Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo

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lunedì 14 settembre 2026

LA MAGIA DELL'AMORE..PRATICO



Pratical Magic 2 (Amori & Incantesimi 2 in Italiano) è un film che corrisponde esso stesso ad un incantesimo, lasciato sospeso nell'aria per quasi 30 anni e finalmente giunto a compimento.

La continuità narrativa, nonostante la diversità nelle atmosfere e nelle ambientazioni che però riprendono perfettamente le situazioni del primo film solo con un tocco di gotico in più, è palese. Tanto che ci permettiamo di suggerire al pubblico di rivedere il primo film (e sarebbe stato bello ripresentarlo anche nelle sale cinematografiche), prima di passare al secondo.

Le impareggiabili protagoniste sono le stesse, Sandra Bullock (mamma Sally) e Nicole Kidman (zia Gillan) nelle vesti delle sorelle Owen, a distanza di tempo, con lo stesso brio e la stessa chimica straordinaria nell'interagire con deliziosa ironia, ma con un tocco di raffinatezza e maturità in più che non toglie nulla al loro modo scanzonato e allegro di affrontare la vita, nonostante le tragedie famigliari e il perdurare dell'antica maledizione che le accompagna da molto tempo. A loro si aggiungono le due figlie di Sally, Kylie (interpretata da Joey King) e Antonia (interpretata da Maisie Williams) con le immancabili Dianne Wiest e Stockard Channing di nuovo nei panni delle effervescenti zie Fran e Bridget.

Mentre il primo film era giocato sulle differenze tra le due sorelle, una più calma e posata mentre l'altra più irrequieta e trasgressiva, in una dinamica di situazioni basate sulla suspense e sul divertente sviluppo della trama, questo secondo parte già da quello che sarà tutto il tema centrale del film, cioè la solidarietà famigliare e la simbiosi mutualistica tra le sorelle, con interessanti spunti di riflessione che preferiamo non anticipare.

Stavolta la sintonia dialettica tra due delle più grandi attrici del cinema contemporaneo non è solo ironica e divertente, ma rimanda a temi di meditazione universale. Pertanto l'essere strega non è più un espediente di una trama che si sviluppa attraverso situazioni paradossali e impreviste, come nel primo film, ma un vero e proprio “status” da proteggere e valorizzare

Questo secondo film ha infatti il pregio di fare piazza pulita di tutti gli stereotipi negativi inerenti alle streghe che si sono sviluppati nel tempo, non solo nell'immaginario collettivo, ma persino nella iconografia cinematografica, da Biancaneve a The Witch, passando per la saga di Harry Potter, in cui la strega ha assunto una fisionomia sempre più emancipativa, esprimendo da una parte una magia che è controllo sul proprio corpo e sul proprio destino e dall'altra, in un ritorno al folk horror, riprendendo le radici storiche della paura del diverso e del peccato, legando il tutto alla fisicità della danza e del dolore

In Pratical Magic 1 e 2 tutto questo fa parte solo dello sfondo, di una trama scenografica che accompagna la vicenda ma non emerge mai come tema principale, anche se il significato dell'essere strega resta quello originario e tante volte esorcizzato da una società e un contesto patriarcale e maschilista. La strega è sempre stata la donna libera, non soggetta ad alcun controllo maschile, con un legame occulto con la Madre Terra che le consente di fare incantesimi che, spesso nella storia, erano solo una forma di medicina naturale. Purtroppo i vincoli sociali e la società repressiva maschile hanno sempre relegato l'essere strega in un ambito demoniaco da esorcizzare e da distruggere, perché l'uomo nella gran parte dei casi, non solo non è capace di cogliere il fascino e la magia che la donna reca in sé per la sola sua natura ma, quando ne è colpito, fino ad essere attratto e affascinato irresistibilmente, nell'uomo si scatena la paura di non poter controllare quella forza dirompente. Di qui spesso la violenza esercitata su donne inermi con l'unico peccato di non voler essere messe sotto controllo o forzate a fare qualcosa che esse non sentono, di qui l'essere etichettate come streghe e purtroppo nei casi frequenti di disobbedienza al potere maschile, esse vennero mandate al rogo.

In Pratical Magic (preferisco mantenere il nome originario del film che evoca una magia del fare nella vita quotidiana) tutto ciò viene integrato in una sorta di saga famigliare, che deve sottrarsi alla maledizione che impedisce alle donne di innamorarsi, pena la morte dell'innamorato

Nello svolgersi della trama, dall'inizio alla fine, se si eccettuano gli spunti di magia spettacolare, la vera magia che emerge è quella del legame affettivo e famigliare, non solo intramontabile per le due sorelle che continuano dialetticamente a completarsi, ma tra tutte le donne della comunità Owen e anche tra coloro che sono a loro vicine. La vera magia è il loro amore e la loro capacità di interconnettersi, una magia che ognuno ha dentro di sé ma che troppo spesso non sa esprimere

Grazie a questa complicità affettiva la vicenda giungerà a compimento non senza però un sacrificio finale. Unica figura maschile di rilievo è quella del professore di arti magiche Ian Wright (Lee Pace) che potrà finalmente amare la sua strega solo a maledizione annullata

Un professore non è mai un mago senza una maga accanto...e anche in quel caso, la magia dell'amore femminile prevarrà sempre sulla sua dottrina..


Carlo Felici

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