In questi giorni il caldo intenso non sembra bastare, dato che pare ci si debba ulteriormente “accalorare” per la vicenda di un gioielliere condannato per omicidio volontario, ampiamente strumentalizzata dal Governo e dalla Presidente del Consiglio.
I fatti sono ben noti, il gioielliere, una volta rapinato, si è messo ad inseguire e a sparare per strada ai suoi rapinatori, uno è morto colpito alle spalle, un altro per terra è stato freddato dopo essere stato ferito, un altro ancora, pur ferito, è riuscito a fuggire.
La pistola del gioielliere e corpo del reato, pare fosse detenuta illegalmente perché egli era stato condannato in precedenza per minaccia a mano armata e, come si sa bene, in questi casi, avviene il ritiro immediato di tutte le armi e del porto d'armi contestualmente.
La pena prevista per l'omicidio volontario è 30 anni di galera, che corrispondono all'ergastolo, ma lui è riuscito ad ottenere uno sconto di pena con attenuanti, riducendo così la pena a 14 anni. Il gioielliere è un settantenne, per cui il giudice potrebbe valutare la possibilità di scontarla ai domiciliari, oppure mediante dei servizi sociali, a ciò si aggiunge un notevole risarcimento pecuniario. Una vicenda questa, che dovrebbe essere piuttosto chiara, se non che il solerte personaggio, prima improvvisatosi giustiziere, si è mostrato poi nei social, ovviamente senza mostrare un minimo di pentimento, come una vittima di un sistema che tende a privilegiare le ragioni dei criminali su quelle degli onesti cittadini, e come si sa, i social sono la gran cassa di ogni corbelleria che un cittadino possa sparare alzandosi ogni mattina, e seguendo l'umore del momento, senza nemmeno risponderne con una identità chiara.
Come se non bastasse, questa triste vicenda è stata cavalcata senza ritegno alcuno da questo governo, impegnando in prima persona il Presidente del Consiglio e chiamando pure in causa il Ministro di Giustizia e addirittura il Presidente della Repubblica, per una richiesta di grazia
A che mira tutto questo? Diciamolo subito, prendere apertamente le parti di un omicida condannato con tre gradi di giudizio, esprime disprezzo per la Magistratura e si presta ad essere definito come “apologia di reato”, inaugurando una prassi pericolosissima, quella cioè di legittimare il giustizialismo spicciolo a colpi di arma da fuoco.
Io credo che nemmeno nel Far West si sparasse alle spalle e si freddassero malviventi feriti per strada. Ma ve lo immaginate cosa sarebbe potuto accadere se nei prossimi dintorni ci fosse stata una madre con il suo bambino, o un altro qualsiasi cittadino inerme ed innocente? Già che il gioielliere non poteva allenarsi a sparare bene in un poligono perché gli era interdetto il porto d'armi, poi era pure in movimento, infine i proiettili possono attraversare i corpi e colpire anche altri, oppure rimbalzare e colpire persone che non sono nella loro traiettoria. Nemmeno la polizia, sotto il fuoco dei malviventi è autorizzata automaticamente a reagire in tale modo, ma deve sempre valutare il contesto in cui la reazione viene messa in atto.
Quindi, tutto considerato, e in particolare l'evidenza e il cinismo mostrato attraverso le telecamere di sorveglianza, dovremmo ritenere che il gioielliere è indifendibile, che può solo sperare, per buona condotta e pentimento, di poter scontare e ridurre la pena ai domiciliari o mediante lavori socialmente utili.
E invece no, i nostri politici dell'ultra destra si sono affrettati a dirci che sono dalla sua parte, generale improvvisatosi politico, in testa. Hanno fatto a gara per chi avesse più da dire a sua tutela e difesa, mostrandolo solo come una vittima di una criminalità impunita. Possiamo asserire che se il solerte gioielliere invece di consegnare il bottino, di fronte alla minaccia di una pistola a salve che, senza tappo rosso, non è distinguibile da una vera, avesse sparato nel negozio ai rapinatori, sarebbe stato molto più comprensibile e giustificabile, avendo già subito altre rapine, e condannabile solo per porto d'arma abusivo, che però si sarebbe attenuato di fronte ad una reale minaccia alla sua incolumità e di chi gli stava vicino. Invece prima si è impaurito, poi preso dalla rabbia, si è messo a sparare per strada con un comportamento assolutamente criminoso e condannabile da chiunque possegga legalmente un'arma, e non solo dai giudici.
Perché tutta questa caciara dei politici che hanno persino richiesto la grazia a Nordio, pur avendo giurato su una Costituzione che prevede che la grazia possa essere concessa esclusivamente dal Presidente della Repubblica?
La strumentalizzazione di questa vicenda arriva dopo numerosi tentativi di imporre una legge elettorale favorevole alla continuazione dell'esercizio del potere da parte delle destre, sulla falsariga della legge Acerbo che spianò la strada a Mussolini, e per di più arriva dopo aver ribadito che è ora di un Presidente della Repubblica di destra dopo tutti gli innumerevoli di sinistra che ci sono stati. E' evidente che i Presidenti della Repubblica di sinistra sono stati solo tre: Saragat, Pertini e Napolitano, se proprio il migliorismo oltranzista si vuole considerarlo di sinistra con non poche forzature.
Quindi, in definitiva, considerando il quadro generale, l' “accaloramento” ora ci appare più chiaro. Il governo è a caccia di consensi tra la gente impaurita, che per paura si procura un'arma, proprio quando l'uso delle armi, anche solo per sport, dovrebbe essere vietato innanzitutto a gente turbata ed impaurita, perché esso richiede un estremo autocontrollo ed una calma assoluta.
Il fine è chiaro, varare una legge elettorale favorevole a chi è al potere, giovarsi di essa per eleggere un Presidente della Repubblica che è contiguo a tale potere, magari Nordio stesso, e infine procedere a quella manomissione della Costituzione che è tuttora antifascista, bypassando le tornare referendarie. Per di più disarmando i cittadini con la scusa che le armi sono pericolose e che solo le forze di Polizia possono usarle a certe condizioni
Se Mazzini diceva che una vera democrazia si ha solo quando un popolo vota per farsi rappresentare direttamente (e non con liste bloccate) quando ha un lavoro (e non una collezione di precariati) e infine una scuola per tutti efficace e moderna (e non allo sfascio per tagli e mancanza di fondi dirottati alle scuole private), e Garibaldi aggiungeva che per tutelare la libertà di un popolo è necessario che tutto questo popolo sappia usare le armi, e per questo inventò il poligono nazionale, più o meno come avviene tuttora in Svizzera. Ebbene considerando ciò, è ancor più necessario, soprattutto dopo l'abolizione della leva obbligatoria, che l'uso delle armi sia non solo consentito, ma garantito a tutti i cittadini solo in condizioni di piena sicurezza, scoraggiando e punendo ogni uso improprio
Per evitare derive autoritarie da cui poi è sanguinosissimo uscire, noi dobbiamo sempre associare la libertà del cittadino regolata dalle leggi con la responsabilità che consegue al loro rispetto assoluto. E garantire l'indipendenza dal potere politico della Magistratura affinché ciò possa avvenire senza rischi e forzature
Il cittadino è chiamato a farlo con il proprio voto in democrazia, e solo come ultima ratio, in armi come nel Risorgimento e nella Resistenza
Per cui la raccomandazione per tutti è..ESTOTE PARATI, con una coscienza libera, lucida, indipendente e informata, con l'unità degli intenti e con gli strumenti che possono tutelare responsabilmente l'incolumità e la vita dei cittadini liberi e consapevoli, qualsiasi deviazione non può, nell'interesse di tutti, essere tollerata
Carlo Felici






