Il film Norimberga è sicuramente uno dei film più significatici e meglio riusciti degli ultimi tempi, diretto da James Vanderbilt, ha come protagonisti un magnifico Russell Crowe, nelle vesti di Goering e Rami Malek, nelle vesti dello psichiatra Douglas Kelly ed è tratto dal libro “The nazi and the psychiatrist di Jack El-Hai. Esso narra la storia degli ultimi giorni passati dal numero due della gerarchia nazista, dalla sua cattura alla sua morte per suicidio tramite una pasticca di cianuro.
Il film è un confronto serrato tra chi vuole capire se il gerarca nazista fosse perfettamente cosciente delle sue decisioni ed azioni, tanto da essere responsabile di crimini di massa e dello stesso Olocausto ebraico, e un uomo ambiziosissimo e vanaglorioso che cerca con ogni astuzia possibile di far credere di avere soltanto obbedito agli ordini di Hitler. Tra i due si svolge così una sottile partita a scacchi psicologica che si concluderà con la vittoria del gerarca nazista, destinato all'impiccagione, ma che riuscirà a suicidarsi. Lo sfondo del film, però, segna la vittoria della civiltà sulla barbarie, lo stesso processo di Norimberga fu forse l'ultimo grande messaggio di civiltà lanciato dall'Occidente al resto del mondo e destinato a sopravvivere per quasi 80 anni, dico quasi perché oggi, i suoi principi, con i quali è stata poi redatta la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani emanata nel 1948, sembrano purtroppo venire meno.
Il processo di Norimberga che si svolse nella città da cui prende il nome, durò circa un anno, dal 20 novembre del 1945 al 1 ottobre del 1946, e non ebbe solo il compito di indagare sui crimini dei maggiori responsabili degli orrori della guerra, ma soprattutto di indagarne le cause, e le profonde motivazioni, anche psicologiche, dei loro protagonisti, in particolare di colui che avrebbe dovuto essere il successore di Hitler, e cioè Goering
Ex asso dei cieli nella Prima Guerra Mondiale, egli ben presto, dopo avere assunto cocaina, come facevano quasi tutti gli aviatori in quel periodo, compreso il nostro D'Annunzio, ben presto si fece strada mediante una serie di violenze, corruzioni e ricatti, su cui il film non si sofferma molto. Goering era un ipocrita navigato, nel senso etimologico del termine, sapeva fingere e recitare la sua parte a meraviglia, tanto che, dopo essere stato ferito nel fallito Putsch di Monaco, venne persino aiutato da Eduard Ballin, ex ufficiale del Kaiser di famiglia ebraica.
Passò così dalla cocaina alla morfina, per attenuare il dolore, e non smise mai di assumerla, gonfiandosi come un pallone, tanto che la sua fisionomia alla fine coincise con la sua psiche di vero pallone gonfiato.
Dopo avere assunto un ruolo di primo piano nella Gestapo, fu sua la responsabilità diretta nell'eliminazione di Ernst Rhom, il capo delle SA, notoriamente omosessuale. A tal proposito ricordiamo un aneddoto tratto dalla stampa locale che riguarda anche altri gerarchi tra cui Goering, fu infatti pubblicato che “ Il Fuhrer si mostrò scioccato quando seppe dell'omosessualità di Rohm..Chissà come sarà scioccato quando saprà che Goering è grasso come un pallone, che Rudolf Hesse è stupido e che Goebbels zoppica”.
Goering era talmente vanaglorioso che aveva atteggiamenti altamente snob al limite del ridicolo e grottesco, aveva pistole placcate in platino, un bastone carico di gioielli, aerei sportivi, auto esclusive, anelli preziosi e vistosi, una pistola placcata in oro e persino un leone addomesticato. Sempre in alta uniforme riempita di medaglie, aveva vestiti e mantelli talmente stravaganti che, dato il suo senso della moda, veniva considerato anche un poco effeminato. Però era sicuramente dotato di una intelligenza non comune soprattutto nella capacità di manipolare e di dissimulare e soprattutto di truffare grazie alle sue rilevanti capacità oratorie che non esitò a mettere in atto durante il processo. Russell Crowe è stato bravissimo nel sapere interpretare queste capacità di Goering durante il colloquio con lo psichiatra e durante il processo, lo ha fatto in maniera mirabile anche rappresentando la sottile ironia dietro la quale Goering sapeva dissimularsi quasi come un prestigiatore. Forse l'attore avrebbe dovuto dimagrire di più durante la prigionia e il processo, perché Goering venne sottoposto ad un sistema di disintossicazione molto rigido che gli fece perdere, dalla cattura, ben trenta chili, dai 120 che ne aveva precedentemente.
Furono quasi sicuramente queste sue capacità dissimulatorie che gli consentirono di procurarsi la capsula di cianuro con cui si suicidò, nascosta in un vasetto di crema.
Ancora non è certo come riuscì ad averla, ma i sospetti portano a credere che fu l'allora Tenente Jack G. Wheelis come l'ufficiale, a dare Göring il barattolo di crema fredda, in cambio di vari regali, tra cui il suo orologio e una penna d'oro, facenti parte degli oggetti personali del gerarca nazista. Solo lui aveva infatti accesso esclusivo alla cella di Goering. C'è poi una testimonianza di un ex soldato dell'esercito che sembrerebbe scagionare Wheellis, il quale dichiarò di avere consegnato il flacone ad una ragazza tedesca di cui si era innamorato, passandole una confezione erroneamente scambiata come medicina che avrebbe raggiunto Goering
Sicuramente Goering sapeva molto di più di quello che disse al processo e che risalta anche dal film che mirabilmente presenta anche le immagini terribili delle ruspe che rimuovono i cadaveri scheletriti nel campi di concentramento liberati durante le ultime fasi della guerra, come monito e condanna definitiva anche per le responsabilità dirette di Goering nell'Olocausto e del nazifascismo tutto.
Noi per altro sappiamo benissimo anche quali furono le responsabilità americane nell'ascesa e nel consolidamento del regime nazista, che qualcuno sollevò anche in quella occasione
In particolare, la collaborazione industriale pre-bellica, per cui gli americani andarono a bombardare industrie da loro stessi incentivate e finanziate, tra le maggiormente coinvolte la GM, la Standard Oil e la Ford, esse fornirono tecnologia, capitali e collaborazione all'industria tedesca, lo stesso Hitler ammirava Ford. Per non parlare dell'influenza che ebbero su Hitler le idee eugenetiche, come la sterilizzazione forzata, sorte negli USA, o restrizioni verso gli ebrei come l'Immigration Act del 1924, e aggiungiamo poi una risposta decisamente insufficiente di fronte alla persecuzione ebraica durante gli anni della Grande Depressione e dell'isolazionismo.
E' evidente che un film del genere non poteva affrontare tutte queste tematiche è si è concentrato sul duello psicologico tra colui che, nelle vesti dello psichiatra aveva il compito di indagare la mente di quello che appariva come uno dei principali artefici del “male assoluto” e lo stesso protagonista della stessa “banalità del male” come mirabilmente mise in evidenza Hanna Arendt.
Quel male cioè che nasce all'interno di persone apparentemente normali le quali, pur senza malvagità intrinseca o palese, sono capaci di atrocità inimmaginabili, con la sola loro rinuncia ad una mente critica, incapace di giudizi morali, la quale obbedisce solo alla necessità della gerarchia e dell'ordine costituito, in un male assolutamente privo di profondità e radici, ma lo stesso altamente distruttivo e disumanizzante.
Il procuratore Jackson in quella occasione volle giustamente rilevare la perdita di civiltà che tutto ciò aveva determinato, salvando per altro le radici della civiltà tedesca che tanto hanno prodotto nell'arte, nella scienza e nella filosofia. Un lascito che oggi non dovremmo dimenticare non dimenticando nella tragedia ucraina di ricordare quanto la civiltà europea deve anche alla cultura russa
Oggi infatti la vera domanda, di fronte al più alto tribunale della storia, è se davvero esiste il male assoluto, con cui si è voluto liquidare tutto ciò che ha causato il nazismo e che esso ha prodotto.
Purtroppo la risposta è negativa, perché ogni male è sempre relativo alla sua epoca pur essendo universale nella sua assoluta malvagità, anzi decretare che un male debba essere confinato nell'assolutezza della sua epoca, può perfino farci oscurare i mali ancor più tragici e lancinanti di altre epoche che si susseguono, come le ruspe sulle macerie di Gaza, dove sono sepolti donne e bambini innocenti, o le macerie dei villaggi bombardati e ridotti alla oscurità e alla fame in Ucraina, o le masse di coloro che sono condannati a vivere per strada finendo nel cassonetto dell'indifferenza e usando gli stessi cassonetti come fonte ultima di sopravvivenza, come le condanne internazionali dei grandi criminali della nostra epoca che non vengono messi alla sbarra ma continuano a governare impunemente. E' l'arroganza di chi pretende di usare le risorse di stati sovrani a proprio piacimento e per puro profitto, indifferente del tutto a ogni principio di democrazia e sovranità popolare
Non dimentichiamo che nazismo e fascismo nacquero e crebbero nel risentimenti di popoli umiliati nel primo dopoguerra, nella disperazione di gente ridotta alla fame che si illuse di affidare a dei criminali illusionisti la sua possibilità di riscatto. Non dimentichiamo che lo sbarco degli Alleati in Europa, avvenne dopo la sconfitta del nazismo a Stalingrado in Unione Sovietica, e che lo stesso nazismo venne ampiamente tollerato in funzione anticomunista, tanto che lo “stupido” Hesse andò persino a paracadutarsi in Inghilterra sperando in una pace separata che vedesse Hitler come il campione mondiale dell'anticomunismo.
L'unica assolutezza di ogni male è la sua “stupidità” anche nella ferocia più efferata, perché esso nasce sempre dal rifiuto di pensare, dalla inconsapevolezza che il destino degli esseri umani e dei popoli risiede necessariamente nella loro interdipendenza, in ogni tempo e in ogni luogo, indipendentemente dalle barriere nazionali e dalle bandiere, perfettamente invisibili se si sorvola la Terra a distanza orbitale
Così non illudiamoci di avere consegnato ad un passato irripetibile, con la condanna di un tribunale, il male assoluto della storia, perché il male sa sempre superare se stesso, come la stessa natura umana è capace di farlo, superando nella storia le stesse sue capacità.
Per superare il male, dunque, l'umanità deve sempre essere in competizione con se stessa, perché i mali che non si avvertono sono sempre i più pericolosi e rischiano per questo di dilagare come una pandemia, perché purtroppo la volontà del male è intrinseca alla natura umana, esattamente come la capacità di operare per il bene. Non per niente Goethe fa dire a Mefistofele: “Sono una parte di quella forza che eternamente vuole il male ed eternamente opera il bene” E' il destino dell'umanità che, pur nella distruzione e nel caos, ha sempre l'opportunità della redenzione e di una conoscenza e consapevolezza migliori
Carlo Felici

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