Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo

Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo
Garibaldi, pioniere dell'Ecosocialismo (clickare sull'immagine)

domenica 18 ottobre 2026

UN DEBUTTO DOLOROSO

 




Come era prevedibile, il contagio parigino della sommossa giovanile, si sta estendendo, e in Italia è già arrivato, in particolare in alcune principali città come Milano, anche se abbiamo avuto manifestazioni in varie altre città ed una molto significativa e ben riuscita a Roma.

Quale la differenza? Evidentemente quella che c'è tra lo spontaneismo e l'organizzazione e convocazione tramite social, e una ben strutturata programmazione dell'evento gestito da buona parte delle forze politiche e sindacali.

Quando però il disagio aumenta a dismisura, è molto difficile canalizzare e controllare il dissenso, che tende a debordare in atti di violenza e devastazione incontrollati.

La situazione giovanile in Italia è molto allarmante, si moltiplicano episodi di criminalità che coinvolgono giovani persino minorenni, e in molti casi del tutto privi di una motivazione plausibile, accadono solo per sfogare una rabbia incontenibile e come effetto di un vuoto interiore pauroso.

Non possiamo certo dare alla scuola o alla famiglia tutte le colpe anche se un solido sistema educativo passa necessariamente per questi fondamentali pilastri di una società civile.

Possiamo però asserire con assoluta certezza che il contesto sociale della società massificata e consumista odierna, lascia poco spazio, se non nessuno, alla realizzazione di sogni giovanili, mentre l'ascensore sociale è del tutto fermo.

La conseguenza è il ripiegamento in un mondo in cui i valori etici e morali, che indirizzano la vita di un individuo nella sua crescita ed inserimento sociale, sono stati progressivamente azzerati e sostituiti dalla mera ricerca dell'utile, ovunque e a tutti i costi, in una sorta di conflitto permanente, di bellum omnium contra omnes, per ottenere semplici vantaggi materiali, in particolare denaro e potere. La politica ormai da più di 30 anni sta dando pessimi esempi in tal senso. Anzi, è la prima a rivolgersi alla gente esaltando il criterio dell'utile, nella maggior parte dei casi, individuale, a scapito dei valori morali e di un utile collettivo, espressione di ciò sono i capi di partito che creano liste bloccate e l'azzeramento della rappresentanza proporzionale espressa dal cittadino

La scuola è stata abbandonata a criteri burocratizzanti, al taglio di risorse preziose, al precariato, e affinché non vi sorgessero elementi di dissenso rilevanti, a una sorta di dirigismo aziendale, comprensibile solo in strutture repressive. Così siamo arrivati a dirigenti scolastici che ricevono il triplo dei compensi che spettano a ciascun docente, solo per imporre modelli, che se osserviamo i risultati, sono del tutto inefficaci e deludenti. Il docente è ridotto ad una sorta di piccolo burocrate, che impone programmi con finalità poco formative e del tutto selettive, in condizioni di disagio permanente, avendo spesso non solo studenti in numero esorbitante che si devono solo selezionare e controllare, ma anche genitori in permanente conflitto tra di loro e con il giudizio dato ai loro figli dato dai docenti, e presidi sempre più chiusi nella loro funzione dirigistica la cui unica finalità è soprattutto non avere problemi gestionali.

La famiglia poi, oggi, completamente atomizzata, e spesso costituita da genitori alla spasmodica ricerca di una identità non ben definita, non solo nel contesto famigliare, in cui i ruoli sono del tutto saltati, ma anche in quello sociale, in cui è sempre più difficile lottare ed affermarsi anche solo per ottenere beni di primaria importanza come casa e lavoro, è ormai non più l'ossatura della società, ma forse il suo anello più debole e fragile, perché non trasmette più valori. Il suo unico scopo sembra infatti solo quello di sopravvivere a se stessa oppure implodere violentemente, dato che ormai in Italia si muore più di conflitti famigliari che di criminalità.

Il risultato di questa unione di fattori, determinata dalla mancanza di riferimenti ideologici, morali  e sociali, da una scuola fatiscente e fallimentare usata solo come contenitore a basso costo di un disagio giovanile che ormai tende a straripare da essa, a un contesto famigliare del tutto in crisi permanente e senza uscita, lo vediamo palesemente, è del tutto esplosivo e generalizzato

A ciò aggiungiamo la difficoltà di integrare le nuove generazioni di immigrati e una crescente xenofobia e razzismo. 

In tali condizioni, senza una solida bussola di valori, un giovane è portato a perdere la sua speranza sia nel presente che nel futuro e a far diventare la sua fragilità interiore una sorta di violenta reazione spesso incontrollata

I risultati sono sotto gli occhi di tutti, con il proliferare di baby gang, con le proteste di piazza, con gli omicidi persino in famiglia.

Ci può essere una alternativa a tutto questo? E' difficile dirlo in queste condizioni, possiamo solo cercare di invertire la tendenza, utilizzando maggiori risorse per la scuola, aprendo consultori famigliari con il supporto di medici e psicologi, offrendo maggiori strutture associativa e sportive dove si insegni non solo uno sport, ma soprattutto autocontrollo, disciplina e lealtà, e rendendo queste strutture efficienti e competitive. Sembra una utopia per una Italia che non partecipa a ben tre competizioni calcistiche mondiali, e sappiamo bene quanto conti un modello di squadra forte e vincente nel contesto internazionale per un popolo che ha nel calcio uno dei suoi principali riferimenti sociali e ricreativi.

Mens sana in corpore sano, una mente è sana quando si forma con una buona educazione, che viene soprattutto da buoni esempi e da buone strutture di formazione. Un corpo è sano quando lo abita una mente che sa gestirlo in maniera equilibrata e quando esistono strutture sanitarie alla portata di tutti senza attese spasmodiche che portano a privilegiare solo chi può permettersi cure immediate pagandole di tasca propria.

Noi, a partire dai vertici politici, abbiamo una società malata che non sa e non vuole curarsi, che spende per armare un altro Paese, per alimentare pericoli inesistenti, dirottando nell'acquisto di armi risorse preziose per i cittadini, un governo che non sa affrontare le questioni sociali, rimuovendo gli ostacoli alla radice, che non sa dialogare con i giovani, che è del tutto indifferente alle questioni salariali e a qualsiasi forma di sviluppo industriale.

E' un governo che ha perso completamente di prestigio internazionale, soprattutto nel contesto mediterraneo, che si barcamena tra un servilismo europeo e un cerchiobottismo atlantista. Stiamo arrivando a comprare materie prime a prezzi esorbitanti, mantenendo sanzioni che la stessa amministrazione americana esorta a togliere. E tutto ciò dentro una gabbia europea dove la parola d'ordine è sempre di più..tacere, obbedire e combattere..e ovviamente pagare

E ancora ci riempiamo la bocca di slogan antifascisti, senza osservare come il fascismo si stia riaffermando in una nuova veste burocratica e inflessibilmente vessatoria oltre che bellicista.

I giovani se ne sono accorti e non ne possono più e assieme a loro si stanno radunando sempre più forze sociali alimentate dal disagio di varie categorie penalizzate dall'aumento dei carburanti.

Se riprende il conflitto sociale che è l'anima di una democrazia che lotta perennemente per migliorarsi, bisogna saperlo canalizzare in nuovi programmi di governo attuabili ed attuati, prima che sia troppo tardi per mettere vecchie pezze su un vestito logoro. La tassazione degli extra profitti, delle multinazionali che operano nel settore mediatico, i forti disincentivi alle delocalizzazioni, una nuova politica per gli alloggi e per stabilizzare i posti di lavoro e incrementare salari e pensioni, una politica internazionale che privilegi la ricerca di vie alternative di approvvigionamento di fonti energetiche, una tassazione che non colpisca i piccoli proprietari ma li incentivi a calmierare gli affitti, come l'abolizione dell''IMU su seconde case speciamente se affittate, mettendo una patrimoniale oltre i due milioni, maggiori investimenti per sanità e scuole. Questi sono alcuni dei provvedimenti che possono rappresentare una svolta strutturale e non i soliti pannicelli caldi.

Altrimenti i giovani, per primi, ma seguiti da sempre più gente disagiata, continueranno ad urlare

“"Ce n'est qu'un début, continuons le combat!"”, e la lotta sarà sempre più dura e feroce.


 Carlo Felici

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