Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo

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Garibaldi, pioniere dell'Ecosocialismo (clickare sull'immagine)

giovedì 16 marzo 2023

IL VERO PESO DI UN MINISTRO

                                                 



La notizia che il “gruppo” Wagner, che altro non è che un insieme di mercenari pagati dal governo russo, o meglio da quegli oligarchi che ancora sono fedeli a Putin per combattere in Ucraina, avrebbe messo una taglia di ben 15 milioni, circa 150.000 euro al Kg, considerata il "peso", sul nostro Ministro della Difesa, non è da sottovalutare.

Di conseguenza, ben vengano ulteriori misure di protezione e di prevenzione di eventuali attentati a danno della sua persona o del suo staff.

Quando si tira fuori però una notizia del genere, che indirettamente chiama in causa non una singola persona, ma tutto il Governo di cui il ministro Crosetto fa parte, e conseguentemente l'Italia che esso rappresenta, bisogna evitare di essere allarmisti e generici, perché comunque, un attentato, nelle sue modalità attuative, potrebbe anche coinvolgere svariati cittadini italiani come “danni collaterali” ed è un fatto molto serio

Ne sappiamo abbondantemente qualcosa in merito alle stragi che sono avvenute in passato e senza nemmeno essere precedute da “notizie di intelligence” come questa, di cui la fonte certa, come è ovvio, resta segreta.

I russi d'altra parte hanno già risposto alle dichiarazioni di Crosetto in merito al coinvolgimento del gruppo Wagner, che, sarà bene ricordarlo, non è l'Armata Rossa, fatta da un popolo mobilitato per difendere la sua Patria, ma solo da un insieme di soldati al soldo di chi li paga meglio. Ebbene, tale “gruppo” (usare termini come brigata o divisione sarebbe impropriamente “nobilitarlo”) ha già risposto al nostro ministro con una affermazione che, effettivamente, ha un senso concreto e suona più o meno così: “abbiamo altro da fare”

In effetti il gruppo Wagner è impantanato a Bakhmut da parecchio tempo, sembra sia anche a corto di armi e di munizioni, tanto che ne richiede in continuazione al governo russo che però non pare incentivarlo abbastanza affinché raggiunga risultati rapidi, efficaci e definitivi. Il solo risultato, per ora, è il controllo parziale della città e una perdita innumerevole di vite dei suoi componenti

In tale situazione alquanto critica, racimolare ben 15 milioni di euro non per incrementate armamenti e soldati, ma per colpire un ministro italiano che ha solo detto che il gruppo Wagner spinge in mare i barconi con i migranti diretti verso le nostre coste, ci appare quanto meno una notizia tutta da verificare, ma sicuramente non tale da portarci ad abbassare la guardia

Sicuramente però spendere 15 milioni di euro per potenziare armamenti e soldati a Bakhmut darebbe, nell'ottica di tale gruppo mercenario, maggiori risultati, per stessa ammissione dei suoi componenti che reclamano aiuti in continuazione.

Come abbiamo già detto in Ucraina non è in atto una “Grande Guerra Patriottica” né è mobilitato un esercito di popolo come l'Armata Rossa per tutelare non solo un territorio ma anche precisi valori ideologici

Lì si combatte per soldi, e in base ai soldi. Lo fanno gli ucraini, pagati dagli occidentali, perché respingano i russi e non soltanto difendano il loro territorio ma si preparino anche a spartirlo con gli interessi delle grandi multinazionali che non vedono l'ora di mettere le mani sulle risorse minerarie ambientali e sulla manodopera ucraina. Lo fanno i russi che hanno lo stesso obiettivo che un tempo si chiamava imperialista e neocolonialista, ma che oggi è facilmente identificabile con la brama dei loro oligarchi di utilizzare e ridurre natura e uomini ucraini a merce per scopo di profitto

Per questo Putin anziché dotarsi di un sistema fiscale che consenta allo Stato non solo di distribuire ricchezza, ma anche di far fronte alle crisi politiche interne e internazionali, fa appello agli oligarchi, che altro non sono che ex appartenenti alla nomenklatura di potere sovietica, divenuti ricchissimi con il commercio all'estero delle materie prime e che hanno investito una marea di capitali all'estero, affinché riportino questi capitali in Patria per combattere per lui.

Ebbene, pare che questi oligarchi non abbiano come scopo la difesa della Patria né sovietica né putiniana, ma solo il loro arricchimento, quindi investono e spostano repentinamente capitali ovunque nel mondo ci siano paradisi fiscali oppure opportunità di investimenti e di lucro, in poche parole combattono pro domo sua, per se stessi, e per il loro profitto più che per una Patria che non hanno più e forse non hanno mai avuto. La conseguenza è che questo loro spostamento veloce di capitali che sono molto rilevanti e che nessuno ha mai osato toccare, ora sta mettendo in crisi anche gli istituti finanziari e le banche di un certo rilievo, anche se non ancora quelle centrali, preoccupate più che altro di un continuo e demenziale rialzo dei tassi e del costo del denaro, il quale non farà altro che impoverire il continente europeo, privandolo di opportunità e di investimenti e facendo crescere il debito.

Ora in tutto questo quadro, la notizia di 15 milioni che verrebbero spesi per colpire un nostro ministro, che se vogliamo dirlo con parole povere, agli oligarchi e alla Russia fa un emerito baffone, sarà sicuramente allarmante ma è tutta da approfondire e in completa segretezza, anziché essere affidata all'allineato sistema amplificatorio dei media italiani con tanto di fanfara.

Non molto tempo fa, la Meloni diceva addirittura di voler mandare i nostri soldati in Libia, se altri non lo avessero fatto, una sua intervista parla chiaro. https://www.youtube.com/watch?v=JSBjF7Jd1Yc

In campagna elettorale ha parlato più volte di blocco navale sulle nostre coste, e non riesce a chiamare in causa nemmeno la Marina Militare per il tracciamento delle rotte clandestine che conducono al nostro Paese.

Adesso ci troviamo con un ministro in difficoltà che non ottiene risultati e quello che vorrebbe, per beghe interne al governo su chi si debba fregiare dei risultati della lotta all'immigrazione clandestina.

E invece della risoluzione del problema che ha generato una delle più colossali e disumane tragedie in mare, a fronte di una triplicazione degli sbarchi, rispetto all'anno scorso, in una situazione in cui viene prospettata all'opinione pubblica da una parte l'emergenza bellica e dall'altra la solita impotenza europea a trovare una soluzione condivisa per distribuire quote di migranti e assicurare l'assistenza in mare, o persino intervenire, come diceva la Meloni in Libia, magari contrastando direttamente con un contingente europeo il gruppo Wagner, sempre ammesso che ci sia, ebbene che si fa? Si agitano pericoli, di cui non si sa con precisione né la portata né le conseguenze

Ma un ministro, in tali già critiche contingenze, non farebbe meglio a tacere e a dire soltanto a cose fatte: “abbiamo sgominato il gruppo Wagner che agiva in Libia e preparava anche un attentato contro la mia persona”. Insomma dopo avere ottenuto risultati credibili

Anche perché diramare notizie del genere, anche ammesso che siano credibili, non fa che avvantaggiare chi pone in atto le minacce, e per di più disorientare l'opinione pubblica.

C'è un motto latino che recita: Unicuique suum tribuere, alterum non laedere Dare a ciascuno il suo, non danneggiare gli altri.

Questo vuol dire affrontare le cose come si deve a seconda dei problemi specifici che si presentano e non danneggiare in primis la propria credibilità...perché sappiamo come è finita la storia del pastorello e del lupo. E qui pare anche che di lupi non ce ne sia uno solo..

Il peso specifico, la consistenza di un ministro è dato solo dalla sua capacità di svolgere bene il suo compito, senza clamore e con risultati concreti da offrire all'opinione pubblica, non dai pericoli che agita intorno a sé

PS

E' notizia dell'ultimo minuto, dopo quello che ho scritto, che il Ministro in questione dichiara: "non mi sento minacciato e sono certo che non ci siano taglie o altro su di me"


Molto bene, avrà allora modo di concentrarsi meglio sul suo lavoro, auguri.


Carlo Felici

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