Non è facile mettere in scena i libri di Patricia Cornwell, perché essi sviluppano una trama su vari livelli, e il giallo accompagna strettamente l'introspezione psicologica e l'interazione tra i personaggi, spesso su più piani temporali.
Si pensava di farne un film da tempo, già dagli anni 90, con Demi Moore come protagonista, l'autrice ha parlato anche di aver tentato di coinvolgere Angelina Jolie intorno al 2000 e negli anni anche Helen Mirren e Jodie Foster
Non se ne fece nulla proprio perché ridurre alle dimensioni di un film una trama così complessa che comporta una notevole quantità di scene destinate a sezionare non solo cadaveri ma anche la psiche dei protagonisti, è sempre stata una impresa piuttosto complicata e rischiosa.
Ma l'arrivo delle serie sulle piattaforme ha cambiato tutto, e stavolta il rischio è diventato l'opposto, cioè l'indulgere troppo nelle dinamiche introspettive e nelle storie intrecciate tra i personaggi nel passato e nel presente, sconfinando nell'assurdo, specialmente quando c'è di mezzo l'Intelligenza Artificiale che resuscita i morti.
Questa serie si fa perdonare certe sbavature, perché ha una fotografia dark eccezionale e due protagoniste che nella loro interazione portano la dinamica tra le sorelle che interpretano a livelli pirotecnici.
Jaime Lee Curtis e Nicole Kidman, sono la vera anima che tiene sempre viva la serie, nella fiction, due sorelle che si amano ma non riescono a comprendersi sebbene il loro substrato sia analogo, una dionisiaca, piena di estro e verve che vive la vita come la sente senza farsi mancare nulla, fino ad indossare persino degli orecchini psichedelici a luci intermittenti, l'altra apollinea, di una precisione maniacale, perfezionista all'ennesima potenza anche se con il perenne rimpianto di non essersi pienamente realizzata, ma comunque sempre estremamente determinata nella sua resilienza. In effetti c'è molto del carattere delle attrici nei personaggi che interpretano
La vicenda si sviluppa su due piani temporali diversi, passato e presente che si intrecciano e l'uno fa da contrappunto all'altro, in una rincorsa della verità che è la stessa motivazione esistenziale della dottoressa Scarpetta. Sembra infatti quasi che la giovane Scarpetta e quella presente, si cerchino continuamente, ma la trama ha davvero un ritmo sincopato, si svolge per rivelazioni, dato che i momenti cruciali arrivano senza essere preparati, all'improvviso, e la tensione emotiva spesso è smorzata da dinamiche surreali come il dialogare con una moglie dello stesso sesso mediante l'Intelligenza artificiale. Certe volte quindi il rischio che l'autopsia psicologica dei personaggi, sconfini nello spezzatino dell'assurdo è abbastanza elevato anche se può essere pure divertente.
Notevolmente stemperata è la lotta originaria della dottoressa contro un mondo di uomini che tende a monopolizzare quel mestiere che prevale nei romanzi della Cornwell, per lasciare il posto alla divertente contrappunto tra la dottoressa e suo cognato interpretato da un bonario ma caustico Bbby Cannavale, che la affianca, nominato seduta stante sul sedile di un auto, con tanto di giuramento incluso, una scena decisamente divertente che evoca un po' la nomina di certi vice sceriffi nel far west. Non facile ma piuttosto riuscito il confronto tra giovani attori che interpretano il passato, e quelli che sono immersi nel presente, in particolare Simon Baker è perfetto, sia nel ruolo del marito che in quello del profiler FBI.
Di Nicole Kidman si può decisamente dire quel che viene sussurrato alla dottoressa Scarpetta da colei che la segue dall'alto della sua carica, mentre lei è sotto la doccia: "Marvelouse how you've kept your figure all these years"..non ve la traduco perché non sarebbe la stessa cosa
Così Nicole, va sempre goduta nella sua “everlasting” bellezza ed autenticità, anche se in questo caso trapela un po' di malinconia.
Giovenale, a cui fece eco anche Rousseau, diceva “Vitam impedere vero” Bisogna dedicare la vita alla scoperta della verità anche se ciò mette a rischio la vita stessa, ebbene questa massima rincorre un po' tutti i personaggi della serie, e il far risaltare il fatto che anche una Intelligenza Artificiale possa contribuire a tale scopo, non è poi così tanto disdicevole, ma solo fino a non farci piombare in un lacerante e incontrovertibile “punto morto”, nemmeno più sezionabile.
Scarpetta è dunque un bel piatto prelibato, in cui non va tralasciato nulla, da gustare in ogni particolare, facendo appunto, alla fine,...la “scarpetta” (using bread to mop the sauce), con una deliziosa nota italiana per una dottoressa di origini italiane, molto amate dalla Cornwell, e particolarmente amante della cucina
La serie è disponibile su Prime
Carlo Felici

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