Leonardo Boff*
Alla
Cop 21 di Parigi, sul finire del 2015, dopo anni di ’incontri, 192 paesi
hanno trovato un accordo su questi due punti: primo, il riscaldamento
globale è un fatto; secondo, in forma differenziata, ma effettiva, gli
Stati devono prestare la loro collaborazione. Ogni sapere, ogni
istituzione e soprattutto quelle istanze che maggiormente possono
mobilitare l'’umanità, cioè le religioni, devono mettere a disposizione
ciò che possono. Caso contrario, corriamo il rischio di arrivare troppo
tardi per affrontare la catastrofe, come ai tempi di Noè.
Prescindiamo
dal fatto che religioni e chiese soffrono di qualche patologia, momenti
di fondamentalismo e di radicalizzazione, fino al punto di ’inventarsi
guerre religiose, come tante volte è avvenuto tra musulmani e cristiani.
Ora
quello che si richiede è di vedere in che modo, a partire dal loro
capitale positivo, queste religioni possono arrivare a convergenze al di
là delle differenze e affrontare la nuova era dell'’antropocene
(l’'essere umano come meteora strisciante e minacciosa) e la sesta
estinzione di massa, in corso da parecchio tempo e a velocità crescente.
Prendiamo come esempio le tre religioni abramitiche.