Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo

Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo
Garibaldi, pioniere dell'Ecosocialismo (clickare sull'immagine)

mercoledì 5 dicembre 2018

Dedicato ai soloni del sì come un disco rotto





                                               di Carlo Felici


Una delle scuse più frequenti adottate da coloro che non accettano che un governo democraticamente eletto, a prescindere dal fatto che piaccia o no, sia legittimato a governare, è che gli eventuali mali derivanti dal suo operato, sono dovuti ad un mancato nuovo meccanismo costituzionale del tutto superato con la vittoria del No nel recente referendum costituzionale, la quale, ricordiamolo bene, è stata una vittoria di larga maggioranza, acquisita anche con una partecipazione notevole di cittadini, cosa ben rara ormai in tornate referendarie, vittoria tale, del 60% circa dei No e con un'affluenza di più del 65% dei partecipanti, che, in genere è ormai anche difficile raggiungerla in normali tornate elettorali. Una vittoria, dunque, soprattutto della democrazia
Segno evidente che una Costituzione come la nostra, sebbene inapplicata, manomessa e più volte aggirata, riscuote ancora un larghissimo consenso popolare.
Basterebbe solo questo per non farne una battaglia di parte, per sostenere cioè che essa appartiene tuttora a tutto il popolo ed è consustanziale quindi anche a quel che resta della cosiddetta sinistra italiana.
Invece ci tocca ad assistere tuttora alle maledizioni di certi soloni della sinistra mai esistita come sinistra, che adducono tutti i mali proprio alla nostra Costituzione ed alla sua permanenza, considerandola un meccanismo che tiene tuttora ingessato il paese e gli impedisce di fare riforme fondamentali, che è servita solo per combattere Renzi nell'ambito stesso del suo partito e che addirittura è espressione di un “conservatorismo borbonico”.

mercoledì 14 novembre 2018

La Democrazia davanti all’abisso


Leonardo Boff*
C’è un momento nella vita in cui dobbiamo scegliere da che parte  stare politicamente. O dal lato della democrazia che rispetta le libertà, permette le manifestazioni dei cittadini e si considera appartenente a uno Stato democratico di Diritto oppure stiamo al lato di coloro che la negano, che tessono le lodi della dittatura militare del 1964, esaltano i suoi torturatori, che, secondo loro, non dovevano proprio torturare, ma semplicemente  fucilare, a cominciare dall’ex presidente Fernando Henrique Cardoso; che ha in spregio i gay e ne predica la repressione; che sparla degli abitanti dei quilombos, che – secondo lui – non servono nemmeno per la riproduzione; che disprezza gl’indigeni; che difende come ideale che ogni brasiliano abbia in mano un’arma e che pubblicamente umilia la sua stessa figlia, frutto di una “scappatella” e che, ‘infine’ sarebbe incapace di amare un figlio gay.
Lui un capitano in pensione, senza la minima esperienza di pubblica amministrazione, che confessa di essere digiuno di economia, di Sanità, di Educazione, visto che a questo scopo devono provvedere i ‘rispettivi Ministri… e non si rende conto che è compito di un Presidente definire le politiche pubbliche, indicare un obiettivo alla nazione e lasciare che i ministri competenti sviluppino il progetto. Un simile candidato che ha la maggioranza al primo turno e anche al secondo, visto il distacco dal suo concorrente mostra chiaramente lo stampo nazifascista nel linguaggio, nei gesti e nella brutalità delle sue espressioni.

mercoledì 24 ottobre 2018

LA CREAZIONE DI UN CAPRO ESPIATORIO L’ANTI-PETISMO


Leonardo Boff*
René Girard (1923-2015), pensatore e filosofo francese, l’uomo più saggio che io abbia conosciuto in vita mia, che è stato dalla parte dei teologi della liberazione nel 1970, ha dedicato la sua vasta opera a studiare la violenza, soprattutto al bisogno di una società di creare un capro espiatorio (vedereIl capro espiatorio, 1982). Con questo meccanismo del capro espiatorio, la popolazione è indotta a scaricare la corruzione, che sta diffusa e concentrata nei grandi corrotti e corruttori, sul groppone di uno solo, del PT, allo scopo di nascondere la corruzione stessa e con questo tutta la società passa a dimenticare i veri corrotti e a pensare che essa si trova soltanto nel PT sul quale si rovescia tutta la rabbia e l’odio. È come un capro espiatorio, già testimoniato dalla Bibbia. Gli ebrei buttavano addosso a un capro tutti i peccati e le malefatte del popolo e costringevano il capro a rifugiarsi nel deserto per espiare e a morire di fame. E riti simili li ritroviamo in quasi tutte le società antiche.
Da noi c’è stato un tempo in cui il capro espiatorio erano i sovversivi, poi i comunisti (questo persiste), in seguito i giovani neri delle favelas, descritti come legati ad azioni criminose e a droghe, i gay e quelli della LBCT. Su di loro viene trasferita la violenza presente nella società. In questo momento il capro espiatorio sono PT e Lula. A loro viene attribuita tutta la corruzione, anche se tutti i partiti, alcuni più che il PT, hanno partecipato alla corruzione.

sabato 6 ottobre 2018

IL TURBOCAPITALISMO SPIEGATO AI RAGAZZINI

                                                         




                                                             Carlo Felici

C'era una volta un capitalista che per far soldi aumentava l'orario di lavoro o riduceva la paga..tanto se non ci stai, qualcuno ci starà al posto suo. Con i soldi accumulati, oltre a godersi la sua vita alla faccia dei suoi lavoratori, comprava altre fabbriche e altri macchinari e produceva sempre di più..
Poi però si accorse che, nonostante tutto, le sue merci restavano invendute, perché la gente con stipendi da fame era già tanto se riusciva a campare e tornare a lavorare. E poi era anche un po' incazz..ops..arrabbiato perché ogni tanto i lavoratori scioperavano e bloccavano le sue fabbriche, chiedendo più soldi e orari più brevi
Allora decise che bisognava dare un po' di soldi a dittatori e rivoluzionari, così avrebbero fatto un bel po' di casino, ci sarebbero state guerre e lo Stato stesso gli avrebbe dato un sacco di soldi per produrre armi in gran quantità (ovviamente il furbacchione non andava in guerra ma pagava quelli che ci mandavano altri).
Una volta fatte le guerre sempre più distruttive e rovinose, poteva lucrare sulla ricostruzione e sui debiti di quelli che dovevano ripartire da zero, magari legando la loro crescita ai suoi profitti, indebitandoli sempre di più.
Trovandosi di fronte a tutti quei piantagrane che avevano alzato la bandiera rossa e creduto di fare lo stato dei lavoratori, decise un bel giorno che era ora che quella gente si svegliasse, inventò nuovi sistemi di comunicazione capaci di superare tutti i muri e di arrivare nelle case di tutti quelli che credevano ancora a quello straccio scarlatto indecente, per convincerli che la vita dalle sue parti era meglio di Bengodi. La TV satellitare fu meglio dell'arma atomica. Tutti pensarono di essere ammalati di scarlattina e scapparono dove quella padella gigante aveva fatto credere loro che sarebbero vissuti nel paese della Cuccagna.
Ovviamente appena superato il muro furono tutti irregimentati e costretti a vivere da pidocchiosi non solo accettando paghe da fame ma costringendo anche quelli che avevano scioperato ad accontentarsi pure loro di paghe da miseria.
C'era però sempre un problema: la gente comprava ancora troppo poco per tutto ciò che il capitalista produceva, anche indebitandosi o costringendo il proprio stato ad indebitarsi.
Il furbone allora, dato che ormai erano state scoperte le armi atomiche e fare guerre era sempre più rischioso anche per i suoi affari e per le sue fabbriche, decise di inventare un bel Casinò, riservato alle sue società finanziarie ormai presenti in tutto il mondo senza più regole statali di controllo (perché quelle erano solo degli imbecilli con la bandiera rossa), con cui giocare alla roulette (alla pallina dette un nome carino e assai curioso: spread) e al gioco di azzardo puntando sulla crescita dei debiti dei paesi sempre più poveri. Un paese povero dichiarava il debito e per finanziarlo aspettava le puntate degli altri
I giocatori così puntavano sui vari debiti e lui faceva il banco..ovviamente incassando sempre più degli altri. A lui non interessava né che il giocatore crepasse né che vincesse eliminando il suo debito. Il suo obiettivo era solo che le puntate salissero sempre di più e che alla fine i giocatori giocassero solo per lui, per far vincere sempre il banco.
Quando si accorse che produrre beni era insufficiente perché anche gli straricchi come lui non potevano certo comprarli tutti e accumularli all'infinito, decise di comprarsi cose indispensabili per tutti, come l'acqua, la scuola e la sanità. Mi direte..ma così comunque c'erano sempre quelli che non se li potevano comprare?
Ah..beh, che crepassero pure, tanto il mondo è sovrappopolato e poi prima di crepare ovvio che uno che ha bisogno di acqua, scuola e medico si svende tutto, quindi..conviene in ogni caso.
Con tutto ciò, non si curò mai del fatto di vivere in un pianeta dalle risorse limitate, pensando sempre che fosse al servizio suo esclusivo per produrre o speculare su beni illimitati.
Ovviamente non gli è mai importato nulla né di stati, governanti o Costituzioni, i primi ha cercato di sostituirli con stati o comunità monetarie sovranazionali, i secondi non ha mai avuto difficoltà a comprarseli ad uno ad uno (beh sì c' è sempre un testardo che dice no..ma quello lo fa fuori e via..) e le Costituzioni ovviamente ha provato e prova tuttora a farle cambiare da quei politici che si compra per ridurli di numero e abbassare anche il loro prezzo.
C'è solo un business che ancora gli sfugge ed è quello dell'aria..ma si sta attrezzando anche per quello scopo, quasi sicuramente ammazzerà metà delle specie viventi su questo pianeta, costruendo delle riserve di aria pulita per chi se lo potrà permettere ed aree invivibili e mefitiche per chi non ha soldi ed ha voluto nascere in miseria per forza.
In fondo la teologia del mercato esige, come ogni teologia, un inferno ed un paradiso che si rispetti, e rigorosamente...su quel che rimane di questa Terra.
E, in definitiva, se vai all'inferno è sempre colpa tua, perché disubbidisci al dio Mercato..fidati..
Morale
Ma forse se non ti fidi è meglio.

lunedì 17 settembre 2018

PROBLEMA MAI RISOLTO: la sofferenza degli innocenti


Leonardo Boff

Seguendo la crescente violenza in Brasile e veri e propri massacri di indigeni e di poveri nelle periferie e, più ancora viaggiando, recentemente per l’America Centrale, sono rimasto impressionato a El Salvador, in Guatemala e Nicaragua e in altri paesi della regione con i racconti di massacri avvenuti nel periodo delle dittature militari, massacri di interi villaggi, di catechisti o di lavoratori della terra che avevano la Bibbia in casa. Ciò che è accaduto tra noi, in Argentina o in Chile durante il tempo assassino sotto l’egida delle forze militari è pure questo da rimanere sbalorditi.

Attualmente, data la crisi economico- finanziaria ci sono milioni che soffrono la fame, bambini affamati e scheletriti, che ti fermano per strada che chiedono una monetina per mangiare una cosa qualsiasi. Ma quello che più fa soffrire è la sofferenza degli innocenti. Anche dei milioni di poveri e miserabili che soffrono le conseguenze di politiche economiche e finanziarie sulle quali non esiste nessun potere. Ma sono vittime innocenti, il cui grido di dolore sale al cielo. Dicono le scritture del Primo e del Secondo Testamento che Dio ascolta le loro grida. Uno dei Profeti arriva a dire che le bestemmie che dicono a causa del dolore Dio le ascolta come una supplica.

lunedì 10 settembre 2018

Venti settembre, tra malinconia e speranza




                                                            di Carlo Felici


20 settembre, a costo di non piacere, considero questa data come triste e mi accingo a spiegare perché.
Tutti sanno a cosa corrisponde, ma non tutti si soffermano sul fatto che essa fu il suggello definitivo della nascita e dell'affermazione della monarchia in Italia. E cioè della emarginazione definitiva delle idee mazziniane che resteranno criptate nel nostro paese per circa un secolo e ad un costo elevatissimo.
Tre anni prima Garibaldi aveva cercato disperatamente di far insorgere Roma, ma era stato tradito.
Anche questa è una storia poco nota, quella dei comitati di liberazione di allora che erano sostanzialmente tre: uno garibaldino, uno mazziniano ed uno savoiardo. Tutti e tre conoscevano bene i piani insurrezionali che avrebbero dovuto essere coordinati tra loro, con l'arrivo di Garibaldi alle porte di Roma che la popolazione insorta avrebbe dovuto aprire alla sua entrata trionfale.
Ma come sappiamo, non andò così..non tutti sanno però perché, e si affrettano a dire che la popolazione non insorse, punto e basta.
Questo è un grande torto verso coloro che insorsero davvero, prima tra tutti Giuditta Tavani Arquati, trucidata con la sua famiglia a Trastevere, poi i fratelli Cairoli, martirizzati a Villa Glori, Monti e Tognetti ghigliottinati per avere fatto saltare la caserma degli zuavi pontifici e tanti altri che morirono o furono buttati nelle prigioni pontificie per gli altri tre anni, fino a Porta Pia.

mercoledì 5 settembre 2018

ll golpe del 2016 ha interrotto la costruzione del Brasile



Leonardo Boff*

Osservatore attento ai processi e di trasformazioni dell’economia mondiale in contrappunto con quella Brasiliana, Celso Furtado, uno dei nostro migliori nomi in economia politica, ha scritto in un suo libro Brasile: la costruzione interrotta (1993):
“In mezzo millennio di storia, partendo da una costellazione di fattorie, di popolazione indigene miserabili, di schiavi trapiantati da un altro continente, di avventurieri europei e asiatici in cerca di un destino migliore, siamo arrivati a formare un popolo straordinario per polivalenza culturale, un paese che non ha confronti quanto ad ampiezza territoriale e omogeneità linguistica e religiosa. Ma ci manca l’esperienza di prove cruciali, come le conoscono altri popoli la cui sopravvivenza è arrivata a essere minacciata. Noi non ignoriamo che il tempo storico si accelera e che il computo di questo tempo si fa contro di noi. Si tratta di sapere se abbiamo un futuro come nazione che conta nella costruzione del devenire umano. Oppure se prevarranno le forze che si impegnano a interrompere il nostro processo storico di formazione di uno Stato-nazione” (Paz e Terra, Rio de Janeiro 1993, p.35).
L’attuale società brasiliana, bisogna riconoscerlo, ha conosciuto progressi significativi sotto i governi del Partido dos Trabalhadores (PT) e dei suoi alleati. Mai era avvenuta in passato una cosa del genere nelle fasi storiche egemonizzate dalle oligarchie tradizionali che sempre avevano mantenuto i poteri dello Stato, mai avevano avuto un progetto di nazionalità, ma solamente il proposito corporativo di arricchimento illimitato. Ora in un Stato post–democratico e di eccezione sta avvenendo celermente lo smontaggio di queste politiche con aumento delle sofferenze del popolo.