Come molti sanno il Miles Gloriosus è il titolo di una commedia di Plauto, che ci presenta un soldato fanfarone che crede di essere sempre vincitore di tutto e che alla fine viene giocato da un servo più furbo di lui, tale personaggio ha avuto molte varianti nel tempo, specialmente nella commedia dell'arte, con nomi come Capitan Fracassa o Capitan Matamoros
Ebbene noi, oggi, ne abbiamo una molto recente ed attuale nelle vesti di Trump, che molto vanagloriosamente si è presentato come colui che “non inizia le guerre ma le finisce”. Però sembra che i fatti presto lo abbiano smentito, dato che la tregua in Palestina non pare affatto consolidata, dato che la guerra in Ucraina non è affatto conclusa, e soprattutto dato che pare egli abbia dato un esempio indiscutibile di belligeranza contro l'Iran e ora contro il Venezuela.
Lo sappiamo bene che oggi le guerre non vengono più chiamate tali, per una sorta di ipocrisia nei confronti della opinione pubblica che, ovviamente, non ha mai gradito le guerre in quanto tali.
Esse sono sempre definite “operazioni di polizia internazionale” anche quando sono destinate a far sparire armi di distruzione di massa mai rinvenute come in Iraq, o durano più di un decennio come in Afghanistan e non portano assolutamente a nulla. Oppure vengono definite “operazioni speciali” come in Ucraina dove di speciale ci sta soprattutto il martirio del popolo ucraino con gran parte della sua popolazione inerme.
La cifra di queste tragiche meschinità, condite da enormi panzane mediatiche è da una parte l'ipocrisia, dall'altra la dabbenaggine di chi si beve dai media ipercontrollati, tali panzane.
L'ultima di queste operazioni di “polizia” sbandierate dall'ultimo “Miles Gloriosus” alla presidenza degli USA, è il rapimento del Presidente Maduro, personaggio non certo paragonabile ad Allende o a Chavez o tanto meno a Castro o a Che Guevara, non sto a spiegare perché, dato che le sue torbide caratteristiche parlano da sole.
Dico rapimento e non colpo di Stato perché, di fatto, non abbiamo altro che un blitz delle Forze Speciali statunitensi a Caracas per neutralizzare il sistema difensivo intorno alla persona di Marudo, con il risultato di decine di morti e bombardamenti mirati, per prelevare questo personaggio che sfilando con un cappello alla Mickey Mouse davanti ai suoi carcerieri non si è peritato di far loro anche gli auguri di buon anno. Gli elementi per una vera e propria commedia dell'arte ci sono tutti.
Ma la questione è un'altra. Sebbene il Miles Gloriosus della Casa Bianca vada sbandierando ai quattro venti che ormai il bottino e cioè il petrolio venezuelano, è suo e che adesso ambisce a prendersi pure la Groenlandia, e stiano attenti gli altri leaders sudamericani, sennò tocca a loro..e poi si occuperà pure di Cuba, resta tuttora da scoprire come questi suoi proclami possano essere messi in atto.
L'Esecutivo di Maduro è rimasto al suo posto, nessuna ombra di golpe militare si è profilata all'orizzonte, nessuna sostituzione di regime è attualmente in atto in Venezuela, nessun governo provvisorio si è insediato con il sostegno dell'opposizione, la Machado non pare venga portata in trionfo al governo e continua tranquillamente a sproloquiare sulla sua volontà di governare il Venezuela senza avere un seguito tale da consentirglielo.
Quindi, allo stato attuale dei fatti, nessun golpe è avvenuto in Venezuela la cui Costituzione prevede che il Paese ora venga governato dalla vicepresidente Vency Rodriguez, in attesa che possano essere convocate nuove elezioni, le quali molto probabilmente avverranno in nome di un patriottismo che compatterà anche gli oppositori per la lotta al colonialismo e all'imperialismo americano.
Non ci sono notizie di militari ribelli, né alcun movimento anti-chavista è all'orizzonte con manifestazioni di massa. Ci sta invece un popolo che si sente umiliato e scavalcato da una potenza straniera che è piombata in casa sua per fare il porco comodo suo e poi ansarsene in fretta e furia.
Direi che questo non è proprio lo scenario della caduta di Saddam per appropriarsi del suo petrolio, ma è piuttosto quello di un Miles Gloriosus che, intimorito che il petrolio venezuelano venisse dirottato troppo verso la Cina, ha deciso di inscenare un colpo ad effetto, augurandosi che nessuno lo possa contrastare, senza curarsi troppo delle sue conseguenze. Non tiriamo in ballo la scusa della lotta al narcotraffico perché sappiamo benissimo quanto altri Paesi sudamericani siano responsabili di esso come se non più del Venezuela.
Il problema che si pone dunque alla comunità internazionale è la “legittimità” di tutto questo, e pare che solo la nostra Presidente del Consiglio non abbia dubbi nel merito, viste le reazioni di condanna pervenute un po' ovunque mentre l'ONU ancora tace.
L'amministrazione americana dice che si è voluto perseguire un criminale, ma quale Corte Internazionale di Giustizia ha decretato una condanna per i crimini di Maduro? La stessa Spagna a guida socialista, che non ha mai riconosciuto il suo governo, si è guardata bene dal considerare “legittimo” l'intervento americano.
Se esiste una Corte Internazionale di Giustizia che decreta che un personaggio anche di governo debba essere considerato un “criminale”, allora, caso mai, è quello che bisogna andare a prendere con le Forze Speciali, per esempio Netanyhau o Putin..se vi riesce, cari Milites Gloriosi. Ma pare che questi, piuttosto, il Miles Gloriosus a capo degli USA li consideri “compagni di merenda”
Però noi possiamo chiederci seriamente cosa è davvero legittimo quando una democrazia e la sovranità popolare su cui essa si fonda vengono duramente calpestate, o da un dittatore o dalla ingerenza di una potenza straniera e questo ovviamente vale per tutti, non solo per il Venezuela, ma anche per la Palestina, per l'Ucraina, per tutto il mondo e persino per come ci insegna la stessa storia, per gli stessi Stati Uniti, è la risposta è molto semplice. E' legittima la lotta armata, anche se non sempre essa porta a delle concrete soluzioni. Lo disse persino Craxi nell'emiciclo parlamentare italiano facendo riferimento a Mazzini e alla storia del nostro Risorgimento, perché l'Italia senza la lotta armata di Garibaldi e dei Partigiani Patrioti che misero in atto la Resistenza al nazifascismo, non esisterebbe o sarebbe solo l'appendice di un impero totalitario
Quindi, sulla base di tale presupposto, anche se il nostro Presidente del Consiglio preferisce considerare “legittima” una palese violazione delle regole internazionali che è stata così solerte nel voler difendere nel caso dell'Ucraina, è concretamente legittimo aspettarsi una lotta armata del popolo venezuelano contro ogni tentativo di ingerenza del governo degli Stati Uniti per imporre a quel Paese un governo che serva i suoi interessi. E' già accaduto a Cuba a Plaja Giron, con un popolo meno numeroso e meno armato di quello venezuelano, il quale, probabilmente, di fronte ad uno scontro diretto con gli USA, otterrà anche il sostegno di altri governi Sudamericani, oggi per niente spaventati dallo spauracchio comunista, e già ne abbiamo un esempio con il Brasile che ha condannato duramente l'intervento americano. E gli americani, già cacciati dall'Afghanistan, in grossa difficoltà in Ucraina dove non sono bastate le armi fornite agli ucraini per arrestare le armate russe che continuano ad avanzare lentamente ma inarrestabilmente, in difficoltà anche in Medio Oriente, dove tuttora prevale il caos e la situazione non è affatto stabile né in Iraq né in Siria, non si possono permettere una guerra sicuramente di lunga durata, in Venezuela, contro un intero popolo che non ha esitato a mobilitarsi in massa per difendere le conquiste sociali del chavismo ed ora si trova di fronte alla eventualità dello scippo della sua risorsa più preziosa. Credo che sia difficile ottenere una soluzione alternativa a tutto ciò
Oggi abbiamo un mondo che, nella sua globalità, ha di fronte a sé sfide epocali in merito alla sovrappopolazione, all'inquinamento, alla disparità sociale, alle migrazioni e alla riduzione delle risorse energetiche, alimentari e minerarie. Il bivio è facile da individuare: da una parte il bellum ominium contra omnes, dall'altra il multipolarismo e la cooperazione internazionale, anche se pare che il globo debba essere spartito tra America, Russia e Cina, la quale per altro è l'unica a non aver fatto guerra a nessuno, né si è azzardata ad assumere il ruolo di “poliziotto internazionale”
A noi resta l'Europa, la cara vecchia Europa un tempo, fonte di ogni conflitto globale che oggi pare brillare per la sua impotenza, e che però appare ancora un esempio di pace e cooperazione.
Risulta del tutto evidente che l'obiettivo comune di due autocrati come Trump e Putin (ma non solo il loro dato che Vance è ancora più avverso alla UE) è annientare la Unione Europea che è ancora un baluardo di civiltà contro la barbarie della guerra e della pena di morte. Non è perfetta ma sicuramente più perfettibile di chi vuole annientarla. La alternativa alla sua distruzione sono solo gli pseudosovranismi di fatto servi di America o Russia. Come Italia e Ungheria.
Se millenni fa Orazio diceva che “dulce et decorum est pro patria mori”, non è affatto scontato credere che il grido “Patria o muerte!” non possa più risuonare in Sudamerica come altrove a legittimare ciò che concretamente significano ancora ovunque Giustizia e Libertà
Con buona pace di tutti quelli che si improvvisano Miles Gloriosus in ogni parte del mondo e che spesso vengono rovesciati, come nella commedia di Plauto, dai loro servi più furbi.
Purtroppo il motto di Erasmo: “dulce bellum inexpertis” è ancora lungi da venire in un mondo ancora incapace di legittimare concretamente al primo posto la pace e la collaborazione tra i popoli.
Carlo Felici

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