Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo

Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo
Garibaldi, pioniere dell'Ecosocialismo (clickare sull'immagine)

martedì 12 gennaio 2016

Pace: un bene scarso e sempre desiderato






Leonardo Boff*

All'’inizio di ogni anno si fanno e si ricevono auguri di pace e felicità. Se guardiamo con realismo la situazione attuale del mondo e anche dei singoli paesi, Brasile compreso, quello che manca è proprio la pace. Un bene così prezioso è sempre desiderato. E dobbiamo mettercela tutta (quasi quasi dicevo: bisogna lottare, il che sarebbe contraddittorio) per avere quel minimo di pace, che rende la vita desiderabile: pace interiore, pace in famiglia, pace nelle relazioni di lavoro, pace nei rapporti politici, pace tra i popoli. E come è necessaria! Senza contare gli agguati terroristici, esistono al mondo 40 focolai di guerra o conflitti, generalmente devastanti.
Sono molte e a volte misteriose le cause che distruggono la pace o ne impediscono la costruzione. Mi limito alla prima di queste: la profonda diseguaglianza sociale mondiale. Thomas Piketty ha scritto un libro intero sulle Disuguaglianze (Università Bocconi, 2014). Il solo fatto che circa l’'1% di questi multimiliardari controllino gran parte delle rendite dei popoli; e, in Brasile, secondo lo specialista del ramo Marcio Pochmann, sei famiglie si dividono il 46% del PNL mostra il livello della diseguaglianza. Piketty riconosce cha “la maggior parte delle rendite da lavoro sono forse diventate il problema centrale della diseguaglianza dei nostri tempi e forse addirittura di tutti i tempi (Op.cit.p.12). Reddito altissimo di pochi, infame miseria di sterminate maggioranze.

lunedì 4 gennaio 2016

IL CAPITALISMO SARA’ SCONFITTO DALLA TERRA





Leonardo Boff*

Fatto incontestabile e desolante: il capitalismo, come modo di produzione, e la sua ideologia politica, il neoliberismo, si sono stratificati globalmente e in modo così consistente da far credere irrealizzabile qualsiasi alternativa reale. Di fatto, esso ha occupato tutti gli spazi e ha allineato quasi tutti i paesi ai suoi interessi globali. Dopo che la società è diventata ‘di mercato’ e tutto è diventato occasione di guadagno, perfino le cose più sacre come gli organi umani, l’'acqua e l'impollinazione dei fiori, gli Stati, in gran parte, sono chiamati a gestire più una macroeconomia  globalmente integrata che non il bene comune dei loro popoli.
Il socialismo-democratico nella sua versione avanzata di eco-socialismo rappresenta un'’opzione teorica importante, ma con scarsa base sociale e mondiale per l’'implementazione. La tesi di Rosa Luxenburg  nel suo libro Riforma o Rivoluzione, sostiene che la teoria del collasso capitalista è la parte più solida del socialismo scientifico, ma non si è verificata. E il socialismo è crollato.


ANNO NEFASTO. MA NON ANNULLERA' LA SPERANZA





Leonardo Boff*

L’'anno appena finito merita questa qualifica latina: annus nefastus. Altri lo chiamano annus horribilis. Sono avvenute tante disgrazie che oltre a spavento ci hanno causato preoccupazioni.
La prima preoccupazione è il Giorno del Sovraccarico ossia del Sorpasso della terra (Earth Overshoot Day) avvenuto il giorno 13 di settembre. Questo significa: in quel giorno la Terra ha mostrato che il suo stock di risorse per mantenere il sistema-vita o sistema-Terra aveva oltrepassato i limiti, aveva perduto la biocapacità. La Terra è il presupposto di tutti i nostri progetti. Siccome la Terra è un Super-Ente vivo, i segnali che ci invia per dire che non ce la fa più, sono la siccità e le alluvioni, gli uragani e l’'aumento della violenza nel mondo. Tutto è connesso con tutto, come ci ripete insistentemente Papa Francesco nella sua Enciclica.
Associato a questo fatto è illusorio il consenso ottenuto il giorno 12 dicembre durante la COP 21 di Parigi: il riscaldamento dovrebbe rimanere sotto i 2°Celsius avviandosi verso 1,5°C fino alla metà del secolo. Questo implica un cambio di paradigma di civiltà non più basata su combustibili fossili, consapevoli che tutte le energie alternative sommate non arrivano al 30% del fabbisogno. Una simile conversione, le grandi compagnie petrolifere e i fornitori di gas e carbone non sono in grado di farla e nemmeno la vogliono. Idea vuota. 

giovedì 24 dicembre 2015

SE NASCE UN BAMBINO,VUOL DIRE CHE DIO CREDE ANCORA NELL'ESSERE UMANO





Leonardo Boff*

         Siamo sotto Natale, ma non c’'è atmosfera di festa. Piuttosto tira aria di venerdì santo.Tante sono le crisi, gli attentati terroristici, le guerre che, insieme, potenze bellicose e militariste (USA, Francia, Russia e Germania) scatenano contro lo stato islamico. Hanno semidistrutto la Siria, che ora affronta una spaventosa mortalità di civili e bambini come la stessa stampa ha fatto vedere. Atmosfera contaminata da rancori e spirito di vendetta nella politica brasiliana, per non dire dei livelli astronomici di corruzione: tutto questo spegne le luci di Natale, fa appassire gli alberi di Natale che dovrebbero creare   un'’atmosfera di allegria e di innocenza infantile che ancora persiste in qualsiasi persona umana.
         Chi ha potuto assistere al film Bambini Invisibili, in sette scene differenti, diretto da famosi registi come Spike Lee, Katia Lund, John Woo tra gli altri, ha potuto rendersi conto della vita distrutta di bambini di varie parti del mondo, condannati a vivere di rifiuti e nei rifiuti; e anche così ci sono scene commoventi di cameratismo, di piccole gioie negli occhi tristi e di solidarietà tra di loro.
         E pensare che sono milioni oggi nel mondo e che lo stesso Bambino Gesù, secondo i testi biblici, è nato in una grotta e messo in una greppia, luoghi riservati ad animali, perché Maria,  prossima a partorire, non aveva trovato posto in nessuna locanda di Betlemme. Lui si è mescolato al destino di tutti questi bambini maltrattati dalla nostra insensibilità.

sabato 28 novembre 2015

Intervento all'Assemblea Costituente del Risorgimento Socialista del 28/11/2015



Intervento all'Assemblea Costituente del Risorgimento Socialista del 28/11/2015


Carissime compagne e compagni,
non ho molto da dire oggi, oggi piuttosto ho molto da festeggiare, perché finalmente vedo compiuta un'opera per cui ho lottato insieme a molti di voi da vari anni, almeno sette.
Quel che avevo da dire, in gran parte l'ho già detto nelle precedenti riunioni di marzo e di ottobre, in merito a quel che dobbiamo lasciare alle nostre spalle: il mondo degli zombies di un socialismo che, non solo non esiste più e che è stato crocifisso nei vari job act, deforme costituzionali (come le chiama il compagno Besostri), deforme elettorali, sfasciamento definitivo della scuola e in tutto ciò che ha reso l'unico partito socialista che, fino ad ora è esistito in Italia, un misero valvassino del partito che è riuscito dove Berlusconi ha sempre fallito, ma che ora, squilla pure le trombe di guerra e rulla i suoi tamburi, per mezzo del suo organo l'Avanti, ridotto al ruolo di tamburino delle nuove guerre a venire. Roba che Matteotti si rigirerà sicuramente nella tomba come una trottola.
Ma ho anche già detto quello a cui dobbiamo andare incontro: il recupero e l'innovazione dei nostri valori di sempre, legati al mondo del lavoro, della scuola, della tutela dell'ambiente, della pace, dei servizi e dei beni pubblici e comuni, e pure, vorrei sottolienare, perché questo nostro nome è emblematico, al rilancio di una Patria che in Europa stia in piedi e non in ginocchio a prendere ordini economici dalla Germania e militari dagli Stati Uniti.
Ci sono infatti questioni patriottiche che i Socialisti devono seriamente considerare e che, altrimenti, restaranno retaggio di una destra beceramente xenofoba, guerrafondaia e timocratica.

domenica 22 novembre 2015

ISIS: ULTIMO PRODOTTO DEL CAPITALISMO GLOBALIZZATO





Da che mondo è mondo, i mostri servono per alimentare le paure e per usare queste ultime al fine di esercitare e potenziare il controllo ed il potere su qualcuno.
Si comincia con i bimbi per contenere e controllare la loro imprevedibilità, raccontando loro favole che li spaventano, per poi rassicurarli, se si lasceranno docilmente guidare dagli adulti. Si prosegue con la scuola che minaccia bocciature ed emarginazione, e si conclude con la minaccia più grande: quella che se non sei merce da vendere nel mercato, non solo non vali, ma non sei proprio nulla.
Questa è la logica del capitalismo e della società borghese, in cui il riconoscimento sociale è indissolubilmente legato alla indiscutibilità della legge del valore, al rapporto cioè tra la domanda e l'offerta, in un mercato globale in cui esseri umani e natura sono ridotti a merce per fini di profitto.
Una logica, di fatto, tra le più autoritarie ed assolutiste, poiché tende a mettere ai margini fino all'annichilimento,  tutto ciò che l'ostacola e chiunque non si adegui ad essa.
Sappiamo bene che il terrorismo internazionale, e specialmente quello definito “di natura islamica”, è risultato inversamente proporzionale alla fine del comunismo e alla riduzione dell'ideologia socialista e comunista nel mondo. Per cui, tanto più quella è arretrata, tanto più il fondamentalismo è avanzato. Per due fondamentali motivi: sia perché la contrapposizione est-ovest, in termini ideologici, in realtà separava uno stesso condominio, di cui il muro di Berlino era barriera interna allo stesso mondo condominiale, in cui capitalismo di stato e di corporazione si contrapponevano solo in maniera apparente, sia perché il vuoto lasciato dalla ideologia socialista, pur tuttavia considerata come strumento di rivalsa e di emancipazione dei popoli poveri contro quelli ricchi e le loro oligarchie fiduciarie, è stato coperto soprattutto dal progredire della religione islamica e dai suoi fondamentalismi.

UN SIMBOLO, UNA STORIA, UNA MISSIONE.





C'era una volta un simbolo che ha accompagnato la storia del Novecento e, in Italia ha sempre contraddistinto le lotte dei lavoratori, le loro conquiste in campo sociale e civile, la difesa della democrazia, sin dalla nascita: con la Resistenza e la Costituzione.
Quel simbolo fu adottato, per la prima volta, dal Partito Socialista che, anche grazie ad esso, nel 1919, raggiunse il massimo dei consensi mai raggiunti in Italia.
Purtroppo ciò non bastò ad arginare la reazione clerical-fascista, anzi, la scatenò fino al punto che alla fine venne vietato, come quello di ogni altro simbolo di partito, e come la democrazia stessa che, in Italia, venne sepolta da venti anni di dittatura e da tre guerre rovinose, l'ultima delle quali ridusse il nostro Paese in macerie, portandoci ad avere una sovranità limitatissima.
Ciò che ci impedì di metterci seduti e di farci dettare la Costituzione da chi, pur liberandola, invase l'Italia, fu la lotta di liberazione: la Resistenza fatta, nella maggior parte dei casi, anche in nome di quel simbolo, da brigate partigiane che pagarono il tributo più alto, in termini di sangue e di morti, per la rinconquista della libertà.
Quel simbolo, per più di 40 anni, è stato quello della sinistra e dell'opposizione alla continuità di un regime clericale, in cui è perdurata la collusione tra mafie, clientele e corruzione.
In nome di quel simbolo, della tradizione e dei valori che esso rappresentava, sono stati varati lo Statuto dei Lavoratori, la scuola media unica, la nazionalizzazione dei servizi essenziali, il divorzio, è stato combattuto il terrorismo, è stata combattuta fino al martirio la mafia, si è difeso il potere d'acquisto dei lavoratori, si sono svolte lotte decisive, in campo nazionale ed internazionale, contro la riduzione della libertà e contro l'umiliazione della giustizia sociale.