Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo

Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo
Garibaldi, pioniere dell'Ecosocialismo (clickare sull'immagine)

venerdì 9 gennaio 2026

BREAKING ICE

 



L'assassinio in diretta avvenuto a Minneapolis di una donna inerme e indifesa alla guida della sua auto è solo la punta dell'iceberg di una violenza repressiva in atto negli USA, che sta trasformando la stessa ragione civile e sociale di quel Paese nato 250 anni fa, in nome della libertà, della democrazia e della divisione dei poteri, che l'attuale governo sta riducendo ad uno strisciante e xenofobo assolutismo. Gli Stati Uniti sono una nazione di migranti, gli unici nativi di quel Paese sono stati confinati nelle riserve indiane, stravolgendo completamente la loro cultura.

La forza degli Stati Uniti è stata, fino ad ora, la loro capacità di unire popoli di religioni, culture e lingue diverse dando loro nuove opportunità per affermarsi e crescere nel tessuto collettivo, per competere e far crescere la Nazione, senza limitare i diritti individuali

Ma tutto questo oggi rischia di essere vanificato dalla pretesa di un potere che si arroga il diritto di stravolgere non solo il diritto internazionale, ma anche quello delle singole persone con una brutalità che ha precedenti solo in quelle feroci dittature che nel passato gli Stati Uniti hanno combattuto

Quello che è avvenuto a Minneapolis è stato un assassinio filmato in diretta, una vergogna immane immortalata senza ombra di dubbio. Nei video infatti, si vede benissimo una automobile di traverso alla strada, non si sa se per fare manovra o per altri motivi, due agenti che scendono dalla loro auto e si dirigono velocemente armati contro la donna alla guida, le intimano di scendere, lei spaventata cerca di fuggire, uno degli agenti prova a mettersi davanti all'auto che lo urta leggermente, a quel punto lui estrae la pistola e spara alla donna uccidendola, l'auto prosegue per qualche metro, probabilmente perché la donna è ormai incapace di sollevare il piede dall'acceleratore, poi si schianta al lato della strada.

Queste immagini hanno fatto il giro del mondo, sulla loro attendibilità quindi non esiste ombra di dubbio, nonostante l'amministrazione americana ci propini una versione che tende a legittimare questo omicidio spacciandolo per legittima difesa. E' del tutto evidente invece che si tratta di omicidio volontario, perché l'agente non era minacciato, non era in pericolo di vita e per fermare l'auto gli sarebbe bastato sparare alle gomme dell'auto la quale non avrebbe potuto così procedere anche dato il suolo gelato e coperto di neve.

Sono in corso manifestazioni di massa che crescono un po' ovunque negli Stati Uniti, ma che sono solo il risultato non di un episodio isolato, bensì di una tendenza repressiva in atto, che in quel Paese minaccia le basi stesse della sua democrazia, facendolo apparire la brutta copia di qualche dittatura Sudamericana degli anni 70.

Se gli USA ora agiscono apertamente ed impunemente come una potenza con ambizioni imperiali, minacciando non solo il Sudamerica con il rapimento del Presidente del Venezuela, ma anche l'Europa con la pretesa di annettere la Groenlandia che appartiene ad uno Stato europeo, come le isole Falkland che la Gran Bretagna ha difeso con una guerra contro l'Argentina che ne reclamava l'annessione, ebbene se tutto ciò è più che palese, l'ICE, la polizia federale che ha l'incarico di occuparsi del settore immigrazione, sta agendo come una vera e propria odiosa guardia pretoriana, per non azzardare paragoni con milizie di altre recenti feroci dittature.

La Immigration and Customs Enforcement nata solo due anni fa sotto il controllo del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale, ha sempre giustificato le sue azioni per combattere i cartelli del narcotraffico e l'immigrazione clandestina organizzata in bande anche paramilitari, ma noi sappiamo bene, anche mediante le serie televisive che questi compiti solo stati sempre svolti negli USA dall'FBI, dalla SWAT e talvolta anche da reparti dei SEALS, specialmente quando questi hanno ramificazioni internazionali.

E' dunque difficile credere che fosse necessario creare un altro apparato federale repressivo se non per compiti di polizia interna capace di agire in spregio alle norme e polizie locali e anche indipendentemente dalle direttive dei Governatori dei singoli Stati Federali

Fatto sta che, dalla sua creazione, l'ICE, ha messo in atto numerose deportazioni, detenzioni con un crescendo esponenziale di morti, infatti nel 2022 i morti erano solo due, nel 2023 erano 11, nel 2024 32, così pure nel 2025. Quasi tutte causate da convulsioni, problemi cardiaci, insufficienza respiratoria, ictus, tubercolosi e suicidi, situazioni che spesso si verificano in seguito a pesanti percosse o pestaggi, oppure come in quest'ultimo caso, da omicidio

Molte sono state le sparatorie che hanno visto coinvolte le forze dell'ICE. E questo ultimo episodio segue un altro del settembre scorso in cui un messicano era stato ucciso in circostanze analoghe, accusato di avere investito un altro agente che lo inseguiva.

Il New York Times cita ben nove sparatorie che hanno preso di mira persone alla guida dei loro veicoli, si capisce così la convinzione dell'agente che ha sparato alla donna a Minneapolis di potere agire impunemente. Anche il giornale NewsWeek ne riporta 11 dall'arrivo di Trump alla Casa Bianca.

Ben 170 miliardi sono stati stanziati per il periodo in cui Trump resterà in carica, a contrasto dell'immigrazione dei quali la gran parte per l'ICE, e per l'assunzione di nuovi agenti che spesso avviene senza che i reclutati abbiano uno specifico titolo di studio o mansioni qualificate, vengono semplicemente addestrati e armati fino ai denti, anche con slogan che ricordano gli anni del reclutamento per motivi bellici del tipo “Uncle Sam needs you” e specificando esplicitamente che “Non è necessaria una laurea” perché è più che evidente che, in tal caso, è solo obbligatorio “credere, obbedire e combattere” e, come in tutti i regimi, pensare non è opportuno.

Con Trump le assunzioni sono raddoppiate, passando da diecimila a ventidue mila funzionari anche se non tutti operativi, ma con capacità di azioni in tutti gli Stati Americani.

Le regole di ingaggio in teoria sono abbastanza chiare, gli agenti possono sparare solo in presenza di una “ragionevole convinzione” che abbiano di fronte “una minaccia imminente di morte o di gravi lesioni personali” evitando però scrupolosamente “di mettersi intenzionalmente e irragionevolmente in posizioni in cui non hanno alternative all'uso di forza letale”

Nonostante ciò, gli abusi denunciati non solo dalle vittime, ma anche dai numerosi testimoni delle azioni dell'ICE sono numerosissimi, il caso più eclatante è quello denunciato dal Washington Post riguardante molti minori senza precedenti penali e con famiglie disposte ad accoglierli, trasferiti invece in un carcere di massima sicurezza in Pennsylvania, all'interno di una struttura a Morgantown della Abraas Alliance, in cui sono stati riscontrati frequenti casi di maltrattamenti, abusi fisici e sessuali.

Il quadro di queste vicende all'alba delle celebrazioni per i 250 anni dalla nascita degli Stati Uniti, ci presenta un Paese che è tutt'altro che campione di democrazia nel mondo e faro di civiltà, tanto da pretendere pure di esportarla altrove. Siamo di fronte infatti ad una Nazione profondamente lacerata non solo dai conflitti sociali e dalla profonda disparità di livelli tra ricchi e poveri in cui la classe media è in via di estinzione e i senza fissa dimora ormai dilagano, includendo anche moltissimi veterani con problemi mentali, completamente abbandonati dal Paese per il quale avevano creduto necessario combattere e sacrificarsi, ma anche in profonda crisi di valori che, nelle vesti del suo Presidente e della oligarchia finanziaria che lo circonda, agita i pugni e sbraita come un bullo per nascondere la sue profonde paure e la sua insicurezza, esattamente nello stesso stile di ogni regime autoritario

Non è però legittimo condannare in blocco gli USA, decretando che siano “l'impero del male” perché, contrariamente ad altri regimi, essi conservano gli stessi anticorpi che un tempo generarono il Watergate, e la denuncia di altri crimini al potere, solo che queste forze oggi sono minoritarie e la loro crescita viene debitamente occultata dai media asserviti alle oligarchie che dominano la politica e l'economia statunitense, pur tuttavia se un sindaco come quello di New York è riuscito a farsi eleggere a chiede alla stessa polizia di New York di contrastare l'ICE, e se i governatori dove opera l'ICE, come quello del Minnesota reclamano letteralmente che l'ICE “si tolga dalle palle” assieme alle centinaia di migliaia di manifestanti che Trump vorrebbe bombardare di sterco, vuol dire che in quel Paese la scintilla che accese 250 anni fa la speranza della democrazia, della giustizia e della libertà, brilla ancora.

Che forse gli USA non rischiano di finire per attuare concretamente certi scenari cinematografici come quelli illustrati nei film “One battle after another” oppure “Civil war”, anche se tale pericolo non è del tutto scongiurato in un Paese in cui ogni cittadino è armato anche con armi di assalto, ed educato a non barattare per nulla al mondo la sua libertà individuale, in nome di una presunta sicurezza collettiva che si traduce poi nella impunità delle sue classi dirigenti.

Fatto sta che le grandi potenze oggi in atto sono tutte in preda a derive autoritarie, in particolare USA e Russia, la Cina ha un sistema autoritario ma che riscuote un consenso interno molto superiore a ciò che avviene in America e in Russia e non mette, per ora in atto, esplicite operazioni militari imperialiste o colonialiste.

L'Europa invece è minacciata sempre di più da Est in Ucraina e da Ovest in Groenlandia, se davvero Trump vorrà prendersi quel territorio che appartiene alla Danimarca e alla UE, la UE dovrà compattarsi e reagire, anche militarmente se necessario e questa sarà le fine della NATO.

Non sappiamo cosa veramente potrà accadere in futuro, ma una cosa è certa, per l'Europa sta suonando la sveglia, forte e chiara, continuare a dormire vuol dire essere disposti a soccombere, senza più rialzarsi. L'Europa infatti ci ha già provato due volte, la prima con una pace rovinosa e umiliante che, dopo solo venti anni, ha causato una altra guerra più tragica della precedente, la seconda in cui ci è riuscita meglio, ma non è ancora stata capace di avere una struttura unitaria solida e rischia di tornare indietro ad un passato di nazionalismi (oggi chiamati sovranismi) contrapposti e succubi della grandi potenze autoritarie

Una cosa è certa non abbiamo più oggi da una parte un' America con una bandiera in cui le stelle e le strisce simboleggiano ancora una storia di pluralismo ed integrazione tra popoli e culture diverse in nome della libertà, della democrazia e della giustizia, e nemmeno dall'altra una Unione Sovietica con la bandiera dell'unità dei lavoratori e del proletariato in nome della giustizia sociale e di quella libertà che coincide con la partecipazione.

Abbiamo due oligarchie contrapposte e speculari con lo stesso obiettivo egemonico di estendere i loro interessi imperialistici ovunque facendosi strada con la violenza e l'arbitrio.

Noi europei dobbiamo stare molto attenti a non diventare nuovamente il loro campo di battaglia, continuando a difendere principi intramontabili e indispensabili, scaturiti dal processo di Norimberga, dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 e oggi seriamente minacciati ovunque.  E' necessario un nuovo movimento che da Ovest a Est, dalla America fino alla Russia, metta in moto le masse popolari e che sia capace di accendere e mobilitarle per la pace e la cooperazione tra i popoli, un vero movimento per la Luce che però non si accenda solo a Natale o nell'inverno delle coscienze, ma che rompa il ghiaccio dell'indifferenza, duri tutto l'anno e per gli anni a venire

Carlo Felici



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