Garibaldi pioniere dell'Ecosocialismo

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Garibaldi, pioniere dell'Ecosocialismo (clickare sull'immagine)

martedì 24 febbraio 2026

LE RAGIONI DI UN PROGRESSISTA "CONSERVATORE"

 





In vari dialoghi platonici Socrate esprime la sua condanna verso il sistema del sorteggio delle cariche dello Stato, in particolare ne La Repubblica, ma anche nei Memorabili di Senofonte, la sua critica verso il sistema della estrazione a sorte (Kléros) è particolarmente forte, e motivata dal fatto che non si possono scegliere a caso le competenze necessarie per svolgere una determinata mansione, l'esercizio della virtù di governo e di giudizio per i magistrati, infatti, deriva soltanto da un'arte che richiede prudenza ed intelligenza cioè un uso sapente della tèkne, dell'abilità specifica di svolgere un determinato ruolo.

La sua, evidentemente, era una critica serrata ad una democrazia diretta che chiamava ad esercitare un ruolo importante nella pòlis chiunque venisse designato, anche privo di una adeguata preparazione per svolgere quel ruolo stesso.

La metafora più famosa menzionata da Socrate è quella che nessuno affiderebbe la guida di una nave a cui che non è esperto in navigazione.

Ora, spostando l'attenzione sulla realtà odierna che riguarda in particolare la nuova legge costituzionale sottoposta a referendum, nel prossimo periodo, notiamo che, sebbene l'estrazione a sorte riguardi dei magistrati che, in teoria dovrebbero avere tutti pari competenze, in realtà poi, osservando da vicino la questione, non possiamo che rilevare notevoli criticità.

In particolare, avremmo una totale estrazione a sorte per i membri togati, mentre per i cosiddetti “membri laici” il Parlamento si riserverà di eleggere in seduta comune quei componenti nel cui elenco la sorte designerà la scelta.

Anche chi è completamente a digiuno di questioni giuridiche può notare una netta disparità di trattamento tra membri togati e membri laici, priva di ogni qualsivoglia giustificazione.

Sebbene le persone sorteggiate debbano essere dotate di pari competenze, l'asimmetria tra le due componenti è destinata ad alterare il mero criterio della competenza a favore della maggiore compattezza della parte dei membri laici che valuterebbero in base alla loro appartenenza politica più che alle loro competenze specifiche in senso stretto.

Ma la nostra Costituzione si basa ancora su un criterio di stretta eguaglianza che, in tal modo, i nuovi articoli 104, comma 4, e 105 comma 3, violerebbero. La Consulta ha spesso ribadito tale principio con varie sentenze, ad esempio la n.1146 del 1998 e la 125 del 2025.

E' dunque non remota la possibilità che, anche in caso di conferma referendaria, tale legge possa risultare, previ adeguati ricorsi, palesemente incostituzionale, specialmente se un non sorteggiato, di fronte al rifiuto della sua candidatura a far parte del CSM o dell'alta Corte, da parte dell'amministrazione, si rivolgesse ad un giudice amministrativo per sollevare la questione costituzionale.

In buona sostanza, la criticità maggiore di quella che appare quindi più che una “riforma” della Costituzione, in realtà una sua “deforma”, in quanto tende a deformarla, consiste nella creazione di 2 CSM e di un 'Alta Corte', teniamo conto che nel sistema delle nomine pubbliche i criteri clientelari in Italia si sprecano, con prebende sparse a fedelissimi di ogni genere, i quali, a parte la improbabile capacità di valutarne le funzioni effettive, sono eletti in modo palesemente ingiusto, per la quota riguardante i magistrati designati solo dalla dea bendata chiamata Fortuna (nel senso latino di sorte); per la componente politica, la quota è data dal poter scegliere in una rosa di elementi scelti dai politici in base alla loro fedeltà di appartenenza. Risulta palese il fatto che la governance non è più determinata da un equilibrio tra le varie correnti interne, ma dal prevalere della corrente che obbedisce alla maggioranza parlamentare. L'affermazione dello stesso ministro Nordio per cui, le critiche dell'opposizione sarebbero infondate, perché la stessa opposizione, una volta diventata maggioranza di governo avrebbe potuto benissimo beneficiare di tale riforma, dimostra palesemente la fondatezza di queste osservazioni

La Magistratura oggi va tutelata da ogni ingerenza e da ogni forma di rancore politico, il fatto che abbiamo vissuto una stagione chiamata Tangentopoli, e definita da alcuni “golpe giudiziario”, non deve in alcun modo alterare, sul piano politico, le osservazioni che chiamano in causa le congruità costituzionali. Nella nostra storia siamo passati attraverso momenti assai critici, dai tentativi golpisti neofascisti, fino agli attentati brigatisti, a quelli mafiosi, agli omicidi eccellenti di politici e magistrati, la Magistratura ha sempre garantito la tenuta del sistema democratico e i magistrati spesso lo hanno fatto a rischio della loro vita, perdendola in non pochi casi, come quelli che cito per tutti, del giudice Livatino, di Falcone e Borsellino.

I magistrati non sono tutti uguali, come ogni cittadino, ci sono quelli coraggiosi fino alla morte e quelli che hanno “ammazzato le sentenze” molto professionalmente.

E' più che evidente che le organizzazioni criminali e le mafie di ogni genere hanno interesse ad infiltrarsi in ogni settore nevralgico delle istituzioni, in ossequio a consuetudini clientelari, per garantirsi impunità e svolgimento di loschi affari senza tanto clamore. I politici e i magistrati che hanno tentato di ostacolare questa prassi sono stati ammazzati senza pietà alcuna.

Quindi la domanda vera è...con questo nuovo sistema sarà più facile o più difficile infiltrare i nemici dello Stato mascherati con una toga?

Chi scrive non ha una risposta per questa domanda, perché essa richiede una analisi a più vasto raggio che coinvolge non solo il sistema giudiziario, ma anche quello scolastico, mediatico ed educativo in generale. Riguarda la tenuta morale e civile di un intero Paese che non può essere di certo garantita dalla sola Magistratura.

E' facile però in un mondo che ormai sembra imbambolato dai social cadere nelle false verità. E' accaduto di recente anche a chi scrive, credere che un poliziotto andasse tutelato da una accusa ingiusta di omicidio colposo, per avere sparato di fronte ad una minaccia di una pistola a salve, è capitato che un ministro imbastisse una sorta di processo ai magistrati, così come quasi tutti i social schierati con le forze di polizia, esortassero a scegliere da che parte stare, se con il poliziotto o con i giudici. Ebbene la realtà ha dimostrato palesemente la fondatezza dell'accusa, in quel caso verso un membro della polizia, che non solo avrebbe agito deliberatamente per mascherare il suo omicidio volontario, portando anche un' arma finta nel luogo del delitto maneggiata solo da lui, ma che sarebbe stato anche palesemente corrotto.

Questo dimostra che i magistrati devono poter svolgere il loro mestiere serenamente e con la piena fiducia dei cittadini, senza temere ricatti da parte di politici non di rado nominati in liste che possono benissimo essere controllate da organizzazioni malavitose.

La politicizzazione del confronto referendario è evidentemente un danno, perché non si tratta di premiare o punire una parte politica, in quanto, come pure ha dichiarato “candidamente” Nordio, ogni parte politica, una volta al potere si potrebbe avvantaggiare di questa “deforma” costituzionale.

Quindi l'apparente scontro politico per il Sì o per il No, è del tutto fuorviante, così come la definizione degli schieramenti politici in base alla presa di posizione per il Sì o per il No

In Italia, e non solo, infatti la dialettica politica non è più tra destra e sinistra, ma tra l'alto di una intera classe politica privilegiata e spesso, negli stipendi e pensioni, autoreferenziale, e una massa di cittadini senza più ascensore sociale, sempre più priva di diritti e anche di forme elementari di giustizia sociale, costretta a pagare tasse più per armamenti che per scuole oppure per ospedali.

In queste circostanze una “deforma” che rafforza il potere trasversale di questa oligarchia, solo apparentemente ci mostra una strada nuova, mentre ne percorre invece una più vecchia di quella giudicata “vecchia”, e cioè quella della progressiva e totale impunità, quella stigmatizzata dal Marchese del Grillo... “io so' io e voi nun siete un c...”

Si tratta di capire, anche con un po' di buon senso, che in questo caso il proverbio che recita: " Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quello che lascia ma non sa quello che trova”, ha più di un senso concreto

Questa perciò è una ottima ragione affinché anche un progressista, in questo caso, voti come conservatore, specialmente quando la dea bendata ha più di un buco nella sua benda, ma questo Socrate forse non lo aveva considerato..


Carlo Felici