Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo

Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo
Garibaldi, pioniere dell'Ecosocialismo (clickare sull'immagine)

martedì 24 marzo 2026

FRATELLI D'ITALIA? l'ITALIA S'E' DESTA!





 La risposta referendaria al partito di maggioranza relativa che è attualmente al governo: Fratelli d'Italia, è inequivocabilmente:..l'Italia s'è desta.

Non si è messa l'elmo di Scipio, ma è andata a votare come mai era successo negli ultimi tempi, e per un referendum alquanto “tecnico” che però gli italiani hanno capito essere l'architrave del profondo cambiamento voluto da queste destre le cui origini affondano tra coloro che non crearono questa Costituzione e che persino sputarono sul Tricolore, o tra coloro che crearono un partito dal nulla per tutelare precisi interessi

Evidentemente i tre assi portanti con cui queste destre volevano orientare l'Italia in maniera alquanto diversa dal passato, e cioè l'autonomia differenziata, il controllo della Magistratura e il premierato, sono crollati come un castello di carta, il primo, di fronte alla contestazione di incostituzionalità, il secondo di fronte al NO dell'elettorato, il terzo che sarebbe stato la diretta conseguenza dell'approvazione dei primi, non credo che verrà nemmeno proposto data l'imminenza della scadenza del mandato legislativo di questo governo.

Chi scrive è stato l'unico a sostenere le ragioni del No su questo giornale, con un articolo dal titolo “Le ragioni di un progressista conservatore” e forse anche a salvare la faccia ad un Partito Socialista che ha sposato la causa perdente del Sì, senza se e senza ma, legando ad essa anche le sorti del progetto Avanti!  Ne valeva la pena? Sicuramente il Direttore di questa testata è stato lungimirante a pubblicare il mio articolo in controtendenza, ma c'è lo stesso da chiedersi, perché un intero gruppo dirigente di partito non si è reso conto del rischio che correva, perché è andato incontro incautamente alla ennesima sconfitta a livello nazionale? Perché non ha seguito Renzi, il quale si è limitato a dire..andate a votare!

E il popolo è andato a votare, per cui più che festeggiare la vittoria del No, siamo nelle condizioni di festeggiare il risveglio della democrazia, di quella vera, in cui l'elettore conta più dei partiti, in questa tornata referendaria, in cui non era nemmeno necessario il quorum ampiamente superato, in ogni caso.

Questo vuol dire che il popolo italiano c'è e si sveglia quando è necessario, che non subisce passivamente i diktat di una intera classe politica che ha rimaneggiato la democrazia a tal punto da farla diventare quasi dittatura di una maggioranza molto relativa.

Il fallimento delle istanze del Sì, è bene ribadirlo, non è solo inerente ad una riforma alquanto sgangherata molto diversa da quella che proposero a suo tempo i Socialisti, ma è dovuto soprattutto alla polarizzazione dello scontro politico, durato quasi una intera legislatura, in cui il Governo è andato avanti a colpi di maggioranza e di fiducia, negando, come purtroppo avviene spesso in Italia per un deficit di cultura democratica, il confronto parlamentare, e dimenticando che l'Italia è proprio ancora una Repubblica Parlamentare, in cui le grandi riforme, in special modo, devono essere conseguite con un confronto parlamentare, fino a raggiungere una maggioranza cospicua dei consensi parlamentari.

Invece siamo arrivati al punto di trovarci di fronte ad una maggioranza il cui motto è sempre stato..adesso zitti, che governiamo noi! E lo abbiamo visto fin dall'inizio, quando è stata negata la consuetudine di concedere una presidenza dei due rami parlamentari all'opposizione, mai negata persino quando esisteva in Italia il Partito Comunista più grosso dell'Occidente.

Siamo arrivati al manicheismo politico, al..o con noi, o contro di noi! 

Persino i Socialisti sono caduti in questa trappola velleitaria, negando addirittura l'identità di Socialista a chi si fosse schierato per il No. Una cosa davvero inaudita che nega le ragioni fondanti dell'essere un autentico Socialista, pluralista e rispettoso di ogni opinione politica, una cosa che fa a cazzotti con ogni professione di liberalismo. Una prassi da Partito Comunista Sovietico, all'interno di un gruppo che si richiama alle ragioni rosselliane di un Socialismo liberale e democratico.

Una prassi che per fortuna non è stata accolta da questo giornale che ora può dire:..anche noi, in parte , abbiamo sostenuto che i Socialisti potevano benissimo essere per il No.

Ora si tratta di consolidare questo risultato e tradurlo in programma politico, e ciò vuol dire necessariamente elaborare uno schieramento coeso che metta in primo piano le ragioni della piena occupazione, dei salari, delle pensioni, che azzeri le morti nei luoghi di lavoro, che sostenga concretamente la Sanità e la scuola, che non gravi i cittadini di altre tasse specialmente su un bene primario come la casa, che rivolga la tassazione solo ai grandi patrimoni e alle multinazionali, che sostenga apertamente come in Spagna, le ragioni della pace, in ogni contesto internazionale, facendo conseguentemente scelte concrete per attuarle

Un programma che ci restituisca anche il pluralismo nella RAI, facendo tornare chi è dovuto scappare perché non in linea con gli orientamenti governativi

I Socialisti potevano ambire a far parte di questa compagine più facilmente se si fossero schierati dalla parte di chi ha vinto, ora invece dovranno remare controcorrente e più faticosamente. Ma i Socialisti evidentemente sono molti di più di coloro che danno ancora patenti di Socialismo in Italia e poi, conseguentemente, non sono capaci di dare rappresentanza alle istanze autenticamente socialiste in sede nazionale ed europea, come fanno invece altri autorevoli socialisti nel mondo, non solo in Spagna, ma persino a New York e a Parigi.

Questa vittoria, non lo dimentichiamo, non è stata solo la vittoria dell'Italia democratica che è andata convintamente a votare, ma anche dei giovani i quali anche se fuori sede, si sono ricordati anche delle manganellate e si sono affrettati a fare gli scrutatori per avere diritto di voto in qualsiasi luogo si trovassero. E' stata la vittoria anche  del Sud che forse si è ribellato anche alle parole di Gratteri che incautamente aveva detto che per il Sì avrebbero votato in massa mafiosi e massoni deviati. Ebbene il popolo del Sud ha votato in massa per il No, con percentuali che sono arrivate persino al 70%

Il Sì ha vinto solo in quello che Bossi voleva rendere indipendente; quel Lombardo Veneto che fu liberato con ben due guerre di Indipendenza e che forse, nonostante il sacrificio di chi lo volle italiano, stenta tuttora ad esserlo più del Sud, e forse, non per niente, è quello in cui l'operazione Hydra della Procura di Milano ha messo in risalto che le principali mafie italiane, mafia, camorra e ndrangheta, stanno operando unite per lo stesso scopo.

La lezione che dobbiamo apprendere presto e bene da questo referendum è quella che una riforma di grande portata non può che scaturire da una intensa e proficua collaborazione tra tutte le forze parlamentari, perché quando si cambia una Costituzione bisogna agire come i Padri Costituenti, non nell'interesse di una parte politica, ma in quello di tutti i cittadini italiani, e senza temere che la Costituzione invecchi. La nostra ha quasi 80 anni ed è stata soggetta a più tentativi di cambiamento di quella statunitense che ne ha più di 200.

Cari Fratelli di Italia, chi inventò il vostro motto difese strenuamente una Repubblica destinata a morire come appunto l'autore del nostro inno a cui avete “rubato” l'incipit, tenendovi nel simbolo quella fiamma che ardeva e forse arde tuttora nel mausoleo mussoliniano. Quel Mameli che insieme ad altri eroi tuttora celebrati sul Gianicolo dette la sua vita, affinché la Repubblica avesse il tempo di varare una Costituzione, allora la più avanzata d'Europa, che entrò in vigore solo un giorno, ma che è resuscitata nella nostra. Pensate dunque al sacrificio di quegli eroi della democrazia italiana, prima di cambiare le cose a colpi di maggioranza, pensate a come cittadini romani di ogni tendenza politica, allora, continuarono a discutere, sotto le bombe, strenuamente per consegnare alla storia un testo che tuttora anima la nostra Repubblica e che il popolo ha dimostrato di amare.

E voi socialisti (stavolta lo scrivo minuscolo) che ancora vi dividete in gruppi e gruppuscoli, incapaci non solo di unirvi in un grande partito e portare al suo interno le grandi battaglie per il cambiamento ed il rinnovo di una identità plurisecolare, che date persino patenti di Socialismo a chi dissente, ricordatevi che il vostro prossimo gruppuscolo potrebbe chiamarsi Motorizzazione Socialista, ma senza alcun motore..e nemmeno un motorino


Carlo Felici

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