Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo

Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo
Garibaldi, pioniere dell'Ecosocialismo (clickare sull'immagine)

lunedì 24 dicembre 2018

Nonostante le tribolazioni celebriamo ancora il Natale


Leonardo Boff*

Viviamo nel mondo e nel nostro paese tempi oscuri. C'è molta rabbia e persino odio. Soprattutto, c'è una mancanza di sensibilità verso i nostri simili, specialmente verso i bambini, come il Bambino Gesù, che vivono per le strade e vengono maltrattati. Eppure viviamo l'umanità del nostro Dio che ha assunto la nostra condizione umana in modo contraddittorio.

Il cristianesimo non annuncia la morte di Dio, ma l'umanità, la benevolenza e l'amore misericordioso di Dio. Guardiamo il Bambino tra il bue e l'asino: in lui sorride la giovialità e l'eterna giovinezza di Dio stesso.

Sono passato per Betlemme di Giuda e udii un tenero sussurro. Era la voce di Maria cullando il suo figliolo: “Sole, figlio mio, come posso coprirti con i vestiti? Come ti allatterò, se sei tu a nutrire tutte le creature?”

Dal presepe venne anche una voce angelica che mi disse: “O creatura umana, perché hai paura di Dio? Non vedi che sua madre avvolge in fasce il suo fragile piccolo corpo? Un bambino non minaccia nessuno. Ne condanna nessuno. Non ascolti il suo dolce pianto? Più che aiutare, ha bisogno di essere aiutato e portato in grembo”.

Non lasciamo che sia vero ciò che scrisse l'evangelista San Giovanni: “Venne fra i suoi e il suoi non lo hanno ricevuto”. Vogliamo essere tra coloro che Lo ricevono come nostro fratello e compagno.

L'arrivo di Dio nel mondo non è stato rumoroso. È sucesso ai margini della storia ufficiale, fuori città, nel mezzo della notte buia, in una grotta di animali. A Roma, capitale dell'impero e a Gerusalemme, il centro religioso del popolo di Israele, nessuno sapeva nulla. Quasi nessuno l’ha notato. Solo quelli che avevano un cuore semplice come i pastori di Betlemme andarono alla grotta dove il Divino Bambino tremava.

Il Natale ci offre la chiave per decifrare alcuni misteri insondabili della nostra dura esistenza. Gli esseri umani si sono sempre chiesti e richiesti: perché la fragilità della nostra esistenza? Perché l'umiliazione e la sofferenza? E Dio taceva. Ecco, a Natale arriva una risposta: Lui è diventato fragile come noi. Si è umiliato e ha sofferto come tutti gli umani. Questa era la risposta di Dio: non con parole ma con un gesto di identificazione. Non siamo più soli nella nostra immensa solitudine. Lui è con noi. Il suo nome è Gesù.

Il Natale rivela anche una risposta definitiva al significato dell'essere umano. Siamo un progetto infinito. Solo un infinito può realizzare la nostra piena umanità. Ecco, l'infinito diventa umano per l'umano per realizzare il suo progetto infinito. L'infinito divenne un essere umano così che l'essere umano divenne Infinito.

Per concludere niente di più toccante di questi versi di Fernando Pessoa, il grande poeta portoghese, sul Gesù Bambino:

È l'Eterno Bambino, il Dio che mancava.

Lui è l'umano che è naturale,

È il divino che sorride e gioca.

Ecco perché io so per certo

Che lui è il vero bambino Gesù.

È un bambino così umano che è divino.

Andiamo così d'accordo l'uno con l'altro.

In compagnia di tutto

Che mai pensiamo all'uno o all'altro.

venerdì 14 dicembre 2018

AUGURI, LEONARDO BOFF!

Con questo nuovo post di Leonardo Boff, festeggiamo i suoi 80 anni, di impegno, di preghiera, di condivisione della sorte delle creature più disgraziate della Terra, non solo umane, ma comprese le piante e gli animali.
Ne valeva la pena?
"Tutto vale la pena se l'anima non è piccola" lo diceva Pessoa e lo conferma Leonardo Boff.
E l'anima, con una vita come la sua, si dilata fino a raggiungere la dimensione dell'eternità e dell'infinito
Come e quando lo sa solo Dio
Auguri, Leonardo con tutto il nostro cuore!


STUPIDITÀ DELL’ANTI-GLOBALISMO
Leonardo Boff*



Si sta gonfiando in giro per il mondo un’onda anti-globalista. Forse perché poche erano le stupidaggini altrettanto retrive sparate nel mondo attuale. C’era un certo anti-globalismo, frutto del protezionismo di vari paesi che non minacciava il processo generale e irreversibile della globalizzazione. Questa è stata assunta come piattaforma politica da Donald Trump il quale, secondo il premio Nobel in economia Paul Krugman, sarebbe uno dei presidenti più stupidi della storia nordamericana. Lo stesso vale per il presidente eletto recentemente, capitano Bolsonaro e i suoi ministri dell’educazione e degli affari esteri negazionisti di questo fenomeno che soltanto i disinformati e pieni di preconcetti non riescono a percepire.

Perché si tratta di una sparata delle più insensate? Perché va direttamente contro la logica del processo storico irrefrenabile. Abbiamo raggiunto un livello nuovo della storia della Terra e dell’Umanità. Vediamo: sono migliaia di anni, che gli esseri umani, sorti e nati in Africa (siamo tutti Africani), cominciarono a disperdersi in giro per tutta la Terra, a cominciare dall’Eurasia e terminando con l’Oceania. Alla fine del paleolitico superiore, circa quaranta mila anni fa, circa un milione di persone già occupava tutto il pianeta. A partire dal secolo XVI cominciò una nuova diaspora.
Nel 1521 Fernando Magellano fece il periplo del pianeta,  comprovando che è rotondo. Ogni luogo può essere raggiunto a partire da qualsiasi luogo.

Il progetto colonialista europeo occidentalizzava il mondo. Grandi reti, specialmente commerciali allacciarono tutti con tutti. Questo processo è durato dal secolo XVII al secolo XIX quando l’imperialismo europeo, a ferro e fuoco, sottomise ai suoi interessi il mondo intero. Noi dall’estremo occidente siamo nati già globalizzati. Questo movimento si rinforzò nel secolo XX, dopo la seconda guerra mondiale. È arrivato al suo culmine ai giorni nostri quando le reti sociali avvicinano tutti alla velocità della luce, l’economia si è impadronita del processo, specialmente attraverso la “Grande Trasformazione” (K. Polanily) che ha significato il passaggio da un’economia di mercato a una società di mercato. Tutto e tutti, perfino le cose più sacre della verità e della religione diventarono merce. Karl Marx nella “Miseria della filosofia” (1847) chiamò questa cosa “corruzione generale” e “venalità universale”.

mercoledì 5 dicembre 2018

Dedicato ai soloni del sì come un disco rotto





                                               di Carlo Felici


Una delle scuse più frequenti adottate da coloro che non accettano che un governo democraticamente eletto, a prescindere dal fatto che piaccia o no, sia legittimato a governare, è che gli eventuali mali derivanti dal suo operato, sono dovuti ad un mancato nuovo meccanismo costituzionale del tutto superato con la vittoria del No nel recente referendum costituzionale, la quale, ricordiamolo bene, è stata una vittoria di larga maggioranza, acquisita anche con una partecipazione notevole di cittadini, cosa ben rara ormai in tornate referendarie, vittoria tale, del 60% circa dei No e con un'affluenza di più del 65% dei partecipanti, che, in genere è ormai anche difficile raggiungerla in normali tornate elettorali. Una vittoria, dunque, soprattutto della democrazia
Segno evidente che una Costituzione come la nostra, sebbene inapplicata, manomessa e più volte aggirata, riscuote ancora un larghissimo consenso popolare.
Basterebbe solo questo per non farne una battaglia di parte, per sostenere cioè che essa appartiene tuttora a tutto il popolo ed è consustanziale quindi anche a quel che resta della cosiddetta sinistra italiana.
Invece ci tocca ad assistere tuttora alle maledizioni di certi soloni della sinistra mai esistita come sinistra, che adducono tutti i mali proprio alla nostra Costituzione ed alla sua permanenza, considerandola un meccanismo che tiene tuttora ingessato il paese e gli impedisce di fare riforme fondamentali, che è servita solo per combattere Renzi nell'ambito stesso del suo partito e che addirittura è espressione di un “conservatorismo borbonico”.

mercoledì 14 novembre 2018

La Democrazia davanti all’abisso


Leonardo Boff*
C’è un momento nella vita in cui dobbiamo scegliere da che parte  stare politicamente. O dal lato della democrazia che rispetta le libertà, permette le manifestazioni dei cittadini e si considera appartenente a uno Stato democratico di Diritto oppure stiamo al lato di coloro che la negano, che tessono le lodi della dittatura militare del 1964, esaltano i suoi torturatori, che, secondo loro, non dovevano proprio torturare, ma semplicemente  fucilare, a cominciare dall’ex presidente Fernando Henrique Cardoso; che ha in spregio i gay e ne predica la repressione; che sparla degli abitanti dei quilombos, che – secondo lui – non servono nemmeno per la riproduzione; che disprezza gl’indigeni; che difende come ideale che ogni brasiliano abbia in mano un’arma e che pubblicamente umilia la sua stessa figlia, frutto di una “scappatella” e che, ‘infine’ sarebbe incapace di amare un figlio gay.
Lui un capitano in pensione, senza la minima esperienza di pubblica amministrazione, che confessa di essere digiuno di economia, di Sanità, di Educazione, visto che a questo scopo devono provvedere i ‘rispettivi Ministri… e non si rende conto che è compito di un Presidente definire le politiche pubbliche, indicare un obiettivo alla nazione e lasciare che i ministri competenti sviluppino il progetto. Un simile candidato che ha la maggioranza al primo turno e anche al secondo, visto il distacco dal suo concorrente mostra chiaramente lo stampo nazifascista nel linguaggio, nei gesti e nella brutalità delle sue espressioni.

mercoledì 24 ottobre 2018

LA CREAZIONE DI UN CAPRO ESPIATORIO L’ANTI-PETISMO


Leonardo Boff*
René Girard (1923-2015), pensatore e filosofo francese, l’uomo più saggio che io abbia conosciuto in vita mia, che è stato dalla parte dei teologi della liberazione nel 1970, ha dedicato la sua vasta opera a studiare la violenza, soprattutto al bisogno di una società di creare un capro espiatorio (vedereIl capro espiatorio, 1982). Con questo meccanismo del capro espiatorio, la popolazione è indotta a scaricare la corruzione, che sta diffusa e concentrata nei grandi corrotti e corruttori, sul groppone di uno solo, del PT, allo scopo di nascondere la corruzione stessa e con questo tutta la società passa a dimenticare i veri corrotti e a pensare che essa si trova soltanto nel PT sul quale si rovescia tutta la rabbia e l’odio. È come un capro espiatorio, già testimoniato dalla Bibbia. Gli ebrei buttavano addosso a un capro tutti i peccati e le malefatte del popolo e costringevano il capro a rifugiarsi nel deserto per espiare e a morire di fame. E riti simili li ritroviamo in quasi tutte le società antiche.
Da noi c’è stato un tempo in cui il capro espiatorio erano i sovversivi, poi i comunisti (questo persiste), in seguito i giovani neri delle favelas, descritti come legati ad azioni criminose e a droghe, i gay e quelli della LBCT. Su di loro viene trasferita la violenza presente nella società. In questo momento il capro espiatorio sono PT e Lula. A loro viene attribuita tutta la corruzione, anche se tutti i partiti, alcuni più che il PT, hanno partecipato alla corruzione.

sabato 6 ottobre 2018

IL TURBOCAPITALISMO SPIEGATO AI RAGAZZINI

                                                         




                                                             Carlo Felici

C'era una volta un capitalista che per far soldi aumentava l'orario di lavoro o riduceva la paga..tanto se non ci stai, qualcuno ci starà al posto suo. Con i soldi accumulati, oltre a godersi la sua vita alla faccia dei suoi lavoratori, comprava altre fabbriche e altri macchinari e produceva sempre di più..
Poi però si accorse che, nonostante tutto, le sue merci restavano invendute, perché la gente con stipendi da fame era già tanto se riusciva a campare e tornare a lavorare. E poi era anche un po' incazz..ops..arrabbiato perché ogni tanto i lavoratori scioperavano e bloccavano le sue fabbriche, chiedendo più soldi e orari più brevi
Allora decise che bisognava dare un po' di soldi a dittatori e rivoluzionari, così avrebbero fatto un bel po' di casino, ci sarebbero state guerre e lo Stato stesso gli avrebbe dato un sacco di soldi per produrre armi in gran quantità (ovviamente il furbacchione non andava in guerra ma pagava quelli che ci mandavano altri).
Una volta fatte le guerre sempre più distruttive e rovinose, poteva lucrare sulla ricostruzione e sui debiti di quelli che dovevano ripartire da zero, magari legando la loro crescita ai suoi profitti, indebitandoli sempre di più.
Trovandosi di fronte a tutti quei piantagrane che avevano alzato la bandiera rossa e creduto di fare lo stato dei lavoratori, decise un bel giorno che era ora che quella gente si svegliasse, inventò nuovi sistemi di comunicazione capaci di superare tutti i muri e di arrivare nelle case di tutti quelli che credevano ancora a quello straccio scarlatto indecente, per convincerli che la vita dalle sue parti era meglio di Bengodi. La TV satellitare fu meglio dell'arma atomica. Tutti pensarono di essere ammalati di scarlattina e scapparono dove quella padella gigante aveva fatto credere loro che sarebbero vissuti nel paese della Cuccagna.
Ovviamente appena superato il muro furono tutti irregimentati e costretti a vivere da pidocchiosi non solo accettando paghe da fame ma costringendo anche quelli che avevano scioperato ad accontentarsi pure loro di paghe da miseria.
C'era però sempre un problema: la gente comprava ancora troppo poco per tutto ciò che il capitalista produceva, anche indebitandosi o costringendo il proprio stato ad indebitarsi.
Il furbone allora, dato che ormai erano state scoperte le armi atomiche e fare guerre era sempre più rischioso anche per i suoi affari e per le sue fabbriche, decise di inventare un bel Casinò, riservato alle sue società finanziarie ormai presenti in tutto il mondo senza più regole statali di controllo (perché quelle erano solo degli imbecilli con la bandiera rossa), con cui giocare alla roulette (alla pallina dette un nome carino e assai curioso: spread) e al gioco di azzardo puntando sulla crescita dei debiti dei paesi sempre più poveri. Un paese povero dichiarava il debito e per finanziarlo aspettava le puntate degli altri
I giocatori così puntavano sui vari debiti e lui faceva il banco..ovviamente incassando sempre più degli altri. A lui non interessava né che il giocatore crepasse né che vincesse eliminando il suo debito. Il suo obiettivo era solo che le puntate salissero sempre di più e che alla fine i giocatori giocassero solo per lui, per far vincere sempre il banco.
Quando si accorse che produrre beni era insufficiente perché anche gli straricchi come lui non potevano certo comprarli tutti e accumularli all'infinito, decise di comprarsi cose indispensabili per tutti, come l'acqua, la scuola e la sanità. Mi direte..ma così comunque c'erano sempre quelli che non se li potevano comprare?
Ah..beh, che crepassero pure, tanto il mondo è sovrappopolato e poi prima di crepare ovvio che uno che ha bisogno di acqua, scuola e medico si svende tutto, quindi..conviene in ogni caso.
Con tutto ciò, non si curò mai del fatto di vivere in un pianeta dalle risorse limitate, pensando sempre che fosse al servizio suo esclusivo per produrre o speculare su beni illimitati.
Ovviamente non gli è mai importato nulla né di stati, governanti o Costituzioni, i primi ha cercato di sostituirli con stati o comunità monetarie sovranazionali, i secondi non ha mai avuto difficoltà a comprarseli ad uno ad uno (beh sì c' è sempre un testardo che dice no..ma quello lo fa fuori e via..) e le Costituzioni ovviamente ha provato e prova tuttora a farle cambiare da quei politici che si compra per ridurli di numero e abbassare anche il loro prezzo.
C'è solo un business che ancora gli sfugge ed è quello dell'aria..ma si sta attrezzando anche per quello scopo, quasi sicuramente ammazzerà metà delle specie viventi su questo pianeta, costruendo delle riserve di aria pulita per chi se lo potrà permettere ed aree invivibili e mefitiche per chi non ha soldi ed ha voluto nascere in miseria per forza.
In fondo la teologia del mercato esige, come ogni teologia, un inferno ed un paradiso che si rispetti, e rigorosamente...su quel che rimane di questa Terra.
E, in definitiva, se vai all'inferno è sempre colpa tua, perché disubbidisci al dio Mercato..fidati..
Morale
Ma forse se non ti fidi è meglio.

lunedì 17 settembre 2018

PROBLEMA MAI RISOLTO: la sofferenza degli innocenti


Leonardo Boff

Seguendo la crescente violenza in Brasile e veri e propri massacri di indigeni e di poveri nelle periferie e, più ancora viaggiando, recentemente per l’America Centrale, sono rimasto impressionato a El Salvador, in Guatemala e Nicaragua e in altri paesi della regione con i racconti di massacri avvenuti nel periodo delle dittature militari, massacri di interi villaggi, di catechisti o di lavoratori della terra che avevano la Bibbia in casa. Ciò che è accaduto tra noi, in Argentina o in Chile durante il tempo assassino sotto l’egida delle forze militari è pure questo da rimanere sbalorditi.

Attualmente, data la crisi economico- finanziaria ci sono milioni che soffrono la fame, bambini affamati e scheletriti, che ti fermano per strada che chiedono una monetina per mangiare una cosa qualsiasi. Ma quello che più fa soffrire è la sofferenza degli innocenti. Anche dei milioni di poveri e miserabili che soffrono le conseguenze di politiche economiche e finanziarie sulle quali non esiste nessun potere. Ma sono vittime innocenti, il cui grido di dolore sale al cielo. Dicono le scritture del Primo e del Secondo Testamento che Dio ascolta le loro grida. Uno dei Profeti arriva a dire che le bestemmie che dicono a causa del dolore Dio le ascolta come una supplica.