La Francia si può dire che abbia inaugurato la nascita dell'età moderna con la sua rivoluzione, la sua abolizione dei diritti feudali, e soprattutto con la sua Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino, ricordiamo alcuni articoli introduttivi:
«1. Gli uomini nascono e rimangono liberi ed eguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull’utilità comune.
2. Lo scopo di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali e imprescrittibili dell’uomo. Questi diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all’oppressione.
3. Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella Nazione. Nessun corpo, nessun individuo può esercitare un’autorità che da essa non emani espressamente.
4. La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri; così l’esistenza dei diritti naturali di ciascun uomo non ha altri limiti che quelli che assicurano agli altri membri della società il godimento di questi stessi diritti. Questi limiti non possono essere determinati che dalla Legge»
Sappiamo dunque, che tutte le Costituzioni moderne e persino la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948, ricalca le fondamenta di questi principi.
Oggi Parigi brucia, attraversata da una vera e propria rivolta non solo giovanile ma sociale, dato che a proteggere i giovani in rivolta si sono mobilitate anche varie categorie di lavoratori e tutta la Sinistra di Melenchon. Perché? Solo per tutelare la scuola pubblica, che viene sottoposta sempre di più a tagli insostenibili e lasciata marcire senza fondi adeguati, con personale precario e sotto pagato ed edifici fatiscenti? No, c'è molto di più in questa rivolta che già coinvolge anche la Spagna per motivi socialmente analoghi, alimentati dal profondo disagio in merito alle esigenze sulla casa. Non sappiamo se siamo all'alba di un nuovo 68, ma di certo i vari poteri costituiti nelle varie nazioni europee temono non poco il dilagare della protesta e anche il suo consolidarsi.
Per questo già assistiamo a delle tecniche ben sperimentate da circa 50 anni, che in Italia abbiamo visto produrre risultati molto efficaci nello screditare le manifestazioni di piazza. Si tratta di infiltrare agenti in borghese tra i manifestanti e dar loro mandato di sfasciare tutto e persino, come accadde in Italia di sparare nel mucchio, con l'unico scopo di creare ulteriore caos e paura presso l'opinione pubblica orientandola verso scelte politiche repressive. Cossiga, a suo tempo, fu un maestro in questa strategia, nel 77, e fu persino premiato dalla sinistra comunista, allora, fino a diventare Presidente della Repubblica, iniziando l'opera di “picconamento” della nostra Costituzione, tuttora in atto e per fortuna ancora respinta dalle scelte referendarie degli elettori.
Ma torniamo ai principi della Dichiarazione, e vediamoli uno per uno, il primo ci dice che gli uomini nascono liberi e uguali e le distinzioni sociali sono basate solo sull'utile comune..beh..verrebbe da lacrimare per la commozione, osservando come palesemente, non solo in Europa, ma in tutto il mondo, si stia affermando il principio contrario, per cui le distinzioni sociali sono determinate dalla ricerca spasmodica di profitto, dalla corruzione, e spesso dalla creazione di smisurati oligopoli che non fanno altro che favorire gli oligarchi nella gestione del potere, direttamente o indirettamente, pagando i loro fiduciari e dando mandato ai loro sicari di eliminare personaggi troppo scomodi.
Passiamo al secondo principio ed applichiamolo ai partiti odierni e vediamo se effettivamente si impegnano per salvaguardare i diritti naturali dei cittadini, in primis la libertà. Ma quale libertà si può avere senza un lavoro dignitoso e con un salario con cui a stento si riesce a sopravvivere, quale libertà se non quella di ritrovarsi per strada o a dormire dentro una automobile, se non si ha una casa dove abitare, un reddito adeguato per la propria famiglia? Quindi quale proprietà, se non si hanno i mezzi per acquisirla dato che lo scopo di chi già ce l'ha è prevalentemente quello di difendere i suoi privilegi? Si può dunque parlare di sicurezza, quando non esiste un valido ed efficiente servizio sanitario per tutti, e quando esiste lo si manda in malora con i tagli, favorendo un sistema che funziona solo per chi se lo può permettere? La disparità sociale inevitabilmente crea disagio e conflitto sociale che, a sua volta, incrementa la criminalità.
E poi arriva il bello! La resistenza all'oppressione! Ecco, direi che siamo arrivati direttamente ad oggi in cui quando le masse si mobilitano per resistere ad una palese oppressione di massa che scardina le fondamenta civili di una nazione, colpendo settori nevralgici, come scuola, sanità e posto di lavoro, la resistenza viene repressa a suon di manganellate e certe volte anche in maniera peggiore.
Non dimentichiamoci però che nel corso della storia, la resistenza ad una oppressione divenuta insopportabile e quindi motivata dalla stessa sopravvivenza, è sfociata in una resistenza armata. Purtroppo le rivoluzioni armate, la storia ci insegna, che non di rado, preludono alla formazione di regimi, in cui per pagare il prezzo della giustizia sociale si elimina quasi del tutto la libertà.
E veniamo al terzo principio che è quello della sovranità popolare, giusto quella che dovrebbe garantire la democrazia e prevenire svolte autoritarie o violentemente rivoluzionarie. Ma quando si attua questo principio? Innanzitutto quando ci sono delle regole stabili che garantiscono al popolo la possibilità di essere rappresentato in ogni indirizzo democratico che non sovverta i principi su cui la Nazione è fondata, cioè quelli Costituzionali. E invece cosa accade? Che ogni governo, pur di restare al potere, cerca di cambiare la legge elettorale affinché gli sia favorevole, restringendo il principio della rappresentanza fino quasi a vanificarlo, mediante premi spropositati di maggioranza. Non ci dimentichiamo che il fascismo andò al potere con una legge Acerbo che garantiva un premio di maggioranza spropositato. E la legge varata di recente nel nostro Paese le assomiglia molto. A questo punto ci chiediamo...gli italiani hanno imparato qualcosa dalla loro storia oppure dormono imbambolati dai social, in cui ognuno si sente una specie di padreterno mentre di fatto resta una perfetta nullità isolata in se stessa?
La forza della sovranità popolare e della democrazia è sempre stata l'unità di intenti nel proteggere e combattere per tutelare la propria vita e la propria possibilità di azione, quindi ci chiediamo...cosa faranno gli Italiani se davvero questa legge elettorale passerà? Già più della metà di loro non vota più, e questo per una democrazia è un stato comatoso che prelude alla sua morte. E quando muore una democrazia, per farla rinascere ci voglio altre vite disposte a sacrificarsi fino alla morte ma questa volta davvero con le armi in pugno. Prima ci sono le civili proteste, che la politica deve necessariamente recepire e per cambiare i suoi indirizzi, altrimenti la conseguenza è solo l'instaurazione di regimi autoritari e di atti di sabotaggio al limite del terrorismo, per rovesciarli. Nulla di nuovo per chi conosce davvero una materia piuttosto trascurata nelle scuole: la Storia.
Il quarto principio è la conseguenza di tutti gli altri, e garantisce che la libertà di ciascuno non finisce soltanto dove inizia quella di altri che hanno gli stessi diritti e doveri, ma che che è partecipe di quella di ciascun altro, nell'ambito di ciò che la legge, emanazione della volontà popolare, stabilisce. Ora però è del tutto evidente che se con una legge elettorale si truffa la sovranità popolare, il principio di rappresentanza va a svanire e le leggi assumono aspetti autoritari e non condivisi, anche per questo principio la Storia dà illustri lezioni sulle conseguenza, essa purtroppo insegna sempre, ma ha scolari sempre più distratti ed assenti.
In Europa, è del tutto evidente che l'opinione pubblica non è disposta a farsi ricattare dalla minaccia di una guerra permanente, che nasconde solo l'esigenza di dirottare fondi pubblici verso l'acquisto di armi che sono la fonte di arricchimento principale dei maggiori potentati economici esistenti al mondo. Anche il comune cittadino perché dovrebbe prestare soldi allo Stato con i suoi risparmi comprando BTP, se lo Stato non lo rappresenta o utilizza i suoi soldi per fini che esulano dalle esigenze sociali ed economiche del suo Paese? Quale politica salariale abbiamo visto negli ultimi anni da parte di un governo che si fregia di essere il più longevo della nostra storia? Quale politica industriale che impedisse la svendita delle nostre preziose risorse, quale misura contro gli exraprofitti delle grandi multinazionali soprattutto nel settore energetico, finanziario e mediatico? Quale misura volta a favorire il pluralismo dell'informazione, se il servizio pubblico è stato monopolizzato e blindato, spegnendo ogni forma di critica o di opposizione, e direi persino di satira?
I nostri mali non sono evidentemente solo nostri, ma condivisi da buona parte del mondo occidentale, che non può fregiarsi di combattere i regimi, che per altro esistono nella loro forma liberticida e forcaiola, mettendosi dalla parte di chi spiana intere aree popolate da donne e bambini, negando lo stesso diritto non solo alla resistenza all'oppressione, ma alla stessa esistenza per un intero popolo, oppure bombardando scuole di bambine innocenti. Non può permettersi più di truffare la gente affinché sia disposta a finanziare guerre per la democrazia, dopo avere abbandonato coloro che ha illuso di potere essere liberi, alla repressione, dopo circa 20 anni e come se non fosse successo nulla, come se gli stessi soldati andati a combattere e a morire lì non fossero mai esistiti.
La “truffa democratica” non può sopravvivere a lungo, soprattutto se la coscienza popolare non si limita allo sfogatoio e allo sproloquio nel web, perché la vera democrazia viaggia sempre sulle gambe dei cittadini che assumono una coscienza politica e civile, si organizzano, si uniscono e lottano in piedi, e che persino preferiscono morire in piedi per questo, e non vivere permanentemente in ginocchio anche quando si illudono di restare comodamente seduti in poltrona davanti a uno schermo che frigge loro il cervello.
Perciò cari concittadini, non è più il tempo di “Francia o Spagna, basta che se magna”, ma è quello di “Francia e Spagna, uniti si guadagna”
Hasta la victoria, siempre!
Carlo Felici

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