, i seguenti dati: 1% dell’umanità controlla più della metà della ricchezza del mondo. Il 20%  più ricco possiede il 94,5 %  di questa ricchezza mentre 80% deve rassegnarsi con il 5,5%. Ecco una profonda diseguaglianza che tradotta eticamente significa ingiustizia perversa.

lunedì 11 dicembre 2017

Nè pater né Patria.. (i racconti del partigiano G.)

                                        



                                                            di Giorgio Giannelli

La Patria. Tornato da Roma nel maggio 1943 con le pive nel sacco, il solito italiano e greco a settembre, mio padre andò fuori dai gangheri. Non mi voleva più a tavola. Di me non sapeva che farsene e mia madre mi dovette passare il cibo dalla finestra di cucina e io dovevo mangiare da solo sul deposito dell'acqua in giardino. Come il cane di Pinocchio, Melampo. Pranzo e cena. Una mattina mi venne a trovare di corsa il mio amico Gianfranco Tonini. Aveva il fiatone, mi abbracciò gridando "Hanno fatto fuori Mussolini!". Uscimmo e andammo a solito caffè Grand'Italia dove c'era un gruppetto di persone che commentava. Niente di eccezionale. Poi udiimmo uno che gridava da un terrazzo di via Barsanti, una traversa secondaria, rispetto a quella principale del paese, dove abitavo, la via Mazzini. Era Poldino Vanni che improvvisava un comizio antifascista davanti a una ventina di persone. Tutto lì. 

venerdì 8 dicembre 2017

Il Fascismo tra significante e significato

  
                           


                                  di Carlo Felici


In alcune riviste e giornali italiani, oggi, è di gran voga agitare il pericolo neofascista, primi tra tutti alcuni “liberal” molto noti, con inchieste varie, in particolare sul mondo più o meno torbido che fa da sfondo a quella che è oggi la cosiddetta galassia neofascista.
Galassia che, già di per sé, contraddice la natura stessa di un movimento che possa essere autenticamente fascista, la cui identità ed azione, almeno storicamente, è stata sempre unitaria e compatta, in particolare nella sua struttura organizzativa che ha sempre e immancabilmente ruotato intorno al suo Duce e fondatore: Benito Mussolini, il quale, evidentemente, non è interpretabile in un modo o in un altro, ma è semplicemente studiabile nella sua biografia e nel suo percorso storico, esauritosi nel 1945.
Se il Fascismo, in senso sincronico, fu e resta legato a Mussolini, esso, in senso diacronico, non ebbe, nonostante la continuità della guida che su di esso esercitò il suo Duce, la stessa fisionomia, anche perché non fu mai legato ad una cultura politica in senso stretto né ad una ideologia.

martedì 21 novembre 2017

Una questione donne..una questione di classe (I racconti del partigiano G.)






                                                   di Giorgio Giannelli


Dopo quel 19 settembre 1944, giorno in cui liberammo da soli il Forte, i partigiani si accasermarono nell'albergo Parco di Piemonte, proprietà del signor Aldo Fracchia. Fu lì che si fece una grande cena a base di spaghetti. Mancava il vino e ci adattammo con una damigiana di Marsala trovato in cantina. I grandi cuochi furono Guglie' Raffaelli e Agostino Maggi. Una grande tavolata. Durò delle ore.
 Alla fine erano tutti ubriachi e si voleva cantare. Ma cosa? Si cominciò con Bandiera Rossa, poi qualcuno intonò Bandiera Nera, l'inno degli alpini della Julia. A un certo unto uno dei due disertori tedeschi, si chiamava Jean Petit, ed era alsaziano, prese il via con la Marsigliese. Nessuno sapeva le parole, ma si andò mugolando in tono corale. Qualcuno si mise a piangere, io per primo La rivoluzione francese l'avevamo nel cuore. Piero Pierini chiamò Loris Famigli e me: “Dato che siete gli unici a 'un esse briachi, mettetevi di guardia dei fascisti, prendete lo sten e queste sono le chiavi. Nessuno deve entrare nelle stanze, neppure voi che ve ne starete fuori seduti per terra”. Come i fascisti, domandammo? “Si – ripose li hanno presi in giornata. Nessuno torga loro un capello”.