Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo

Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo
Garibaldi, pioniere dell'Ecosocialismo (clickare sull'immagine)

martedì 24 marzo 2026

FRATELLI D'ITALIA? l'ITALIA S'E' DESTA!





 La risposta referendaria al partito di maggioranza relativa che è attualmente al governo: Fratelli d'Italia, è inequivocabilmente:..l'Italia s'è desta.

Non si è messa l'elmo di Scipio, ma è andata a votare come mai era successo negli ultimi tempi, e per un referendum alquanto “tecnico” che però gli italiani hanno capito essere l'architrave del profondo cambiamento voluto da queste destre le cui origini affondano tra coloro che non crearono questa Costituzione e che persino sputarono sul Tricolore, o tra coloro che crearono un partito dal nulla per tutelare precisi interessi

Evidentemente i tre assi portanti con cui queste destre volevano orientare l'Italia in maniera alquanto diversa dal passato, e cioè l'autonomia differenziata, il controllo della Magistratura e il premierato, sono crollati come un castello di carta, il primo, di fronte alla contestazione di incostituzionalità, il secondo di fronte al NO dell'elettorato, il terzo che sarebbe stato la diretta conseguenza dell'approvazione dei primi, non credo che verrà nemmeno proposto data l'imminenza della scadenza del mandato legislativo di questo governo.

Chi scrive è stato l'unico a sostenere le ragioni del No su un giornale socialista, con un articolo dal titolo “Le ragioni di un progressista conservatore” e forse anche a salvare la faccia ad un Partito Socialista che ha sposato la causa perdente del Sì, senza se e senza ma, legando ad essa anche le sorti del progetto Avanti!  Ne valeva la pena? C'è seriamente da chiedersi, perché un intero gruppo dirigente di partito non si è reso conto del rischio che correva, perché è andato incontro incautamente alla ennesima sconfitta a livello nazionale? Perché non ha seguito Renzi, il quale si è limitato a dire..andate a votare!

E il popolo è andato a votare, per cui più che festeggiare la vittoria del No, siamo nelle condizioni di festeggiare il risveglio della democrazia, di quella vera, in cui l'elettore conta più dei partiti, in questa tornata referendaria, in cui non era nemmeno necessario il quorum ampiamente superato, in ogni caso.

Questo vuol dire che il popolo italiano c'è e si sveglia quando è necessario, che non subisce passivamente i diktat di una intera classe politica che ha rimaneggiato la democrazia a tal punto da farla diventare quasi dittatura di una maggioranza molto relativa.

Il fallimento delle istanze del Sì, è bene ribadirlo, non è solo inerente ad una riforma alquanto sgangherata molto diversa da quella che proposero a suo tempo i Socialisti, ma è dovuto soprattutto alla polarizzazione dello scontro politico, durato quasi una intera legislatura, in cui il Governo è andato avanti a colpi di maggioranza e di fiducia, negando, come purtroppo avviene spesso in Italia per un deficit di cultura democratica, il confronto parlamentare, e dimenticando che l'Italia è proprio ancora una Repubblica Parlamentare, in cui le grandi riforme, in special modo, devono essere conseguite con un confronto parlamentare, fino a raggiungere una maggioranza cospicua dei consensi parlamentari.

Invece siamo arrivati al punto di trovarci di fronte ad una maggioranza il cui motto è sempre stato...adesso zitti, che governiamo noi! E lo abbiamo visto fin dall'inizio, quando è stata negata la consuetudine di concedere una presidenza dei due rami parlamentari all'opposizione, mai negata persino quando esisteva in Italia il Partito Comunista più grosso dell'Occidente.

Siamo arrivati al manicheismo politico, al...o con noi, o contro di noi! 

Persino i Socialisti sono caduti in questa trappola velleitaria, negando addirittura l'identità di Socialista a chi si fosse schierato per il No. Una cosa davvero inaudita che nega le ragioni fondanti dell'essere un autentico Socialista, pluralista e rispettoso di ogni opinione politica, una cosa che fa a cazzotti con ogni professione di liberalismo. Una prassi da Partito Comunista Sovietico, all'interno di un gruppo che si richiama alle ragioni rosselliane di un Socialismo liberale e democratico.

Ora si tratta di consolidare questo risultato e tradurlo in programma politico, e ciò vuol dire necessariamente elaborare uno schieramento coeso che metta in primo piano le ragioni della piena occupazione, dei salari, delle pensioni, che azzeri le morti nei luoghi di lavoro, che sostenga concretamente la Sanità e la scuola, che non gravi i cittadini di altre tasse specialmente su un bene primario come la casa, che rivolga la tassazione solo ai grandi patrimoni e alle multinazionali, che sostenga apertamente come in Spagna, le ragioni della pace, in ogni contesto internazionale, facendo conseguentemente scelte concrete per attuarle

Un programma che ci restituisca anche il pluralismo nella RAI, facendo tornare chi è dovuto scappare perché non in linea con gli orientamenti governativi

I Socialisti potevano ambire a far parte di questa compagine più facilmente se si fossero schierati dalla parte di chi ha vinto, ora invece dovranno remare controcorrente e più faticosamente. Ma i Socialisti evidentemente sono molti di più di coloro che danno ancora patenti di Socialismo in Italia e poi, conseguentemente, non sono capaci di dare rappresentanza alle istanze autenticamente socialiste in sede nazionale ed europea, come fanno invece altri autorevoli socialisti nel mondo, non solo in Spagna, ma persino a New York e a Parigi.

Questa vittoria, non lo dimentichiamo, non è stata solo la vittoria dell'Italia democratica che è andata convintamente a votare, ma anche dei giovani i quali anche se fuori sede, si sono ricordati anche delle manganellate e si sono affrettati a fare gli scrutatori per avere diritto di voto in qualsiasi luogo si trovassero. E' stata la vittoria anche  del Sud che forse si è ribellato anche alle parole di Gratteri che incautamente aveva detto che per il Sì avrebbero votato in massa mafiosi e massoni deviati. Ebbene il popolo del Sud ha votato in massa per il No, con percentuali che sono arrivate persino al 70%

Il Sì ha vinto solo in quello che Bossi voleva rendere indipendente; quel Lombardo Veneto che fu liberato con ben due guerre di Indipendenza e che forse, nonostante il sacrificio di chi lo volle italiano, stenta tuttora ad esserlo più del Sud, e forse, non per niente, è quello in cui l'operazione Hydra della Procura di Milano ha messo in risalto che le principali mafie italiane, mafia, camorra e ndrangheta, stanno operando unite per lo stesso scopo.

La lezione che dobbiamo apprendere presto e bene da questo referendum è quella che una riforma di grande portata non può che scaturire da una intensa e proficua collaborazione tra tutte le forze parlamentari, perché quando si cambia una Costituzione bisogna agire come i Padri Costituenti, non nell'interesse di una parte politica, ma in quello di tutti i cittadini italiani, e senza temere che la Costituzione invecchi. La nostra ha quasi 80 anni ed è stata soggetta a più tentativi di cambiamento di quella statunitense che ne ha più di 200.

Cari Fratelli di Italia, chi inventò il vostro motto difese strenuamente una Repubblica destinata a morire come appunto l'autore del nostro inno a cui avete “rubato” l'incipit, tenendovi nel simbolo quella fiamma che ardeva e forse arde tuttora nel mausoleo mussoliniano. Quel Mameli che insieme ad altri eroi tuttora celebrati sul Gianicolo dette la sua vita, affinché la Repubblica avesse il tempo di varare una Costituzione, allora la più avanzata d'Europa, che entrò in vigore solo un giorno, ma che è resuscitata nella nostra. Pensate dunque al sacrificio di quegli eroi della democrazia italiana, prima di cambiare le cose a colpi di maggioranza, pensate a come cittadini romani di ogni tendenza politica, allora, continuarono a discutere, sotto le bombe, strenuamente per consegnare alla storia un testo che tuttora anima la nostra Repubblica e che il popolo ha dimostrato di amare.

E voi socialisti (stavolta lo scrivo minuscolo) che ancora vi dividete in gruppi e gruppuscoli, incapaci non solo di unirvi in un grande partito e portare al suo interno le grandi battaglie per il cambiamento ed il rinnovo di una identità plurisecolare, che negate persino patenti di Socialismo a chi dissente, ricordatevi che il vostro prossimo gruppuscolo potrebbe chiamarsi Motorizzazione Socialista, ma senza alcun motore...e nemmeno un motorino


Carlo Felici

mercoledì 11 marzo 2026

SCARPETTA





Non è facile mettere in scena i libri di Patricia Cornwell, perché essi sviluppano una trama su vari livelli, e il giallo accompagna strettamente l'introspezione psicologica e l'interazione tra i personaggi, spesso su più piani temporali. 

Si pensava di farne un film da tempo, già dagli anni 90, con Demi Moore come protagonista, l'autrice ha parlato anche di aver tentato di coinvolgere Angelina Jolie intorno al 2000 e negli anni anche Helen Mirren e Jodie Foster

Non se ne fece nulla proprio perché ridurre alle dimensioni di un film una trama così complessa che comporta una notevole quantità di scene destinate a sezionare non solo cadaveri ma anche la psiche dei protagonisti, è sempre stata una impresa piuttosto complicata e rischiosa.

Ma l'arrivo delle serie sulle piattaforme ha cambiato tutto, e stavolta il rischio è diventato l'opposto, cioè l'indulgere troppo nelle dinamiche introspettive e nelle storie intrecciate tra i personaggi nel passato e nel presente, sconfinando nell'assurdo, specialmente quando c'è di mezzo l'Intelligenza Artificiale che resuscita i morti.

Questa serie si fa perdonare certe sbavature, perché ha una fotografia dark eccezionale e due protagoniste che nella loro interazione portano la dinamica tra le sorelle che interpretano a livelli pirotecnici.

Jaime Lee Curtis e Nicole Kidman, sono la vera anima che tiene sempre viva la serie, nella fiction, due sorelle che si amano ma non riescono a comprendersi sebbene il loro substrato sia analogo, una dionisiaca, piena di estro e verve che vive la vita come la sente senza farsi mancare nulla, fino ad indossare persino degli orecchini psichedelici a luci intermittenti, l'altra apollinea, di una precisione maniacale, perfezionista all'ennesima potenza anche se con il perenne rimpianto di non essersi pienamente realizzata, ma comunque sempre estremamente determinata nella sua resilienza. In effetti c'è molto del carattere delle attrici nei personaggi che interpretano

La vicenda si sviluppa su due piani temporali diversi, passato e presente che si intrecciano e l'uno fa da contrappunto all'altro, in una rincorsa della verità che è la stessa motivazione esistenziale della dottoressa Scarpetta. Sembra infatti quasi che la giovane Scarpetta e quella presente, si cerchino continuamente, ma la trama ha davvero un ritmo sincopato, si svolge per rivelazioni, dato che i momenti cruciali arrivano senza essere preparati, all'improvviso, e la tensione emotiva spesso è smorzata da dinamiche surreali come il dialogare con una moglie dello stesso sesso mediante l'Intelligenza artificiale. Certe volte quindi il rischio che l'autopsia psicologica dei personaggi, sconfini nello spezzatino dell'assurdo è abbastanza elevato anche se può essere pure divertente.

Notevolmente stemperata è la lotta originaria della dottoressa contro un mondo di uomini che tende a monopolizzare quel mestiere che prevale nei romanzi della Cornwell, per lasciare il posto alla divertente contrappunto tra la dottoressa e suo cognato interpretato da un bonario ma caustico Bbby Cannavale, che la affianca, nominato seduta stante sul sedile di un auto, con tanto di giuramento incluso, una scena decisamente divertente che evoca un po' la nomina di certi vice sceriffi nel far west. Non facile ma piuttosto riuscito il confronto tra giovani attori che interpretano il passato, e quelli che sono immersi nel presente, in particolare Simon Baker è perfetto, sia nel ruolo del marito che in quello del profiler FBI. 

Di Nicole Kidman si può decisamente dire quel che viene sussurrato alla dottoressa Scarpetta da colei che la segue dall'alto della sua carica, mentre lei è sotto la doccia: "Marvelouse how you've kept your figure all these years"..non ve la traduco perché non sarebbe la stessa cosa

Così Nicole, va sempre goduta nella sua “everlasting” bellezza ed autenticità, anche se in questo caso trapela un po' di malinconia.

Giovenale, a cui fece eco anche Rousseau, diceva “Vitam impedere vero” Bisogna dedicare la vita alla scoperta della verità anche se ciò mette a rischio la vita stessa, ebbene questa massima rincorre un po' tutti i personaggi della serie, e il far risaltare il fatto che anche una Intelligenza Artificiale possa contribuire a tale scopo, non è poi così tanto disdicevole, ma solo fino a non farci piombare in un lacerante e incontrovertibile “punto morto”, nemmeno più sezionabile.

Scarpetta è dunque un bel piatto prelibato, in cui non va tralasciato nulla, da gustare in ogni particolare, facendo appunto, alla fine,...la “scarpetta” (using bread to mop the sauce), con una deliziosa nota italiana per una dottoressa di origini italiane, molto amate dalla Cornwell, e particolarmente amante della cucina

La serie è disponibile su Prime

Carlo Felici




giovedì 5 marzo 2026

UN HOMBRE VERTICAL





La guerra di Netanyhau e Trump contro l'Iran è iniziata con grande clamore, diciamo dei due “amiconi” piuttosto che delle loro nazioni perché la loro iniziativa si è rivelata del tutto “unilaterale”, non ha infatti comportato nessuna consultazione dei parlamenti statunitense ed israeliano, e tanto meno una valutazione di come potesse essere popolare questa guerra in Israele e negli States. 

Siamo di fronte a due “Capitan Matamoros” che non sentono ragioni per agire come vogliono, e dove vogliono, senza che alcun organismo internazionale possa porre loro un freno.

Nemmeno il fantasma dell'ONU aleggia più sulle loro teste, anche perché Trump ha deciso di farsi un ONU a sua immagine e somiglianza, agitando il bastone dei dazi per chi non lo segue. Strana epoca quella dei volenterosi trascinati dalla volontà altrui.

Fatto sta che, per ora nemmeno il Senato USA ha potuto mettere un freno alle velleità belliciste di un presidente che aveva esordito, dopo la sua elezione, dicendo di fermare le guerre e non di iniziarle.

Ovviamente il sospetto molto fondato che sia il suo “alleato” Netanyhau a condurre il gioco è davvero forte.

Era infatti vicino un accordo sul nucleare con l'Iran, quando è stato scatenato l'attacco che ha portato in primo luogo alla uccisione della maggiore autorità religiosa iraniana.

Tutta questa fretta di seguire pedissequamente la volontà di quello che ormai appare un autocrate a capo di Israele, e che, ricordiamolo bene, la Corte Internazionale Penale ha dichiarato criminale di guerra per lo sterminio della popolazione palestinese a Gaza, da dove deriva?

Tutti i personaggi al potere che hanno avuto guai interni tali da minacciare la loro stessa presenza al governo, hanno messo in atto diversivi per allontanare le accuse ed impedire che fossero scalzati dal loro potere. Trump non fa eccezione, lo conferma un illustre analista come Paul De Grauwe, economista della London School of Economics.

Egli fa notare che questo ennesimo attacco preceduto da un discorso alla Nazione tanto lungo quanto fumoso ed inconsistente, oltre che vanaglorioso, nasconde con tutto il risalto mediatico che sta avendo, una strategia precisa di “distrazione di massa”

Negli USA in un anno sono stati persi 80.000 posti di lavoro, cosa mai accaduta prima dai tempi della “grande depressione”, l'azione contro gli immigrati da parte dell'ICE è stato un disastro che ha comportato anche l'omicidio di cittadini innocenti, la Corte Suprema ha bocciato la iniziativa di Trump sui dazi, i file di Epstein che nascondono la peggiore immondizia morale di una intera classe di plutocrati in cerca di facili piaceri predatori contro persino fanciulli e fanciulle inermi, rischia di dilagare investendo non solo il presidente in carica, ma pure chi lo ha preceduto. Ce n'è abbastanza per cercare di rovesciare il tavolo e catalizzare l'attenzione della opinione pubblica su altre vicende piuttosto lontane dai guai casalinghi, sottovalutando però l'attenzione e le capacità cognitive del cittadino medio non solo americano, ma di tutto il mondo.

L'evidenza che la strategia di distrazione del cittadino medio non sta funzionando, l'abbiamo un un hashtag su X,  e precisamente #epsteindistraction che è on line da ben prima dell'attacco scatenato contro l'Iran, ormai denominato ironicamente “Operation Epstein Fury” in contrapposizione alla denominazione ufficiale “ “Operation Epic Fury” che almeno ci ha risparmiato la denominazione “Operation Etic Fury”, che sarebbe stata davvero demenziale

Ormai moltissimi sono convinti negli Stati Uniti che il presidente stia cercando disperatamente di incrementare i consensi, scongiurando i rischi di una divulgazione dei Files Epstein che lo coinvolgerebbero direttamente.

In particolare, tutto ciò è stato rivelato da una emittente la NPR, ovvero National Public Radio, indipendente a cui immediatamente Trump ha tagliato i finanziamenti, perché accusata di “diffondere propaganda di sinistra”, come se la sinistra negli USA ormai fosse vietata per decreto presidenziale. Secondo tale fonte, in particolare l'inchiesta riguarderebbe i primi anni 80 in cui Trump avrebbe avuto, a dir poco, una condotta scandalosa, e circa 50 pagine di documenti e verbali che sarebbero spariti per iniziativa del governo, ma che con ogni probabilità sono nella disponibilità di quello israeliano.

Tali documenti sono relativi alla testimonianza di una donna rivoltasi all'FBI, dopo l'arresto di Epstein, all'epoca minorenne, che avrebbe subito abusi sessuali da parte di Trump, descrivendoli minuziosamente..i documenti riguarderebbero anche altre donne e un finanziere pedofilo oggi in galera per traffico sessuale, con fatti svoltisi a Mar-a-Lago, il club esclusivo di Trump da cui sarebbe partita anche la recente offensiva bellica, davvero un “bel posticino”.

 L'inchiesta riguarda in gran parte ragazzine che allora avevano circa 13 anni, e che erano coinvolte in abusi svoltisi anche a Manhattan, le stesse, una volta cresciute, si sono presentate al discorso sullo Stato dell'Unione con una spilla recante la scritta “release the files”.  I Democratici hanno cercato di incalzare l'FBI su come l'intera vicenda sia stata gestita, ma si sono sentiti rispondere che nulla è sparito e che alcuni documenti sono stati solo ritirati temporaneamente, solo per non menzionare i nomi delle vittime.

Ora tutto questo di cui l'opinione pubblica americana è perfettamente a conoscenza, assieme a tutto l'apparato mediatico e giornalistico statunitense, ci fa domandare come mai negli USA non sia scoppiato ancora un caso analogo a quello “Watergate” che costrinse Nixon alle dimissioni.

Si attendono le elezioni di mezzo termine? Si attende forse un calo vertiginoso di consensi intorno al presidente in carica? La libertà di inchiesta negli USA non è più quella di una volta?

Fatto sta che nel frattempo è scoppiata la guerra e, come accade sovente in questi casi, il richiamo del “tutti allineati e coperti” risuona dalla superpotenza americana che attua la sua “prova muscolare”, per tutti, volenti o nolenti

Nel frattempo però, dopo la vittoria del sindaco socialista musulmano di New York, anche alcune roccaforti repubblicane stanno cadendo, in particolare il Texas una delle più datate e agguerrite, segno evidente che il Partito Repubblicano negli States deve farsi più di un esame di coscienza.

E nel resto del mondo? Ovviamente Cina e Russia hanno condannato l'attacco che sta coinvolgendo anche gli altri stati del golfo alleati degli USA, bersaglio dei droni e dei missili iraniani, e stanno per ora a guardare, in particolare Putin, che sogghigna pensando..adesso chi potrà accusarmi di avere violato unilateralmente la sovranità di uno Stato con le armi? Non certo quegli USA che hanno prelevato armi in pugno il presidente Venezuelano e hanno attaccato senza essere stati direttamente minacciati, uno Stato sovrano come l'Iran.

C'è stato forse qualcuno che ha protestato in Europa contro questa ennesima violazione del diritto internazionale, e questo attacco unilaterale che ha sepolto non solo una intera scuola di ragazzine massacrandole, ma anche la residua credibilità dell'ONU?

L'Europa non è più quella del 1986 e tanto meno l'Italia che allora non solo negò, per tramite del suo leader socialista le sue basi militari agli USA per un attacco contro la Libia, in ritorsione ad un attentato attribuito ai libici, ma preavvertì persino Gheddafi, evitandogli una morte sicura sotto i bombardamenti. L'Italia non ha più capi del Governo con la schiena dritta da tempo, e nemmeno quelli con una schiena un po' gobba ma sicuramente più solida di tante comparse ministeriali attuali che sono tenute all'oscuro di tutto e sono costrette a scappare da un posto ritenuto vacanziero, ma trasformatosi repentinamente in teatro di guerra.

Però in Europa un “Hombre Vertical” ci sta ancora, ed è il capo di Governo spagnolo Sanchez, che ha detto chiaro e tondo a Trump che le basi militari spagnole non sono disponibili per la sua guerra.

Citiamo una parte del suo discorso perché ci ricorda molto tempi a noi assai cari in cui il Presidente Pertini dichiarava che si dovessero chiudere gli arsenali ed aprire i granai

Ecco le illustri parole di Sanchez: “La posizione del governo spagnolo su questa situazione è chiara e coerente. È la stessa posizione che abbiamo mantenuto in Ucraina e anche a Gaza. In primo luogo, respingiamo la violazione del diritto internazionale che ci protegge tutti, soprattutto i più vulnerabili, la popolazione civile. In secondo luogo, non dobbiamo dare per scontato che il mondo possa risolvere i suoi problemi solo attraverso conflitti e bombe. E infine, non dobbiamo ripetere gli errori del passato. In breve, la posizione del governo spagnolo può essere riassunta in quattro parole: no alla guerra. […]  Ciò che sappiamo è che da questo non emergerà un ordine internazionale più equo, né produrrà salari più alti, servizi pubblici migliori o un ambiente più sano. In realtà, ciò che possiamo intravedere per il momento è una maggiore incertezza economica e l’aumento dei prezzi del petrolio e del gas. Per questo motivo la Spagna è contraria a questo disastro, perché comprendiamo che i governi sono qui per migliorare la vita delle persone, per fornire soluzioni ai problemi, non per peggiorarla. Ed è assolutamente inaccettabile che quei leader incapaci di assolvere a questo compito sfruttino la guerra per nascondere il loro fallimento, riempiendo le tasche di pochi – i soliti quelli. Gli unici che vincono quando il mondo smetterà di costruire ospedali per costruire missili.”

 Ovviamente tale posizione ha immediatamente scatenato l'ira di Trump che minaccia ritorsioni commerciali contro la Spagna che però, essendo membro dell'Unione Europa, si ritorcerebbero su tutta l'Unione.

Sanchez si eleva non solo moralmente e politicamente nel contesto europeo, per il suo coraggio e la sua onestà intellettuale, che non ha tra l'altro esitato anche a condannare duramente i crimini del regime iraniano il quale, ricordiamolo bene, ha massacrato decine di migliaia di oppositori, ma per di più il leader spagnolo costituisce un fulgido esempio di cosa possa voler dire un Socialismo Democratico Europeo rivolto al progresso, alla pace e al rispetto del diritto internazionale. C'è da dire che a fargli compagnia, con altrettanta chiarezza ci sta solo il Vaticano, con Parolin e il Papa che ha preferito, nonostante sia nato negli USA, andare a Lampedusa, meta della disperazione di migranti in fuga da tutte le guerre, piuttosto che a celebrare i 250 anni della nascita degli Stati Uniti

In queste tristissime circostanze è da auspicare che tutti i Socialisti in Europa e nel mondo manifestino solidarietà e vicinanza ai valori umanitari che oggi ci ricordano Sanchez e il Papa.

Per noi non sono affatto nuovi, almeno per i Socialisti Italiani che vissero la meravigliosa stagione di Pertini Presidente della Repubblica e Craxi Presidente del Consiglio, un gigante con la schiena dritta a Sigonella, un “Hombre Vertical” come Sanchez oggi.

Ma per gli altri italiani cosa resta? Solo il cerchiobottismo orizzontale di gente al governo che, per questo, non viene presa più in seria considerazione da nessuno.


Carlo Felici

lunedì 2 marzo 2026

IL BASTONE SENZA CAROTA

 






Non ci è voluto molto per smascherare la prosopopea del presidente americano, siamo circa a metà mandato e tutte le sue promesse elettorali sono state seccamente smentite sia sul piano interno che estero. L'economia USA non è affatto decollata ma ristagna, il dollaro è debole, i dazi hanno colpito l'economia interna più che svolgere una azione protezionistica, direi del tutto anacronistica in un mondo globalizzato nei trasporti e nelle comunicazioni, la credibilità degli USA nei confronti degli alleati è scesa notevolmente, così come è salito vertiginosamente il livello di arroganza con cui l'amministrazione USA si confronta con l'Europa, uno per tutti, il caso Groenlandia.

Un presidente che ha esordito dicendo: “Io non inizio le guerre, ma le faccio finire”, non ha finito un bel nulla, infatti il conflitto in Ucraina tuttora perdura e la questione di Gaza, dopo avere trasformato in deserto un territorio, prima prospero e molto popoloso, con la velleità di decidere il destino del suo popolo, senza minimamente ascoltarlo, si è solo incancrenita, creando di fatto una sorta di lager isolato, dove si muore di stenti, malattie e fame.

Non solo, ma il conflitto che, in Medio Oriente, andava circoscritto con opportune azioni diplomatiche, si è ora paurosamente allargato, con una guerra in corso tra Israele e USA e l'Iran

In questo contesto appare grottesco e pietoso l'appello del presidente americano al popolo iraniano affinché si sollevi, dato quello che è accaduto dopo il primo attacco nell'estate scorsa, quando la gente è scesa a manifestare ed uscendo allo scoperto, è stata oggetto di una brutale repressione. Ed è del tutto evidente che si guarderà dal farlo di nuovo in questa occasione in cui rischia pure di essere bombardata dal cosiddetto “fuoco amico”. Ecco dove erano i nostri pacifisti e sindacalisti “pacifinti” quando in due giorni sono state colpite in Iran ben 40.00 persone che avevano sperato in un rovesciamento del regime? Dove era il nostro governo? Dove la comunità internazionale? Ancora a pensare che la Repubblica Islamica sia l'ultimo baluardo per difendere la causa palestinese? Finanziando Hamas che ha dato ad Israele il pretesto per un vero e proprio genocidio?

Questo attacco è stato fatto in spregio a ogni norma di diritto internazionale che, negli ultimi tempi è stato calpestato numerose volte, senza alcun ritegno. Il presidente americano pare sia in preda ad un delirio di onnipotenza, se ne infischia del Congresso il quale unicamente può avallare un atto di guerra, rimuove capi di Stato e aggredisce Paesi sovrani semplicemente in ottemperanza alla sua singolarissima “morale personale” e di fatto non risponde del suo operato a nessuno.

Ciò nonostante è un “bene” che sia stato eletto. Sì, ben venga Trump, per mostrare agli USA e a tutto il mondo come è sceso in basso quel Paese fondato 250 anni fa sulla democrazia e la divisione dei poteri. Ben venga per capire che quando un falso progressismo pratica la stessa macelleria sociale e lo stesso imperialismo dei conservatori più integralisti, la gente preferisce l'originale alle brutte copie. Così ci sta solo da sperare che da questa lezione davvero esca qualcosa di nuovo. Negli USA ci stanno ancora Talarico, Bernie Sanders, e il sindaco di New York a fare la differenza, purtroppo non ancora a fare una nuova nazione... ma viene anche da chiedersi e da noi?

Noi siamo semplicemente l'ultima ruota del carro senza nemmeno un sussulto di patriottismo, nessuno ci ha consultato né preavvertito di questo atto di guerra che mette a rischio anche i nostri soldati impegnati in Medio Oriente, nessuno ha minimamente avvertito il nostro ministro della Difesa che anche Dubai poteva essere bombardata, nessuno ha predisposto finora un piano efficace di prevenzione e difesa che solo adesso si sta mettendo in piedi in fretta e furia

Il nostro governo non fa che adeguarsi e servire cercando di salvare il salvabile senza un minimo di dignità e spremendo i contribuenti per finanziare un piano di riarmo che non si sa bene dove andrà a parare e che sicuramente avrà esisti non decisi da noi.

Contemporaneamente si cerca di far passare un referendum per mettere il bavaglio alla Magistratura e una ennesima legge elettorale maggioritaria che ricorda tanto la legge Acerbo che spianò la strada a Mussolini, tanto che alcuni già la chiamano Benitellum, perché potrebbe trasformare una vittoria elettorale di misura in un dominio assoluto, con un abnorme premio di maggioranza. La presenta la stessa Meloni che urlava contro Renzi e l'Italicum, denunciando un vero e proprio scippo della democrazia che adesso lei stessa si appresta a liquidare.

E' del tutto evidente che mettere le mani in fretta e furia su una legge elettorale del genere significa temere che il risultato del referendum sia sfavorevole al governo e di conseguenza, restituendo la parola agli elettori, garantirsi un successo che possa allargare i margini di manovra per il futuro, soprattutto in vista della elezione del Capo dello Stato.

Il vero obiettivo di chi è al governo ora è infatti la Repubblica Presidenziale con una forte esautorazione del Parlamento e della Magistratura

Possiamo dire più o meno, quello che di fatto sta accadendo negli USA. Con l'aggravante degli scudi penali, per le forze di polizia che sono destinate a reprimere il dissenso, dove porti tutto questo mi pare evidente senza doverlo spiegare nei dettagli.

Il fatto è che ogni governo autoritario per restare in piedi, ha bisogno di guerre permanenti, anche al suo stesso popolo, come sta facendo Trump con l'ICE che perseguita persino cittadini americani di diversa etnia ed origine ormai, con milizie di fatto addestrate a reprimere il dissenso.

Ci viene dunque da chiederci se un giorno verranno storicamente anche “sdoganati” fascismo e nazismo, perché in fondo erano governi autorevoli, stabili che facevano interessi popolari..

Le guerre, come gli autoritarismi, di fatto, oggi non sono contrastati più da nessuno, la gente si sfoga sui social, senza rendersi conto che i social non sono altro che uno strumento di controllo e di auto schedatura, con cui diventa facilissimo in condizioni di “emergenza brutale” andare a colpire immediatamente i dissidenti.

Ovviamente ci sta pure chi ci mette la faccia perché non ha paura di niente e questo è un bene perché se un intero popolo “ci mette la faccia” diventa un po' difficile zittirlo, ma alla prova dei fatti cosa avviene? Avviene quello che è accaduto in Iran in cui Israele e USA, dove le sorti di Trump sono sempre più dipendenti dai suoi finanziatori amici di Netanyhau, non dimentichiamo dichiarato criminale di guerra dalla Corte Penale Internazionale, hanno trasformato un loro nemico in un martire e in un eroe, tradendo e rovesciando il tavolo delle trattative in corso, proprio quando queste sembravano essere a buon punto.

Il risultato non sarà la caduta del regime ma una sua reazione interna ed esterna sempre più brutale, sia verso il dissenso, sia verso tutti gli interessi occidentali che ruotano intorno al Golfo Persico, il bombardamento di Dubai lo dimostra palesemente

Per rovesciare quel regime gli USA dovrebbero impegnarsi in una lunga guerra come hanno fatto in Iraq, o in Afghanistan dove hanno trascinato a morire anche i loro alleati e senza ottenere nulla, andandosene dopo una ventina d'anni e lasciando la popolazione esattamente come prima, se non peggio, dati i rischi per chi aveva collaborato a combattere i talebani

Questo è lo scenario di un fallimento globale, di fronte al quale non c'è un esame di coscienza, ma semplicemente uno scimmione con altri scimmioni che agitano ossa e bastoni, come si vede nelle sequenze iniziali del film 2001 Odissea nello spazio. E Dio ci scampi dall'attuarsi del finale in cui il bastone tecnologizzato in computer per il controllo globale della sicurezza, mediante le armi più distruttive e sofisticate, a un certo punto, agisce per proprio conto, consapevole che la minaccia globale più rilevante è lo stesso essere umano che lo ha generato, perché, in fondo, miseramente poco intelligente, tanto che diventa necessario, per la stessa sopravvivenza del Pianeta, eliminarlo come si elimina un virus, magari programmando persino una pandemia senza scampo.

Scenario apocalittico e fantascientifico? Chi vivrà vedrà..se vivrà...se Dio vorrà.


Carlo Felici