Dio solo sa quanto chi
scrive sia appassionato di storia e di valori socialisti e quanto sia
immalinconito dalla sorte dell'ultimo partito che in Italia reca
questo nome, purtroppo ridotto ad una sorte democritea, all'atomismo
politico.
Inutile ripercorrerne la
storia dopo la fine di Craxi, la conoscono tutti e non farebbe altro
che aggiungere pena alle altre numerose ed attuali.
Fatto sta che quando da
parte di tutti sarebbe necessario uno sforzo comune per ritrovare e
rilanciare una tradizione che ha accompagnato la crescita della
civiltà democratica e repubblicana di questo Paese
indissolubilmente, ci guardiamo intorno e troviamo solo macerie, e
compagni intenti più che altro a scavarle per cercare di rimettere
insieme qualche rudere, facendone il sostegno di qualche architettura
moderna in via di costruzione, più o meno come quel che è successo
al teatro di Marcello a Roma, di cui si vede una parte di ciò che un
tempo fu esternamente, ma che è ormai pienamente inglobato nelle
costruzioni successive, e non è più percepibile per quello che era,
non ha più la sua pianta originaria.






