Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo

Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo
Garibaldi, pioniere dell'Ecosocialismo (clickare sull'immagine)

giovedì 5 marzo 2026

UN HOMBRE VERTICAL





La guerra di Netanyhau e Trump contro l'Iran è iniziata con grande clamore, diciamo dei due “amiconi” piuttosto che delle loro nazioni perché la loro iniziativa si è rivelata del tutto “unilaterale”, non ha infatti comportato nessuna consultazione dei parlamenti statunitense ed israeliano, e tanto meno una valutazione di come potesse essere popolare questa guerra in Israele e negli States. 

Siamo di fronte a due “Capitan Matamoros” che non sentono ragioni per agire come vogliono, e dove vogliono, senza che alcun organismo internazionale possa porre loro un freno.

Nemmeno il fantasma dell'ONU aleggia più sulle loro teste, anche perché Trump ha deciso di farsi un ONU a sua immagine e somiglianza, agitando il bastone dei dazi per chi non lo segue. Strana epoca quella dei volenterosi trascinati dalla volontà altrui.

Fatto sta che, per ora nemmeno il Senato USA ha potuto mettere un freno alle velleità belliciste di un presidente che aveva esordito, dopo la sua elezione, dicendo di fermare le guerre e non di iniziarle.

Ovviamente il sospetto molto fondato che sia il suo “alleato” Netanyhau a condurre il gioco è davvero forte.

Era infatti vicino un accordo sul nucleare con l'Iran, quando è stato scatenato l'attacco che ha portato in primo luogo alla uccisione della maggiore autorità religiosa iraniana.

Tutta questa fretta di seguire pedissequamente la volontà di quello che ormai appare un autocrate a capo di Israele, e che, ricordiamolo bene, la Corte Internazionale Penale ha dichiarato criminale di guerra per lo sterminio della popolazione palestinese a Gaza, da dove deriva?

Tutti i personaggi al potere che hanno avuto guai interni tali da minacciare la loro stessa presenza al governo, hanno messo in atto diversivi per allontanare le accuse ed impedire che fossero scalzati dal loro potere. Trump non fa eccezione, lo conferma un illustre analista come Paul De Grauwe, economista della London School of Economics.

Egli fa notare che questo ennesimo attacco preceduto da un discorso alla Nazione tanto lungo quanto fumoso ed inconsistente, oltre che vanaglorioso, nasconde con tutto il risalto mediatico che sta avendo, una strategia precisa di “distrazione di massa”

Negli USA in un anno sono stati persi 80.000 posti di lavoro, cosa mai accaduta prima dai tempi della “grande depressione”, l'azione contro gli immigrati da parte dell'ICE è stato un disastro che ha comportato anche l'omicidio di cittadini innocenti, la Corte Suprema ha bocciato la iniziativa di Trump sui dazi, i file di Epstein che nascondono la peggiore immondizia morale di una intera classe di plutocrati in cerca di facili piaceri predatori contro persino fanciulli e fanciulle inermi, rischia di dilagare investendo non solo il presidente in carica, ma pure chi lo ha preceduto. Ce n'è abbastanza per cercare di rovesciare il tavolo e catalizzare l'attenzione della opinione pubblica su altre vicende piuttosto lontane dai guai casalinghi, sottovalutando però l'attenzione e le capacità cognitive del cittadino medio non solo americano, ma di tutto il mondo.

L'evidenza che la strategia di distrazione del cittadino medio non sta funzionando, l'abbiamo un un hashtag su X,  e precisamente #epsteindistraction che è on line da ben prima dell'attacco scatenato contro l'Iran, ormai denominato ironicamente “Operation Epstein Fury” in contrapposizione alla denominazione ufficiale “ “Operation Epic Fury” che almeno ci ha risparmiato la denominazione “Operation Etic Fury”, che sarebbe stata davvero demenziale

Ormai moltissimi sono convinti negli Stati Uniti che il presidente stia cercando disperatamente di incrementare i consensi, scongiurando i rischi di una divulgazione dei Files Epstein che lo coinvolgerebbero direttamente.

In particolare, tutto ciò è stato rivelato da una emittente la NPR, ovvero National Public Radio, indipendente a cui immediatamente Trump ha tagliato i finanziamenti, perché accusata di “diffondere propaganda di sinistra”, come se la sinistra negli USA ormai fosse vietata per decreto presidenziale. Secondo tale fonte, in particolare l'inchiesta riguarderebbe i primi anni 80 in cui Trump avrebbe avuto, a dir poco, una condotta scandalosa, e circa 50 pagine di documenti e verbali che sarebbero spariti per iniziativa del governo, ma che con ogni probabilità sono nella disponibilità di quello israeliano.

Tali documenti sono relativi alla testimonianza di una donna rivoltasi all'FBI, dopo l'arresto di Epstein, all'epoca minorenne, che avrebbe subito abusi sessuali da parte di Trump, descrivendoli minuziosamente..i documenti riguarderebbero anche altre donne e un finanziere pedofilo oggi in galera per traffico sessuale, con fatti svoltisi a Mar-a-Lago, il club esclusivo di Trump da cui sarebbe partita anche la recente offensiva bellica, davvero un “bel posticino”.

 L'inchiesta riguarda in gran parte ragazzine che allora avevano circa 13 anni, e che erano coinvolte in abusi svoltisi anche a Manhattan, le stesse, una volta cresciute, si sono presentate al discorso sullo Stato dell'Unione con una spilla recante la scritta “release the files”.  I Democratici hanno cercato di incalzare l'FBI su come l'intera vicenda sia stata gestita, ma si sono sentiti rispondere che nulla è sparito e che alcuni documenti sono stati solo ritirati temporaneamente, solo per non menzionare i nomi delle vittime.

Ora tutto questo di cui l'opinione pubblica americana è perfettamente a conoscenza, assieme a tutto l'apparato mediatico e giornalistico statunitense, ci fa domandare come mai negli USA non sia scoppiato ancora un caso analogo a quello “Watergate” che costrinse Nixon alle dimissioni.

Si attendono le elezioni di mezzo termine? Si attende forse un calo vertiginoso di consensi intorno al presidente in carica? La libertà di inchiesta negli USA non è più quella di una volta?

Fatto sta che nel frattempo è scoppiata la guerra e, come accade sovente in questi casi, il richiamo del “tutti allineati e coperti” risuona dalla superpotenza americana che attua la sua “prova muscolare”, per tutti, volenti o nolenti

Nel frattempo però, dopo la vittoria del sindaco socialista musulmano di New York, anche alcune roccaforti repubblicane stanno cadendo, in particolare il Texas una delle più datate e agguerrite, segno evidente che il Partito Repubblicano negli States deve farsi più di un esame di coscienza.

E nel resto del mondo? Ovviamente Cina e Russia hanno condannato l'attacco che sta coinvolgendo anche gli altri stati del golfo alleati degli USA, bersaglio dei droni e dei missili iraniani, e stanno per ora a guardare, in particolare Putin, che sogghigna pensando..adesso chi potrà accusarmi di avere violato unilateralmente la sovranità di uno Stato con le armi? Non certo quegli USA che hanno prelevato armi in pugno il presidente Venezuelano e hanno attaccato senza essere stati direttamente minacciati, uno Stato sovrano come l'Iran.

C'è stato forse qualcuno che ha protestato in Europa contro questa ennesima violazione del diritto internazionale, e questo attacco unilaterale che ha sepolto non solo una intera scuola di ragazzine massacrandole, ma anche la residua credibilità dell'ONU?

L'Europa non è più quella del 1986 e tanto meno l'Italia che allora non solo negò, per tramite del suo leader socialista le sue basi militari agli USA per un attacco contro la Libia, in ritorsione ad un attentato attribuito ai libici, ma preavvertì persino Gheddafi, evitandogli una morte sicura sotto i bombardamenti. L'Italia non ha più capi del Governo con la schiena dritta da tempo, e nemmeno quelli con una schiena un po' gobba ma sicuramente più solida di tante comparse ministeriali attuali che sono tenute all'oscuro di tutto e sono costrette a scappare da un posto ritenuto vacanziero, ma trasformatosi repentinamente in teatro di guerra.

Però in Europa un “Hombre Vertical” ci sta ancora, ed è il capo di Governo spagnolo Sanchez, che ha detto chiaro e tondo a Trump che le basi militari spagnole non sono disponibili per la sua guerra.

Citiamo una parte del suo discorso perché ci ricorda molto tempi a noi assai cari in cui il Presidente Pertini dichiarava che si dovessero chiudere gli arsenali ed aprire i granai

Ecco le illustri parole di Sanchez: “La posizione del governo spagnolo su questa situazione è chiara e coerente. È la stessa posizione che abbiamo mantenuto in Ucraina e anche a Gaza. In primo luogo, respingiamo la violazione del diritto internazionale che ci protegge tutti, soprattutto i più vulnerabili, la popolazione civile. In secondo luogo, non dobbiamo dare per scontato che il mondo possa risolvere i suoi problemi solo attraverso conflitti e bombe. E infine, non dobbiamo ripetere gli errori del passato. In breve, la posizione del governo spagnolo può essere riassunta in quattro parole: no alla guerra. […]  Ciò che sappiamo è che da questo non emergerà un ordine internazionale più equo, né produrrà salari più alti, servizi pubblici migliori o un ambiente più sano. In realtà, ciò che possiamo intravedere per il momento è una maggiore incertezza economica e l’aumento dei prezzi del petrolio e del gas. Per questo motivo la Spagna è contraria a questo disastro, perché comprendiamo che i governi sono qui per migliorare la vita delle persone, per fornire soluzioni ai problemi, non per peggiorarla. Ed è assolutamente inaccettabile che quei leader incapaci di assolvere a questo compito sfruttino la guerra per nascondere il loro fallimento, riempiendo le tasche di pochi – i soliti quelli. Gli unici che vincono quando il mondo smetterà di costruire ospedali per costruire missili.”

 Ovviamente tale posizione ha immediatamente scatenato l'ira di Trump che minaccia ritorsioni commerciali contro la Spagna che però, essendo membro dell'Unione Europa, si ritorcerebbero su tutta l'Unione.

Sanchez si eleva non solo moralmente e politicamente nel contesto europeo, per il suo coraggio e la sua onestà intellettuale, che non ha tra l'altro esitato anche a condannare duramente i crimini del regime iraniano il quale, ricordiamolo bene, ha massacrato decine di migliaia di oppositori, ma per di più il leader spagnolo costituisce un fulgido esempio di cosa possa voler dire un Socialismo Democratico Europeo rivolto al progresso, alla pace e al rispetto del diritto internazionale. C'è da dire che a fargli compagnia, con altrettanta chiarezza ci sta solo il Vaticano, con Parolin e il Papa che ha preferito, nonostante sia nato negli USA, andare a Lampedusa, meta della disperazione di migranti in fuga da tutte le guerre, piuttosto che a celebrare i 250 anni della nascita degli Stati Uniti

In queste tristissime circostanze è da auspicare che tutti i Socialisti in Europa e nel mondo manifestino solidarietà e vicinanza ai valori umanitari che oggi ci ricordano Sanchez e il Papa.

Per noi non sono affatto nuovi, almeno per i Socialisti Italiani che vissero la meravigliosa stagione di Pertini Presidente della Repubblica e Craxi Presidente del Consiglio, un gigante con la schiena dritta a Sigonella, un “Hombre Vertical” come Sanchez oggi.

Ma per gli altri italiani cosa resta? Solo il cerchiobottismo orizzontale di gente al governo che, per questo, non viene presa più in seria considerazione da nessuno.


Carlo Felici

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