Come sottolineavo, diverso tempo fa sostenendo che l'elezione di Trump fosse stato un bene per gli USA e per il mondo, perché avrebbe di sicuro portato ad un risveglio delle coscienze, che si spera avvenga presto anche in Italia, riportando molti cittadini a votare, le mie previsioni si sono puntualmente avverate.
La mappa delle vittorie elettorali che all'indomani della elezione di Trump ci presentava un quadro degli Stati Uniti quasi totalmente dipinto di rosso, con maggioranza di Camera e Senato a suo favore, ora si è completamente ribaltato, la mappa elettorale degli USA da queste elezioni di mid term, esce quasi completamente dipinta di blu.
Sono passati solo circa due anni ma cosa è successo negli USA? Non solo la promessa di Trump di non iniziare le guerre, ma di por fine ad esse, non è stata mantenuta, ma le guerre sono addirittura aumentate senza che ci sia tuttora una prospettiva stabile di pace, la situazione economica interna degli USA non è migliorata, anzi, l'introduzione dei dazi l'ha peggiorata, portando ad un incremento dei prezzi per le importazioni in una nazione che produce industrialmente sempre meno, la percezione della sicurezza interna è drammaticamente crollata da quando gli agenti dell'ICE spadroneggiano nelle strade, colpendo anche normali cittadini americani di varia e diversa etnia, e portando infine l'immagine degli Stati Uniti ad un crollo di prestigio e di credibilità che mai si era visto fino ad ora in due secoli e mezzo di storia della democrazia più antica del mondo moderno, fin quasi a dubitare della sua identità e tenuta.
Ma il popolo americano si è finalmente risvegliato, è sceso a decine di migliaia nelle piazze a protestare, facendo sentire a gran voce la necessità di un cambiamento senza il quale la situazione avrebbe persino potuto radicalizzarsi fino alle estreme conseguenze di scontri violenti.
In America ha vinto il popolo e la democrazia che ancora stenta ad affermarsi in molti altri Paesi del mondo, il cittadino americano ancora una volta ha dimostrato di credere più ai fatti che alle parole, non essendo soggiogato dalle promesse elettorali di Trump che lo aveva persino sfidato dicendo che il voto era praticamente un referendum su di lui, che era come se il popolo avesse trovato il suo nome sulle schede elettorali. Ebbene il cittadino americano questa volta lo ha trovato, e indipendentemente dal valore di alcuni singoli candidati repubblicani, ha votato contro Trump, spingendosi fino ad eleggere un candidato musulmano, una candidata nativo americana, e un giovanissimo ex professore di scuola media in Texas, che da decenni era saldamente in mano ai repubblicani. Talarico ha vinto mobilitando i suoi elettori quasi in una campagna elettorale messianica, con toni che i predicatori usavano durante la conquista del West. Ma soprattutto capovolgendo un luogo comune, cosa che tutti in politica, oggi, dovrebbero apprendere presto e bene. Lui ha spostato il finto antagonismo tra destra e sinistra, verso quello vero, tra alto e basso, tra chi lotta per mantenere i suoi privilegi ed incrementarli e chi invece è costretto ad essere usato per il mantenimento dei privilegi altrui, tra chi cioè usa la politica per diventare sempre più ricco e chi invece dovrebbe usarla per essere meno povero.. Evidentemente è questa una lezione che noi dovremmo imparare presto e bene, spezzando finalmente una sorta di continuità tra destra e sinistra nel sostenere quelle lobbies i cui interessi finanziari sono in netto contrasto con le esigenze popolari.
In Europa questo processo è particolarmente evidente se osserviamo lo spostamento massiccio dei finanziamenti verso il settore degli armamenti, impoverendo sempre più settori cruciali come sanità, pensioni, scuola, trasporti e infrastrutture.
E' anche evidente che questo è il risultato dell'ascesa al potere di personaggi come Ursula von der Leyen, come Merz e persino come Crosetto, fortemente collusi con settori che producono armamenti, paventando un pericolo imminente di guerra che ad alcuni ricorda il clima che precedette la Prima Guerra Mondiale.
Però un secolo e più non è passato invano, perché allora folle di giovani invasati dal nazionalismo correvano ad arruolarsi verso quell'inferno e tritacarne che ancora non conoscevano, mentre oggi masse imponenti di giovani, non solo scendono a decine di migliaia in piazza a protestare, ma strappano persino, come in Germania le cartoline di arruolamento spedite dalla Bundeswher.
E' un segno evidente che l'unità europea è già in atto tra i giovani europei, ma in modo profondamente diverso da come vorrebbero i potentati di Bruxelles.
E la lezione che viene da queste ultime elezioni americane farà presto a valicare anche l'Atlantico.
Da noi il nostro governo si è rivelato completamente sordo alle proteste popolari, continua a perseguire una politica scellerata di finanziamento dei settori militari molto più di quanto sia disposto a spendere per settori cruciali che sono quelli che assicurano un futuro al Paese, come scuola e sanità, continuando a considerare le pensioni come un Bancomat da cui prelevare risorse ulteriori che non tornano affatto a vantaggio del popolo.
E pretende pure che i cittadini utilizzino i loro risparmi per finanziare un governo che sperpera i loro soldi? Acquistereste altri BTP, chiamati del tutto grottescamente Italia, sapendo che quei soldi servono per comprare e spedire armi altrove, in una guerra senza più capo né coda, il cui scopo è dichiaratamente solo quello di fare arricchire le lobbies degli armamenti?
Se davvero vogliamo fare la differenza, bisogna essere capaci innanzitutto di andare a votare in massa, come pure hanno fatto i cittadini americani, e poi presentare un programma realmente alternativo per promuovere la giustizia sociale e azzerare i livelli di povertà che ormai colpiscono ben sei milioni di italiani. Senza però ritrovarsi supertartassati, come in passato, ma semplicemente spostando la direzione degli investimenti sottraendoli agli sperperi clientelari come quello sullo stretto di Messina
L'alternativa deve partire dal netto rifiuto di buttare ben 40 miliardi in armamenti e dal rifiuto di massa della guerra presente e futura
Gli Stati Uniti, per quanto bistrattati e criticati, hanno dimostrato una loro vitalità democratica che altri non hanno, persino la vituperata Israele ha visto mettere in maggiore difficoltà Netanyhau che in passato, con le recenti elezioni, sono cose che non accadono né in Russia fossilizzata su potere assoluto di Putin, né in Ucraina dove i soldi che arrivano dall'esterno finiscono nelle tasche dei corrotti personaggi di una autocrazia che usa la guerra per inchiodare se stessa al potere, non accadono nel regime iraniano che manda sistematicamente alla forca i giovani che osano protestare, e nemmeno in Cina dove libere elezioni non esistono da sempre.
Il tanto vituperato Occidente deve potere dimostrare che la sua democrazia funziona meglio che altrove per i propri cittadini, la scusa che noi facciamo sempre quello che vogliono gli USA non è affatto valida né giustificabile, dato che altri Paesi come la Spagna dimostrano di fare diversamente, e dato che i governi di coloro che si presuppone dovremmo servire, mutano molto più facilmente dei nostri.
La realtà è che noi dovremmo fare quello che realmente conta per i nostri interessi, e in Italia si può fare, basta guardare alcune città come Roma, in cui il cambio di amministrazione ha significato davvero cambiare volto, saper spendere per quello che serve ai cittadini che la abitano e che la vanno a visitare. In più abbiamo anche un Papa piuttosto giovane che vota e che dà un grande esempio anche di impegno civile.
Per cui non resta che impegnarsi ed andare a votare..così si potrà dire anche di noi..eppur si muove!
Carlo Felici

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